renzi leopolda 9

UNA LEOPOLDA DA QUATTRO GATTI - BECHIS: “POTEVA SEMBRARE UN'ASSEMBLEA AFFOLLATA DELL'ASSOCIAZIONE COMBATTENTI E REDUCI - ASSAI POCO SI È VISTO ANCHE SOLO PER CORTESIA DEL GRUPPO DI POTERE CHE HA AVUTO IN MANO L'ITALIA LA SCORSA LEGISLATURA - OLTRE I CONFINI DELLA LEOPOLDA RENZI, IL CAPO DELLA COMPAGNIA TEATRALE, NON RIESCE A VENDERE PIÙ UN BIGLIETTO. SE VEDONO LUI, I CLIENTI GIRANO ALLA LARGA...”

renzi e padoan alla leopolda 9

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”

 

Non fosse stato per quei tre ragazzini (scelti come i cartigli dei baci Perugina: un maschietto e due femmine, una di colore), quelli che secondo Matteo Renzi hanno fatto saltare sulla sedia un suo amico, «Ma dove siete, su Disney Channel», la Leopolda n. 9 poteva sembrare un' assemblea affollata dell' associazione combattenti e reduci. Avevano il complesso dei reduci gli ultimi colonnelli di Matteo, e fin dal primo giorno non l' hanno nemmeno nascosto.

 

simona bonafe alla leopolda

Davide Faraone, renziano siciliano: «Credo che questa Leopolda9 sia più partecipata rispetto al passato perché ripulita da opportunisti e voltagabbana. Ne facciamo a meno di quelli che sono leopoldini solo quando si governa». Stessa frase sui voltagabbana sfuggita ieri a Teresa Bellanova, la grintosa regina dei reduci. E anche lo stesso Renzi non l' ha celata: «Quando si perde, ti giri e la stragrande maggioranza di chi ti stava intorno dice "Renzi? Mai visto prima". È la sindrome del beneficiato rancoroso che caratterizza un po' del gruppo dirigente, gente che fino al giorno prima è lì e poi dice oh, io lo dicevo che sbagliava».

 

renzi alla leopolda 9

E in un altro passaggio del suo discorso di chiusura di ieri l'ex premier del Pd ha ironizzato sulle critiche che alti dirigenti del suo partito hanno fatto più volte al suo carattere: «Ma finché avevano la poltrona da ministro quel mio carattere non era un problema per nessuno».

 

SALA-BOMBONIERA

Certo la kermesse fiorentina della corrente renziana ha visto lunghe code fuori dalla stazione Leopolda, che assai piccina e tiene poco più del pubblico di un grande teatro. Per intenderci, quella Leopolda piena aveva più o meno un decimo dei partecipanti alla festa del M5s al circo Massimo, che essendo enorme sembrava però vuoto.

 

renzi alla leopolda 9

L'immagine dei fan di Renzi si può vendere bene grazie alla sala-bomboniera, ma la realtà dei numeri è quella e i numeri reali pesano sul mercato della politica. Per quanto più viva, vivace e ben confezionata di quel che resta fuori di lì del Partito democratico (poco, senza fantasia e assai sbrindellato), la Leopolda 9 ha dato più l'impressione della riunione nostalgica e anche piena di bei ricordi dei reduci di una stagione certo finita e chissà se cancellata dalla storia della politica.

 

Quattro amici al bar della stazione, con vistosi buchi di partecipazione, perché in effetti assai poco si è visto anche solo per cortesia del gruppo di potere che ha avuto in mano l' Italia la scorsa legislatura. Dei ministri, viceministri e sottosegretari del suo governo solo i fedelissimi, quelli dello sparuto e pure agguerrito gruppo renziano sbarcato in Parlamento nel lontano 2013.

 

renzi alla leopolda 9

Eppure il leader stesso nel 2018, l'anno della grande batosta elettorale, nel palazzo ne ha portati assai di più: poco riconoscenti a vedere le loro copiose assenze nella kermesse fiorentina. Il giglio magico e poco più: Maria Elena Boschi, Luca Lotti, Ivan Scalfarotto, Matteo Richetti, la Bellanova e Faraone, Valeria Fedeli, Emanuele Fiano, Gianni Pittella, Debora Serracchiani, Simona Bonafè, Raffaella Paita, Roberto Giachetti ed Ettore Rosato...

