LA MARCIA INDIETRO DI BORIS JOHNSON: IL FREEDOM DAY PER IL PREMIER BRITANNICO COMINCIA IN QUARANTENA - VENERDÌ BORIS HA AVUTO UNA RIUNIONE CON IL MINISTRO DELLA SANITÀ, POI RISULTATO POSITIVO: DOPO AVER ANNUNCIATO CHE AVREBBE EVITATO L’ISOLAMENTO, È STATO TRAVOLTO DALLE CRITICHE E COSTRETTO A UNA RETROMARCIA

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Luigi Ippolito per corriere.it

 

Boris Johnson costretto all’isolamento alla vigilia della fine di tutte le restrizioni in Inghilterra: una situazione paradossale, che mette in evidenza tutte le contraddizioni della strategia di superamento dell’emergenza Covid.

Boris Johnson Brexit Boris Johnson Brexit

 

È successo che venerdì il ministro della Sanità, Sajid Javid, è risultato positivo al coronavirus: pur essendo completamente vaccinato, ha rivelato di accusare «lievi sintomi». Ma questo vuol dire che, in base al sistema di tracciamento britannico, chiunque sia stato in contatto con lui deve mettersi in quarantena: e proprio venerdì Johnson aveva avuto una lunga riunione con Javid.

 

Ieri sera il primo ministro è stato raggiunto dall’inesorabile avviso, assieme anche al Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak.

 

Sajid Javid Sajid Javid

Contrariamente a quanto comunicato inizialmente da Downing Street, Johnson non prenderà parte allo schema-pilota che gli avrebbe consentito di continuare ad andare al lavoro a condizione di sottoporsi a un tampone quotidiano per dieci giorni.

 

Boris dunque non potrà continuare — come annunciato in mattinata — a condurre «gli affari essenziali di governo»: un’eccezione che aveva fatto gridare allo scandalo, nel momento in cui oltre mezzo milione di cittadini comuni in tutta l’Inghilterra è costretto a osservare una rigida quarantena perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

 

Sajid Javid si vaccina prima dose Sajid Javid si vaccina prima dose

Non è un buon auspicio per il Freedom Day, il giorno della liberazione, che scatta domani: cadranno tutte le restrizioni legali, dall’obbligo di mascherina al distanziamento sociale. Ma è una scommessa fatta nel pieno della terza ondata del Covid, che ha visto i contagi schizzare a oltre 50 mila al giorno a causa della variante Delta: una scelta che una schiera di oltre 1.200 scienziati mondiali ha definito «pericolosa e immorale».

 

 

Per di più il sistema-Paese è messo in queste ore a dura prova proprio dall’obbligo di quarantena se «segnalati» dalla app di tracciamento del Covid: milioni di persone sono state «pingate» in queste settimane, tanto che ieri diverse linee della metropolitana di Londra hanno dovuto chiudere per mancanza di personale, costretto all’auto-isolamento, così come si segnalano difficoltà nei supermercati, sempre a causa della penuria di addetti.

 

Quello che sta succedendo è che, con la crescita esponenziale dei contagi, aumentano a dismisura anche le segnalazioni del sistema di tracciamento: ma il rischio è che, di questo passo, mezza Inghilterra sia messa in quarantena. Da oggi, è capitato anche a Downing Street: e non è un buon inizio. Il Freedom Day comincia in quarantena.

BORIS JOHNSON CON LA FIDANZATA IN TRIBUNA A WEMBLEY BORIS JOHNSON CON LA FIDANZATA IN TRIBUNA A WEMBLEY

 

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