varoufakis di maio salvini

LEGGETE LA PROFEZIA DELL’EX MINISTRO GRECO VAROUFAKIS SU M5S E LEGA: "VOGLIONO FORZARE LE REGOLE EUROPEE? MA CI HA GIÀ PROVATO RENZI. IL SUO GROSSOLANO ERRORE È STATO PRETENDERE, COME UN BAMBINO VIZIATO, IL DIRITTO DELL'ITALIA DI PIEGARE IL FISCAL COMPACT SENZA UN DIBATTITO PER RIDISEGNARNE LE REGOLE. IN MANCANZA DI PROPOSTE SERIE SULLA ZONA EURO, IL M5S E LA LEGA SONO DESTINATI A...”

varoufakis a roma diem25

Giuseppe Salvaggiulo per “la Stampa”

 

A tre anni dalla sua fugace esperienza come ministro greco delle Finanze, dal braccio di ferro con l' eurogruppo, dal referendum vinto e dalla rottura con il premier Tsipras, l'economista Yanis Varoufakis rilancia il suo impegno politico, proiettato sulle elezioni europee del 2019. A suo giudizio, anche la situazione italiana conferma che «una cosa è chiara: dalla sconfitta deve emergere una nuova forza progressista, radicale, europeista».

yanis varoufakis

 

Qual è il suo giudizio sulle elezioni italiane?

«Hanno portato a una triste impasse. Gli unici beneficiari reali sono coloro che hanno investito in xenofobia e paura. Le urne hanno rafforzato le forze anti-europeiste esattamente come in ogni altro Paese europeo dove le istituzioni hanno insistito con fallimentari politiche basate sull' austerità, fingendo che fossero la soluzione della crisi sistemica».

LA CAMICIA DI VAROUFAKIS

 

Nel voto italiano anti-establishment vede analogie con quello del 2015 in Grecia?

«Nessuna. Syriza era un partito filo-europeo che ha cavalcato un'ondata di speranza e positività. La Lega, Berlusconi e i partiti minori della destra italiana hanno ricevuto voti basati su paura e pessimismo. L'unico legame tra i nostri due Paesi è che ci troviamo entrambi nella morsa di una crisi a livello europeo che però l'istituzione europea rifiuta di riconoscere come sistemica».

 

Qual è il suo punto di vista sul Movimento Cinque Stelle? Populismo o nuova sinistra?

«Nessun partito che investe nel timore del migrante, dello straniero, del rifugiato può definirsi di sinistra. Il termine "populista" è stato ampiamente abusato».

 

SALVINI - DI MAIO - BERLUSCONI - RENZI

E in politica economica?

«Il Movimento 5 Stelle sta chiaramente cercando di riposizionarsi come un partito centrista di cui le istituzioni possano fidarsi. Cerca di mantenere quello che molti percepiscono come radicalismo prendendo di mira la vecchia e corrotta classe politica, evitando però di sfidare il "sistema" stesso».

 

Serve ad arrivare al governo?

«Quando un sistema fallisce - come sta accadendo in Italia e in Europa - il tentativo di abbracciarlo criticandone i funzionari mi sembra destinato alla rovina».

 

DI MAIO SALVINI

Che cosa pensa del reddito di cittadinanza?

«Quello che propone il Movimento 5 Stelle è in realtà un salario minimo condizionato alla ricerca di un lavoro. Una misura standard in diversi Paesi dell' Europa centro-settentrionale. Molti italiani lo vedono come un barlume di speranza, quindi non va criticato a priori. Purché non sia finanziato con tagli ad altri servizi sociali».

 

M5S e Lega vogliono forzare le regole europee, criticano l' euro e il fiscal compact: quali saranno gli effetti?

MERKEL TSIPRAS MYKONOS

«Ci ha già provato Renzi. Il suo grossolano errore è stato quello di pretendere, come un bambino viziato, il diritto dell'Italia di piegare le regole del fiscal compact senza però richiedere un nuovo dibattito in Europa - come presidente del Consiglio aveva il dovere di farlo - per ridisegnarne le regole. Per me è chiaro che, in mancanza di proposte serie su come ridisegnare la zona euro, il M5S e la Lega sono destinati a ripetere lo stesso errore».

 

Questi partiti, una volta al governo, si ripiegheranno nel sistema come fece Tsipras?

«Proprio come Tsipras e Renzi, è il destino di qualsiasi politico a cui mancano una proposta completa su come ridisegnare la zona euro e il coraggio di dire no a Berlino e Francoforte quando la proposta viene respinta».

DRAGHI MERKEL

 

Instabilità politica e tensioni sui mercati finanziari possono creare in Italia una situazione come in Grecia nel 2015?

«No. Né un governo a guida M5S né uno a guida Lega andrebbero direttamente contro Bruxelles, Berlino e Francoforte come facemmo noi. Al massimo potrebbero piegare le regole dietro le quinte».

 

Con quali esiti?

«L'Italia non è la Grecia, e minacciarla di cacciarla dall' eurozona significherebbe dichiarare la fine dell' euro. E poi la Merkel è più debole di tre anni fa».

 

L'euro è irreversibile come dice Draghi?

Tsipras e Yanis Varoufakis

«Niente su questo pianeta è irreversibile, figuriamoci una moneta insostenibile. Naturalmente il presidente della Banca centrale ha il dovere di continuare a insistere sull' irreversibilità dell' euro».

 

Come giudica l'attivismo di Macron?

«Un bello show privo di qualsiasi fondamento. Le proposte di Macron, se adottate, si rivelerebbero insignificanti dal punto di vista macroeconomico. Ma non saranno adottate, poiché Berlino troverà un modo per respingere qualsiasi cosa vada oltre la semplice "mano di bianco"».

 

MARCON MERKEL

Qual è la situazione della Grecia rispetto a quando ha rassegnato le dimissioni da ministro?

«Nonostante la rimarchevole propaganda, ogni giorno è peggiore di quello precedente. In tre anni 170 mila giovani laureati sono andati all' estero e altri 1,2 milioni di persone sono sotto la soglia di povertà. E potrei citare molti altri dati dello stesso tenore».

 

Come intende rilanciare il suo progetto politico?

«Questo fine settimana il DiEM25 si riunisce a Napoli, ospitato dal sindaco de Magistris, con molti partiti politici provenienti da tutta Europa. Il nostro obiettivo è quello di annunciare la formazione della prima lista di partiti transnazionali per le elezioni del Parlamento europeo previste a maggio 2019».

varoufakis schaeuble

 

Con chi?

«Vogliamo lavorare con molte altre forze, sarà un processo aperto. Entro aprile, DiEM25 Italia organizzerà assemblee in tutte le regioni. L' obiettivo è creare presto un nuovo partito nazionale italiano appartenente alla lista di partiti transnazionali europei».

varoufakis schaeuble

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…