boschi

LA LEOPOLDA DE’ NOANTRI – RENZI PUNTA SUL CAMPIDOGLIO. OGGI LA BOSCHI APRIRÀ LA KERMESSE ROMANA DI ‘ITALIA VIVA’ AL CINEMA ADRIANO. E CHISSÀ SE, NELLE DIFFICOLTÀ DEL PD A INDIVIDUARE UN NOME GIUSTO DA PREPARARE COME CANDIDATO SINDACO DI ROMA, IL POST RAGGI NON POSSA ESSERE LEI O QUALCHE ALTRO ‘VIVEUR’… - SARA’ PIENONE O SARA’ FLOP?

Mario Ajello per il Messaggero

 

maria elena boschi

Italia Viva punta anche sul Campidoglio. Domani la Boschi aprirà la kermesse romana al cinema Adriano

 

Il renzismo punta su Roma. E chissà se, nelle difficoltà del Pd a individuare un nome giusto da preparare come candidato sindaco di Roma, il post Raggi non possa essere qualcuno di area Italia Viva. È uno degli obiettivi che si pongono, ma per ora c’è da lanciare il nuovo partito. E domani, in attesa della Leopolda, Italia Viva si presenta  a Roma. Sul palco del cinema Adriano, l'apertura della kermesse sarà curata da Maria Elena Boschi, alla quale toccherà il compito di spiegare ai romani il perché della scissione e gli obiettivi del nuovo partito. Sarà pienone? Dalle adesioni  parrebbe di sì. E comunque - fanno notare da Italia Viva -  «il nostro è il partito che sta crescendo più di tutti».

 

boschi

Spiega Michele Anzaldi: «Il sondaggio di Porta a Porta ci dà in crescita di un punto e mezzo e ci colloca al 6% a poca distanza da Fi e Fdi. Non male per un neonato movimento che viene puntualmente oscurato dai Tg Rai (dov'è l'Agcom?) e non ha ancora neanche il simbolo». Grande eccitazione insomma. E al cinema Adriano dopo la Boschi, capigruppo dei renziani a Montecitorio, sul palco salirà Roberto Giachetti, al quale seguirà Luciano Nobili, già animatore della campagna elettorale di Giachetti sindaco e ora responsabile dell'area romana. A chiudere l'appuntamento con la “Leopolda alla romana”, il deputato Ettore Rosato, già capogruppo del Pd alla Camera e coordinatore dei comitati di azione civica che sono l’incubatrice del partito renziano sul territorio.

 

MATTEO RENZI E MARIA ELENA BOSCHI

«L’importante è dimostrare che non siamo un partito di Palazzo ma un movimento di popolo»: questa la scommessa di Boschi e compagni, anzi amici. E domani a Roma si capirà se davvero il renzismo è una realtà diffusa o è soltanto una mossa per fare male al Pd.

luigi marattin maria elena boschimatteo renzi luigi marattin maria elena boschimaria elena boschi e luigi marattinmyrta merlino offre un bicchiere di vino alla boschi 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?