di maio steward

DI MAIO, E’ UNA PROMESSA O UNA MINACCIA? “POSSO RESTARE FINO AL 2028” LUIGINO DOPO LA BATOSTA IN SARDEGNA: “OGNI VOLTA CANTATE LA MORTE DEL CIGNO, MA IL MOVIMENTO STA BENISSIMO” – “IL GOVERNO CADE? TUTTE SCIOCCHEZZE” – “GRILLO ARRABBIATO? NESSUN DIVERBIO” – “I DISSIDENTI? SOLO DUE O TRE” - POI RUGGISCE: "BASTA DENIGRARCI COME INCOMPETENTI. ORA MOSTRANO I GILET DELLO STEWARD MA IO SONO ORGOGLIOSO. HO IMPARATO TANTO"

di maio

Alessandro Trocino per “il Corriere della Sera”

 

D'accordo la rivoluzione, ma il sovrano non si tocca. Luigi Di Maio organizza una conferenza stampa fiume, allestita da una ventina di uomini di comunicazione e marketing nella Sala Tatarella della Camera, e annuncia quel che si sapeva, cioè che il Movimento, «diventato adulto», è destinato a cambiare faccia.

 

Con l' apertura alle liste civiche, con la fine del doppio mandato (per ora) a livello comunale e con la creazione di una mega segreteria o direttorio, che avrà il compito sia di interfacciarsi con lui e di sostenerlo, sia di tenere i contatti con i referenti regionali e comunali.

 

Quel che è intoccabile è il capo politico. Perché a domanda diretta, Di Maio risponde: «Il mandato del capo politico dura 5 anni, ne ho ancora 4 davanti». E a domanda successiva se sia contendibile questa leadership, la risposta è ancora no: «Tra quattro anni si discuterà il capo politico».

 

Insomma, cascasse il governo o insorgesse il Movimento, Di Maio si ritiene intoccabile, fino a fine mandato. Non solo.

 

SALVINI DI MAIO SARDEGNA BY MACONDO

L' ultima domanda è sul suo futuro. Al cronista che non crede molto plausibile che interrompa la sua carriera alla fine del secondo mandato, risponde sibillino, se non ambiguo: «Sono concentrato sulla crescita dell' Italia, non sto pensando al terzo mandato». Che non è la risposta attesa. Non è: «Il terzo mandato è escluso dalle regole», «farò altro» o «il tetto del secondo mandato è intoccabile».

 

Il punto è che ci si prepara a far saltare questo tetto anche per il livello nazionale. Di più: da tempo (lo ha ripetuto solo pochi giorni fa ai suoi), lui stesso non fa mistero di voler andare oltre: «Il mandato di capo politico può essere rinnovato una seconda volta, per un totale di dieci anni». Di Maio guarda lontano e con questa regola, tratta dallo Statuto, scavalca anche il tetto del doppio mandato, che è relativo solo agli incarichi parlamentari.

di maio saccone

Si vedrà. Nel frattempo però, c' è da mandare avanti un governo e da rifare il maquillage al Movimento. Naturalmente il vicepremier smentisce tutte le voci comparse in questi giorni sui giornali. Il crollo elettorale in Abruzzo e Sardegna? «Nessun impatto nazionale, ogni volta cantate la morte del cigno, ma il Movimento sta benissimo». Il governo cade? «Tutte sciocchezze». Grillo arrabbiato? «Mi ha chiamato dieci minuti fa, nessun diverbio». I dissidenti?

di maio

 

«Solo due o tre, ero in pensiero che oggi non avessero ancora detto nulla contro di me». Qualche parola in più la utilizza per un caso delicato, ovvero le critiche del ministro Giovanni Tria sulla Tav: «Ogni ministro può esprimere la sua opinione, ma come capo politico devo far rispettare il contratto. Tria però non è in discussione».

 

Che il Movimento stia diventando un po' partito, è abbastanza lampante. Ma Di Maio non la pensa così: «La differenza non sta nell' organizzazione, ma nel fatto che non decidiamo in tre, ma con gli iscritti». A riprova, annuncia (come richiesto da Casaleggio) che «si voterà di più con Rousseau». Per cambiare e migliorare alle amministrative, grazie alla nuova struttura.

 

Che sostituirà la precedente, inesistente. Anche se, a raccontarla tutta, il responsabile degli enti locali negli anni scorsi era proprio Di Maio e quello dei meet up (poi esautorati) il sempre silente Alessandro Di Battista. Poche speranze anche per le Europee: «Puntiamo a essere ago della bilancia e a non far conquistare la maggioranza dell' Europarlamento ai gruppi con dentro Forza Italia e Pd».

 

Quanto al resto, rivendica i risultati, spiega che «su dieci provvedimenti, otto sono del M5S». E sbotta: «Basta denigrarci come incompetenti.

MEME SU LUIGI DI MAIO

Ora mostrano i gilet gialli dello steward. Ma io sono stato steward allo stadio, muratore, cameriere e ministro. E sono orgoglioso di tutti questi lavori che ho fatto, ho imparato tanto».

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