putin hitler stalin

“PUTIN PUÒ ESSERE INCRIMINATO IN TRE MESI CON UN TRIBUNALE IN STILE NORIMBERGA” – IL PROFESSORE DI DIRITTO INTERNAZIONALE PHILIPPE SANDS: "CONTRO LO ZAR SI DEVE PARTIRE DAL REATO ‘SUPREMO’, LA GUERRA ILLEGALE. CON I CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ È PIÙ DIFFICILE INCASTRARLO - BIDEN CHE DEFINISCE PUTIN ‘CRIMINALE DI GUERRA’? NON E' STATO MOLTO SAGGIO- ZELENSKY CHE USA LA PAROLA GENOCIDIO? “LEGALMENTE SIAMO LONTANI, MA POLITICAMENTE LO CAPISCO”

Marilisa Palumbo per corriere.it

 

putin hitler stalin

Se Zelensky all’Onu ha chiesto una nuova Norimberga non è solo per l’impatto del paragone storico, ma perché con una corte di quel tipo una incriminazione di Putin «sarebbe possibile in tre mesi», dice al Corriere il professore di diritto internazionale Philippe Sands dell’University College di Londra. Dopo l’inizio della guerra Sands ha avviato una petizione che ha raccolto un milione e mezzo di firme, comprese quelle di ex capi di governo come Gordon Brown, per chiedere che alle indagini sui crimini di guerra della Corte penale internazionale si affianchi un tribunale speciale concentrato sul crimine di aggressione compiuto dalla Russia.

 

Non è un caso che, a conflitto ancora in corso, anche la leadership ucraina insista

PUTIN IN VERSIONE HITLER SU UN TABLOID POLACCO

così tanto a volerlo. Due dei più grandi e misconosciuti giuristi del secolo scorso, Raphael Lemkin e Hersch Lauterpacht, le menti che hanno concettualizzato i reati di crimini contro l’umanità e genocidio, arrivavano da Leopoli. La loro storia Sands la racconta ne La strada verso Est (Guanda), intrecciandola a quella del nonno, partito a dieci anni dalla stazione di Leopoli come i tanti che partono oggi, per fuggire ai russi. «Il ministro degli Esteri Kuleba, con cui sono in costante contatto e che è molto vicino a Zelensky, è un avvocato di diritto internazionale ed è profondamente consapevole di questi legami con la storia del suo Paese. E conosce benissimo la vicenda di Norimberga.

 

Tutto cominciò nel 1942, con un incontro a Londra dei governi europei in esilio, guidati dai francesi e dai belgi, che portò alla dichiarazione di Saint James: con quel testo si impegnarono perché fossero puniti i criminali di guerra nazisti. Lauterpacht era nella capitale inglese in quei giorni, e lavorava dietro le quinte. Lui e Lemkin sono un’ispirazione: dicevano loro che avevano idee giuste ma impossibili da mettere in pratica, ma continuarono a battersi. Dovremmo fare la stessa cosa, quello che sta succedendo è intollerabile nell’Europa del XXI secolo».

 

Che ne pensa del fatto che Zelensky usi la parola genocidio per parlare di quello che sta succedendo in Ucraina?

vladimir putin in versione hitler

«Lo capisco, credo lo usi in senso politico e naturalmente la definizione legale è diversa: per l’opinione pubblica il genocidio è la terribile uccisione di tante persone, la definizione legale prevede che per provarlo devi dimostrare l’intenzione di distruggere un gruppo come insieme . Sulla base di quello che ho visto in Ucraina ci sono crimini di guerra perpetrati su larga scala, civili presi di mira e crimini contro l’umanità, ma non mi sembra sia stata superata la linea del genocidio. Ripeto però che capisco perché Zelensky usi questo termine, sente che Putin cerca di distruggere l’identità ucraina nel suo complesso».

 

Cosa pensa di Biden che definisce Putin «criminale di guerra»?

«Non credo sia stato molto saggio. Sembra che siano stati commessi crimini di guerra, ma non sappiamo chi sia responsabile, potrebbe essere che il filo conduca direttamente dalle atrocità commesse sul campo alla leadership politica, ma è molto difficile da provare e sarebbe meglio dire: crimini di guerra sono commessi dal regime di Putin, se sia responsabile in prima persona tocca agli investigatori e ai procuratori dimostrarlo».

