alfonso bonafede giuseppe conte

“TORNO A FARE L'AVVOCATO” - ALFONSO BONAFEDE, LO “SCOPRITORE” DI GIUSEPPE CONTE, RESTERA’ FUORI DAL PARLAMENTO, DOPO IL NO DI GRILLO AL TERZO MANDATO - L'EX GUARDASIGILLI SI E’ PREPARATO IL TERRENO: HA APERTO UNO STUDIO LEGALE ANCHE A MILANO CON LA MOGLIE - “DJ FOFÒ” PRESENTO’ CONTE A DI MAIO COME POSSIBILE MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. BONAFEDE ERA STATO ASSISTENTE A TITOLO GRATUITO DI PEPPINIELLO APPULO ALL'UNIVERSITÀ DI FIRENZE DOVE CONTE HA LA CATTEDRA DI ORDINARIO DI DIRITTO PRIVATO…

Claudio Bozza per il “Corriere della Sera”

 

ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE

«Torno a fare l'avvocato». Si è preso tre giorni Alfonso Bonafede, per diluire l'amarezza sfogata in privato e ponderare bene ogni parola. Ma l'ex ministro della Giustizia, una delle colonne del grillismo primigenio, avrà ancora bisogno di tempo per digerire l'esclusione dalla corsa per il prossimo Parlamento dopo lo stop di Grillo al terzo mandato.

 

«Alfie», così lo chiama chi ha più confidenza, in un lungo post su Facebook l'ha però presa larga: «Non ho mai chiesto a Beppe o Giuseppe alcuna deroga», per poi aggiungere «senza alcuna ipocrisia, dico che se mi fosse stato chiesto di ricandidarmi, avrei preso in considerazione la possibilità». Bonafede è uno dei tanti big «esodati» dal Movimento: «Penso sinceramente che si possa fare buona politica sia dentro che fuori dai palazzi. Non c'è nessuna novità».

giuseppe conte alfonso bonafede

 

In verità, da tempo, «Alfie» aveva fiutato che «Beppe» faceva sul serio. E non a caso, nei mesi scorsi aveva investito molte risorse (umane ed economiche) nel potenziamento del suo omonimo studio legale, aprendo una sede anche nel cuore di Milano, con la moglie Valeria Pegazzano e con le parcelle che da ex Guardasigilli non sono certo più le stesse dello storico mini studio fiorentino.

 

alfonso bonafede, luigi di maio e giuseppe conte

Eppure sembra ieri quando un giovane Bonafede da Mazara del Vallo, con un passato in discoteca come «Dj Fofò» e da poco diventato avvocato dopo la laurea in Legge a Firenze, arringava sul palco i No Tav in lotta contro il passante dell'Alta velocità sotto il capoluogo toscano. È qui, nel 2007, che inizia la sua scalata politica: acquisisce molti clienti per far ricevere loro i dovuti indennizzi per disagi del maxi cantiere (poi mai partito davvero). La battaglia anti Tav è la benzina migliore per l'attività degli Amici di Beppe Grillo. Nel 2009 corre da sindaco di Firenze, prende l'1,8%, ma si rifà nel 2013, eletto in Parlamento.

giuseppe conte alfonso bonafede 2

 

Il futuro Guardasigilli è scaltro, piuttosto vicino a Grillo e riesce a farsi apprezzare.

Ma il vero colpo politico, croce e delizia, lo mette a segno durante la campagna elettorale del 2018. È infatti Bonafede, durante lo scouting per i posti di governo di cui i grillini si apprestavano a fare incetta, che presenta Giuseppe Conte a Luigi Di Maio come possibile ministro della Pubblica amministrazione.

 

bonafede di maio conte

Conte, ai tempi, è un illustre sconosciuto, ma «Alfie» ne era stato assistente a titolo gratuito, appunto all'Università di Firenze dove Conte ha la cattedra di ordinario di Diritto privato. Il resto, prima che esplodesse la pandemia, è storia recente, perché su quel profilo tecnico-accademico cadrà la scelta da premier per risolvere l'impasse che darà vita all'inedito governo «gialloverde». E quello di essere stato lo «scopritore» di Conte è un particolare non da poco, che ha alimentato l'amarezza di Bonafede, oltre a quella dei tanti altri big esclusi.

 

bonafede

«Alfie», però, adesso che è giunta l'ora di voltare pagina continua ad andare particolarmente orgoglioso dell'inasprimento delle pene grazie alla sua «legge Spazzacorrotti», poi marcatamente rivista dalla riforma Cartabia: «Per il rispetto del lavoro che ho portato avanti, non intendo entrare nella logica del "ritorno tra i cittadini" - scrive Bonafede -, perché posso dire ad alta voce che non mi sono mai allontanato da loro... anzi, ho portato all'approvazione le "mie" leggi sulla giustizia soltanto grazie al sostegno di tanti cittadini».

 

Quello di Bonafede, ben accorto alle parole in pubblico, almeno per ora non è un addio al M5S e lascia una porta aperta: «Un domani, se il capo politico e il garante dovranno o vorranno riflettere, legittimamente, sulla modifica di qualche regola che necessita del permesso del garante, potranno tranquillamente riunirsi tra di loro e risolvere velocemente la questione».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…