bettini renzi schlein

“RENZI? NON SI TRATTA DI COOPTARLO NEL CAMPO LARGO. SI PORTEREBBE DIETRO PURE POCHI ELETTORI..." – LA RISPOSTA AL VELENO DI BETTINI DOPO LE APERTURE DI MATTEONZO AL CENTROSINISTRA – “RENZI HA INVOCATO UNA NUOVA MARGHERITA. E SPINGIAMO AFFINCHÉ MANTENGA LA DISPONIBILITÀ PER UN PROGETTO LIBERALE AMBIZIOSO. LUI STESSO HA DETTO DI NON VOLER STARE IN PRIMA LINEA COME FINORA SEMPRE ACCADUTO. A QUESTE CONDIZIONI SI POTRANNO VERIFICARE LE CONVERGENZE POSSIBILI” – IL CONSIGLIO A ELLY SCHLEIN

Raffaele Marmo per “QN – la Nazione – il Resto del Carlino – il Giorno”

 

GOFFREDO BETTINI

Goffredo Bettini, nelle due coalizioni tutti alla ricerca del fantomatico centro. Si vince al centro, dunque, come lei aveva ipotizzato tempo fa?

"Si vince rafforzando il Pd, un partito pluralista, critico, con una vocazione di governo – esordisce netto colui che è considerato il grande vecchio della sinistra, il suggeritore-regista di tanti passaggi del Nazareno e non solo –. Personalmente sono anche impegnato a definire meglio e ad allargare un’area di sinistra, presente ma frammentata. Dall’89, in Occidente, si è spenta la speranza di un mondo più umano e più giusto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, crisi democratica e guerra".

 

Ma il Pd conserva più anime e più vocazioni.

BETTINI RENZI 3

"Nel Pd stanno insieme diverse sensibilità e culture. È un partito ispirato all’unità e alla Costituzione. Sarebbe la sua fine abbracciare una logica e una pratica frontista. Anzi, penso che mai come in questo momento una gran parte del mondo cattolico sappia interpretare le ansie esistenziali e gli interrogativi dell’umanità.

 

A partire dalla guerra e dal limite che devono mantenere molti comportamenti umani. Poi, come ho detto anzitempo, questo Pd deve allearsi con il resto della sinistra, con il M5s e con un’area liberale e di centro che superi le divisioni che l’hanno resa impotente. D’altra parte, di fronte alla destra estrema, Mélenchon ha aiutato Macron e viceversa".

 

L’apertura di Renzi, però, porta molti problemi al Nazareno.

goffredo bettini foto mezzelani gmt019

"Schlein ha spinto giustamente per superare i veti. È un’affermazione di enorme valore politico, perché abbiamo alle spalle lacerazioni tremende che non si risolvono all’improvviso.

 

Consiglio, tuttavia, vivamente di aprire un processo serio, graduale, da sperimentare via via sui territori. A partire dalle prossime elezioni regionali. Occorre rispetto reciproco, collegialità nei passi che si compiono, un confronto autentico, sincero, comprensibile e non improvvisato".

 

Serve gradualismo, insomma, dopo tante rotture?

"Non si tratta di cooptare Renzi. Non è neppure un suo interesse. E comunque, se fosse così, si porterebbe dietro pochi elettori. Piuttosto lo stesso Renzi, con la sua storia complessa, di strappi, di vittorie e di sconfitte, ha detto di non voler stare in prima linea come finora sempre accaduto.

BETTINI RENZI

 

Ha persino invocato una nuova Margherita, con in campo giovani promettenti e anziani autorevoli. Partiamo dalle sue parole. E spingiamo affinché mantenga la disponibilità per un progetto liberale ambizioso, che rimetta in moto un’intera classe dirigente. A queste condizioni si potranno verificare le convergenze possibili, senza sorprese o allarme nei nostri alleati. Da Fratoianni a Conte".

 

goffredo bettini foto mezzelani gmt021

Condivide l’impostazione che sta dando Elly Schlein a questo passaggio cruciale? La segretaria sembra intoccabile...

"I media hanno messo in risalto il carattere personale e spettacolare di questa apertura, dandone un’impressione che secondo me va corretta. La Schlein, lo ripeto in ogni occasione, sta facendo molto bene. Quindi assolutamente non va toccata, nel senso che deve rimanere dove sta. Se, invece, si intende non criticabile, non sono d’accordo. Anche Togliatti fu messo in minoranza nella direzione del Pci. Per non parlare di Moro"

 

renzi schleinELLY SCHLEIN E MATTEO RENZI ALLA PARTITA DEL CUORE - MEME BY OSHO

(...)

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)