La ragione per la quale lei chiede un tribunale che giudichi il crimine di aggressione è proprio che per i crimini di guerra e contro l’umanità è difficile provare il legame tra le azioni sul campo e gli ordini della leadership politica. Però il tribunale internazionale sulla ex Jugoslavia arrivò a incriminare Milosevic.

PUTIN COME HITLER SECONDO CARLO D INGHILTERRA

 

«Sì, ma ci vollero anni, lui morì prima del giudizio e non siamo certi che sarebbe stato condannato. La preoccupazione mia e di altri è che si crei una situazione, in tre o quattro anni, in cui abbiamo un certo numero di processi all’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità, ma tutti si fermano a ufficiali militari di medio livello dell’esercito russo. Al contrario, quello che i giudici di Norimberga definirono il “crimine supremo”, condurre una guerra illegale, è relativamente semplice da provare. Quel crimine è il punto di inizio: a Norimberga, come in Ucraina, se non avessimo avuto una guerra non avremmo avuto crimini di guerra, crimini contro l’umanità e accuse di genocidio. È molto lineare, e si può arrivare a una incriminazione in tre mesi».

 

Ma chi può decidere di creare un tribunale internazionale ad hoc, si può aggirare il veto russo?

«Certo che si può! Non attraverso il Consiglio di sicurezza, ma ci sono altre strade. Una è l’accordo tra l’Ucraina e una organizzazione internazionale: potrebbe essere l’Onu, come è successo per il Tribunale speciale per il Libano, o l’Unione europea, come fu fatto per il Kosovo, o il consiglio d’Europa. Il secondo modello, sul quale sto lavorando informalmente con alcuni Paesi, è un accordo tra l’Ucraina e altre nazioni per delegare a un tribunale internazionale la prosecuzione del crimine di aggressione. È il modello Norimberga.

 

philippe sands

Non dico che sia facile, ma si può fare: nelle conversazioni con molti di questi governi tutti ammettono che il punto è solo se c’è la volontà politica. Inglesi, americani e francesi riconoscono il crimine di aggressione e la possibilità di istituire un tribunale internazionale, ma si preoccupano dell’effetto precedente, ossia che se una corte speciale viene creata oggi per la Russia, domani potrebbe toccare a Francia, Usa o Regno Unito. Ma non si può lasciare una scappatoia a Putin. Spero che anche il governo italiano ci pensi».

 

Come si prova il crimine dell’aggressione?

«Il primo passo è stabilire se la guerra è legale. Ci sono solo due basi legali per la guerra: una è l’autodifesa, l’altra l’autorizzazione da parte del Consiglio di sicurezza, condizioni entrambi assenti, come è chiaro che non ci sono motivi umanitari. Con una decisione vincolante la corte internazionale di giustizia dell’Aja ha ordinato alla macchina militare russa di fermarsi e lasciare l’Ucraina. Putin sa che le sue azioni sono illegali. È essenzialmente tutto quello di cui un procuratore ha bisogno».

 

Arrivare a una incriminazione in tre mesi avrebbe un impatto reale sulla guerra.

GUERRA RUSSIA UCRAINA

«Esatto. Qualcuno avverte del rischio che Putin diventi ancora più violento. È una possibilità, ma quando ne ho parlato con Kuleba è scoppiato in una risata amara. L’altro motivo per cui una incriminazione è importante è che potrebbe spingere qualcuno attorno a Putin, qualcuno che ha dubbi, a mollarlo. Tornando al parallelo con la seconda guerra mondiale, nel mio ultimo libro, La via di fuga, racconto che a Milano era di base un famoso generale nazista, Karl Wolff, l’uomo di Hitler per tutto il sud Europa. Dopo la conferenza di Yalta del 1945, quando fu annunciata la creazione di un tribunale militare a Norimberga, Wolff approccio l’americano Allen Dulles e offrì un patto: coopererò se potrò evitare Norimberga. E così fu».

 

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