mario draghi xi jinping vladimir putin g20 afghanistan

“IL MULTILATERALISMO STA TORNANDO” - MARIO DRAGHI È SODDISFATTO PER IL G20 STRAORDINARIO SULL’AFGHANISTAN: “IL PUNTO È AIUTARE IL POPOLO SENZA IL COINVOLGIMENTO DEL GOVERNO. IL RICONOSCIMENTO DEI TALEBANI AVVERRÀ SOLO QUANDO SARANNO STATI FATTI PROGRESSI SUI DIRITTI. PER ORA NON LI VEDIAMO” - MA PER SBLOCCARE DAVVERO LA SITUAZIONE SERVE COINVOLGERE RUSSIA E CINA, CHE HANNO SNOBBATO IL VERTICE MANDANDO LE SECONDE FILE DEI LORO GOVERNI. E LA PROSSIMA SETTIMANA PUTIN AVVIA I COLLOQUI BILATERALI CON I TALEBANI… - VIEDO

 

Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

g20 straordinario sull afghanistan

C'è un mandato ampio di tutti i Paesi del G20 a un'azione quanto più efficace possibile delle Nazioni Unite. C'è l'Unione Europea che durante il summit annuncia che ha stanziato un miliardo di dollari di aiuti per l'Afghanistan, mentre Washington farà la sua parte con 300 milioni.

 

mario draghi g20 straordinario sull afghanistan 2

C'è Mario Draghi, che ha fortemente voluto la riunione delle venti economie più ricche del pianeta, che si dice soddisfatto: «Ne è valsa la pena, questa è stata la prima risposta multilaterale alla crisi in Afghanistan. Il multilateralismo sta tornando: con fatica, ma è lo schema di lavoro dei Paesi più importanti del mondo».

talebani nel palazzo presidenziale

 

Eppure alla fine del vertice, che si è svolto in formato virtuale, e anche durante la conferenza stampa finale del presidente del Consiglio, non può non affiorare la sensazione di una dose di impotenza da parte dell'Occidente: sia Pechino che Mosca non hanno partecipato con i loro presidenti, né Putin né Xi Jinping.

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING BY EDOARDO BARALDI

A rappresentare due potenze che hanno enormi interessi nell'Asia centrale c'erano solo seconde file dei rispettivi governi. E la settimana prossima il governo russo proprio a Mosca ospiterà colloqui bilaterali con i talebani. Non è uno smacco all'Italia, ma è un dato di realtà: la crisi in Afghanistan resta un rompicapo per diversi aspetti, e l'azione internazionale fatica a registrare strategie chiare, unità politica, interessi convergenti.

 

mario draghi joe biden g20 straordinario sull afghanistan

Lo stesso Draghi non si esime dal sottolineare i problemi: «Il punto è aiutare il popolo senza il coinvolgimento del governo», un concetto su cui concorda il presidente Joe Biden da Washington. «Il riconoscimento dei talebani avverrà solo quando la comunità internazionale sarà d'accordo sul fatto che sono stati fatti dei progressi sui diritti - continua il presidente del Consiglio - per ora non li vediamo».

PUTIN E XI JINPING

 

Il capo del governo riassume in questo modo il senso della riunione: «Dovremmo sforzarci, come molti di voi hanno detto, di avere una posizione unificata. Penso che sia molto importante e abbiamo una posizione unificata de facto, perché le Nazioni Unite sembrano aver ricevuto un ampio mandato a coordinare tutte le attività a favore dei cittadini afghani. Lo scopo principale è innanzitutto quello di rispondere all'emergenza umanitaria», anche con il coordinamento e il lavoro congiunto di Banca mondiale e Fmi.

g20 straordinario sull afghanistan

 

In una sintesi della tre ore di lavori con gli altri capi di Stato e di governo il premier accenna anche al rischio di un collasso economico del Paese governato dai talebani: «Invito tutti a lavorare insieme per non abbandonare l'Afghanistan. Nonostante le tante differenze che ci caratterizzano, non dobbiamo accettare questa catastrofe ed evitare il collasso del sistema dei pagamenti e del sistema bancario, almeno di quello che è rimasto in piedi».

talebani afghanistan

 

Draghi è consapevole che sarebbe «molto difficile aiutare il popolo afghano senza il coinvolgimento talebano. Se non ci vogliono far entrare non entriamo». Ma questo non significa riconoscere i talebani, ripete il premier: «I talebani dissero che il governo sarebbe stato inclusivo, che avrebbe rappresentato tutte le minoranze e rispettato il diritto delle donne. Questo non è avvenuto».

mario draghi g20 straordinario sull afghanistan

 

Poi c'è il capitolo terrorismo, su questo tutti gli Stati del G20 sono d'accordo, il Paese non può tornare ad essere un covo per l'estremismo islamico: «Tale eventualità potrebbe destabilizzare non solo l'Afghanistan, ma l'intera regione, e forse anche il mondo intero», continua Draghi, anche se «l'impressione è che i talebani e l'Isis non siano amici».

 

caos all aeroporto di kabul

Al termine del vertice arriva anche una nota di Washington: «I leader hanno anche «confermato l'impegno collettivo a fornire assistenza umanitaria direttamente al popolo afghano, attraverso organizzazioni internazionali indipendenti». Mentre il presidente turco Erdogan propone che il G20 dia vita ad un gruppo di lavoro permanente sul rischio di un flusso ingestibile di migranti dall'Afghanistan, una proposta che Draghi apprezza ma che «deve registrare il consenso di tutti».

mario draghi g20 straordinario sull afghanistan 1TALEBANI afghanistan evacuazione di cittadini afghani all aeroporto di kabul 2mario draghi g20 straordinario sull afghanistan

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…