 

Non molto di più di quella truppa. In platea si è visto anche un altro ex ministro, Giuliano Poletti, che però ci ha tenuto a dire di fidarsi ciecamente del segretario Maurizio Martina. Come dire: «Ho dovuto essere qui, ma...».

 

renzi alla leopolda 9

Cosa che mi ha ripetuto anche qualche dirigente locale renziano doc: «Non avevo voglia di venire, ma l'ho fatto perché tutte le altre volte c'ero e se mancavo questa era più una rottura di scatole inseguire le polemiche sulla assenza che venire a Firenze qualche ora per amore di pace». Partecipazione freddina, ma almeno non è scappato come tanti altri ex fedelissimi di Matteo a Piazza Grande per arruolarsi nella corrente di Nicola Zingaretti.

 

LA SFILATA

Poi una incredibile sfilata di manager nominati da Renzi e deposti dai successori, ognuno a raccontare il personale dramma, qualcuno con dignità (Ernesto Maria Ruffini, ex capo della Agenzia delle Entrate), qualcuno senza vergogna come Renato Mazzoncini, ex capo delle Ferrovie con la lacrimuccia agli occhi rammentando le gaie riunioni di famiglia «con te Matteo e con Graziano», con toni che obiettivamente davano ragione e anche di più a chi lo ha fatto accomodare.

 

padoan e renzi alla leopolda

È venuto pure un altro ex ministro che pure essendo stato scoperto in origine da Massimo D'Alema in politica deve tutto a Renzi: Pier Carlo Padoan. Ma è stato a mezzo servizio. Ha scodellato al leader per un teatrino pomeridiano una bozza di contromanovra economica.

 

Solo che Padoan l'aveva già fatto una settimana prima per il segretario del Pd, Martina, e la cosa è risultata un tantino grottesca: le due manovre di minoranza scritte dalle stesse mani sono diverse l'una dall' altra. E quella fatta per Renzi sfonda e di molto (2,1%) gli obiettivi di deficit (1,6%) che l'Italia - proprio con Padoan - aveva assicurato alla Ue: una comica.

maria elena boschi alla leopolda

 

In effetti a Firenze i reduci volevano divertirsi un po', che è un modo anche per asciugare le lacrime della nostalgia. Di questa edizione della Leopolda 9 prima che aprisse i battenti aveva già capito tutto Maurizio Crozza, che aveva registrato una clip di Renzi che si truccava in camerino sulle note di «C'era una volta l'America» confessando che il suo sogno non era mai stato quello di entrare in politica, ma di fare il conduttore di talk show. I suoi miti non Tony Blair e Barack Obama, ma Barbara D'Urso e Maria De Filippi. E che quando lui lanciava «i Renzini, le praline dell' ovvio», stava provando i numeri del suo spettacolo.

 

renzi alla leopolda 9

Esattamente quel che si è visto a Firenze. Per confessione diretta di Renzi: «Ora posso finalmente realizzare il sogno della mia vita: fare il conduttore televisivo. Sono felicissimo». E via al talk show e alla sfilata dei suoi renzini - le praline dell' ovvio - da lanciare: il profeta dei vaccini Roberto Burioni, la sempre bella odiatrice araba di Matteo Salvini, Rula Jebreal, la giornalista in minigonna odiata dalla mafia di Ostia, Federica Angeli, i comitati civici per fare le pulci al «governo dei cialtroni».

maria elena boschi alla leopolda

 

Volti e idee più o meno nuovi, che però si scontrano sempre con lo stesso problema che non si vuole vedere: c' è spazio anche nella nuova Italia gialloverde per un' area politica di questo tipo, che però ha una sola palla al piede: oltre i confini della Leopolda il capo della compagnia teatrale non riesce a vendere più un biglietto. Se vedono lui, i clienti girano alla larga...

leopolda 9maria elena boschi alla leopolda maria elena boschi alla leopolda

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...