giuseppe conte luigi di maio

DI MAIO È MES MALE – IL MINISTRO DEGLI ESTERI STA CONVINCENDO CONTE A NON FIRMARE IL TRATTATO SUL NUOVO FONDO SALVA STATI E A RINVIARLO. LUIGINO HA CAPITO CHE L’ALLEANZA CON IL PD HA APPANNATO LE SUE STELLA E VUOLE RIPRENDERSI IL CENTRO DELLA SCENA E INFATTI MENA SU RENZI E SULLA PRESCRIZIONE – NON VUOLE ANDARE A VOTARE, È TUTTA SCENA, ANCHE PERCHÉ IN CASO DI URNE ANTICIPATE SAREBBE IL PRIMO A RIMETTERCI…

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

 

giuseppe conte luigi di maio 2

Vista da fuori, la maggioranza di Giuseppe Conte sembra pronta al collasso. La confusione è all' apice e i partiti di maggioranza litigano a tutto campo, dal Mes alla prescrizione, dalle Regionali alla fondazione Open. Eppure, negli ultimi due giorni, a Palazzo Chigi si sono convinti che «il governo reggerà», anche dopo una eventuale sconfitta del Pd in Emilia-Romagna, il 26 gennaio. Non a caso Conte dall' Africa parla di rilancio dell' esecutivo e mette in agenda «riforme di più ampio respiro». E Zingaretti approva, al punto da invocare una «visione condivisa del futuro».

 

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - DI MAIO - CONTE - SALVINILUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 6

Il mezzo miracolo, della cui durata è lecito dubitare, si deve alla grande paura di andare tutti a casa e al ritrovato asse tra Conte e Di Maio dopo la trasferta romana di Grillo. Lo stato della maggioranza era arrivato a un tale punto di logoramento che premier, capi delegazione e ministri si sono messi a tessere una rete a protezione del governo. La prima verifica si avrà lunedì nell' aula della Camera, quando il presidente del Consiglio cercherà di disinnescare la mina del Mes, il cosiddetto trattato salva-Stati. Con la propaganda sovranista di Salvini che seduce molti parlamentari 5 Stelle, Di Maio paventa uno «stritola Stati» e Conte, che non può permettersi strappi, medita di assecondarlo. Salvo ripensamenti, il premier annuncerà che l' Italia non è pronta alla firma del trattato e chiederà ai vertici dell' Europa un rinvio.

giuseppe conte angela merkel 3

 

Per il Pd è una sconfessione, dopo che il ministro Gualtieri ha definito «inemendabile» il testo dell' accordo. Ma a Palazzo Chigi sono convinti che Zingaretti e compagni comprenderanno le esigenze «identitarie» del partito di maggioranza e, per garantire la tenuta del governo, digeriranno la frenata.

Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte al lavoro sul Def

 

Lo stesso schema i 5 Stelle immaginano sul fronte incandescente della giustizia. Per Di Maio, che per risalire la china ha bisogno di sventolare i vessilli del Movimento, lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio è un' altra questione di bandiera. «È una cosa nostra, fondamentale e non possiamo indietreggiare», insiste Di Maio, che a Conte ha spiegato come il M5S non possa perdere la sua identità per andare a braccetto col Pd.

 

giuseppe conte abbraccia di maio e festeggia la vittoria del m5s alle elezioni 2018 2LUIGI DI MAIO ROBERTO GUALTIERI

Il punto è questo. Il ministro degli Esteri si è convinto che il governo giallorosso abbia appannato le sue stelle e vuole riprendersi il centro della scena, rivendicando i valori originari. Ecco perché Di Maio non si è fatto scrupolo di attaccare Renzi sulla fondazione Open, chiedendo una commissione d' inchiesta sui finanziamenti ai partiti. E se Italia viva l' ha vissuta come uno sgarbo intollerabile, per i fedelissimi del «capo» non è che il minimo sindacale, «visto che Renzi parla come Berlusconi».

 

roberto gualtieri giuseppe conte 1

Il Movimento non tollererà altri attacchi ai giudici, né dagli scissionisti renziani né dai dem. «Il Pd deve capire che noi siamo quello che siamo», è il mantra che Di Maio ripete a Conte, per convincerlo a mediare (a suo favore) con il Nazareno. Chiaro allora che tenere la rotta in questo mare non sia una impresa facile.

 

zingaretti di maio

«Navighiamo a vista», è il motto di Zingaretti. Non solo l' Emilia-Romagna è a rischio, ma i 5 Stelle hanno trovato il loro candidato in Calabria e correranno da soli con Francesco Aiello. E mentre spingono per la revoca delle concessioni ad Autostrade, si guardano bene dal difendere pubblicamente la manovra economica. Di Maio «cerca l' incidente», come temono alcuni ministri del Partito democratico? Al Nazareno si sono convinti che no, «non vuole andare a votare, ma solo far vedere che comanda ancora lui». Anche perché Di Maio (come Renzi) sa bene che i parlamentari le urne anticipate non vogliono vederle neppure in cartolina.

pignoramento conto corrente gualtieri e conteLUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 5salvini e conte

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)