mattarella magistrati csm

MATTARELLA STRAPPA LA TOGA AI MAGISTRATI TRAFFICONI: ''"UNA MAGISTRATURA CHINA SU STESSA, PREOCCUPATA DI COSTRUIRE CONSENSI A USO INTERNO, FINALIZZATI ALL'ATTRIBUZIONE DI INCARICHI. ALCUNI SVELANO UNA MODESTIA ETICA TALE DA FAR CROLLARE LA FIDUCIA DEI CITTADINI NELL'INTERO MONDO DELLA GIUSTIZIA'' - UN DISCORSO DURISSIMO DEL PRESIDENTE, CHE FA RIFERIMENTO ANCHE A CHI VORREBBE ''USARLO'' PER I PROPRI DISEGNI. ''NON INTENDO AMPLIARE I POTERI DEL QUIRINALE''

Fabrizio Finzi per l'ANSA

 

sergio mattarella

Le inchieste della procura di Perugia sul "caso Palamara" hanno trasmesso l'immagine di "una magistratura china su stessa, preoccupata di costruire consensi a uso interno, finalizzati all'attribuzione di incarichi". Alcuni magistrati - certamente una minoranza - hanno svelato una "modestia etica" tale da far crollare la fiducia dei cittadini nell'intero mondo della Giustizia. E' quindi l'ora di riformare severamente il Consiglio Superiore della Magistratura, di tornare al principio fondamentale di fedeltà alla Costituzione, di trovare uno scatto di reni per far recuperare "credibilità" alla magistratura che rischia, in questa sua caduta d'immagine, la sua autonomia e indipendenza.

 

E' durissimo il "j'accuse" del presidente della Repubblica che non fa sconti alle toghe e, dal suo doppio ruolo di capo dello Stato e presidente del Csm, in un complesso discorso dal Quirinale parla espressamente di "anno difficile" per il mondo della Giustizia. Le conversazioni intercettate - e pubblicate - che hanno messo a nudo distorsioni, brame di potere e ferocissime lotte intestine al Csm, hanno turbato nel profondo Sergio Mattarella che oggi ha efficacemente illuminato le differenze che separano il "correntismo" che infesta l'organo di autogoverno dei magistrati dall'etica e l'attaccamento al dovere che ha pervaso alcuni "servitori dello Stato" uccisi negli anni '80 dal terrorismo e dalla mafia.

mattarella

 

Commemorando gli anniversari dell'uccisione dei magistrati Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Giudo Galli, Mario Amato, Gaetano Costa e Rosario Livatino, il presidente ha inviato un monito alle toghe di oggi: "la fedeltà alla Costituzione è l'unica fedeltà richiesta ai servitori dello Stato. L'unica fedeltà alla quale attenersi e sentirsi vincolati". Un messaggio che parrebbe scontato ma che invece è necessario inviare per Mattarella, visto che l'inchiesta di Perugia "fornisce la percezione della vastità del fenomeno e fa intravedere un'ampia diffusione della grave distorsione sviluppatasi".

 

 E in tarda serata arriva la reazione dell'ex presidente dell'Anm Luca Palamara: "Chiedo di essere sentito per chiarire i fatti contestati ritengo di dover parlare a tutti e mi pare giusto farlo", ha detto spiegando le ragioni per le quali ha chiesto di essere ascoltato dal comitato direttivo centrale dell'Anm che sabato prossimo si dovrà pronunciare sulla sua espulsione dal sindacato delle toghe.

 

sergio mattarella e luca palamara

 L'espulsione era stata chiesta dai probiviri proprio per le vicende emerse con l'inchiesta di Perugia a carico del magistrato. Sulla stessa lunghezza d'onda del Presidente Mattarella si è espresso il ministro Alfonso Bonafede che ha in mano anche la spinosa riforma della Giustizia: "ogni intervento riformatore che stiamo per portare avanti, dalla riduzione dei tempi del processo alla revisione dell'ordinamento giudiziario, deve mirare a consegnare al cittadino una giustizia, non soltanto più efficiente e celere, ma anche e soprattutto più credibile attraverso il recupero della fiducia nella magistratura".

 

Ma a dare con grande forza il senso della degenerazione che l'ambiente vive in queste settimane è stato il vice presidente del Csm David Ermini: "le garantisco, signor Presidente, che l'abbrutimento etico dell'ordine giudiziario ha nell'attuale Csm l'avversario più tenace e inflessibile. Contrastare ogni scoria correntizia e mantenere l'autogoverno nel solco tracciato dalla Carta costituzionale è già ora e ancor più lo sarà nei mesi a venire il nostro quotidiano assillo", ha assicurato dal Quirinale.

 

grasso mattarella zampetti

Nelle pieghe di questo severo discorso dedicato alla Giustizia il Presidente trova anche spazio per una puntualizzazione che probabilmente non avrebbe mai pensato di dover ripetere a cinque anni dalla sua elezione al Colle. E che suona più o meno così: basta strattonarmi, chiedermi interventi di ogni tipo e genere che esulano dai miei poteri, io non ho la minima intenzione di espanderli sfruttando alcune debolezze della politica. "Si odono talvolta - ha detto Mattarella con un sottile "understatement" - esortazioni, rivolte al Presidente della Repubblica, perché assuma questa o quell'altra iniziativa, senza riflettere sui limiti dei poteri assegnati dalla Carta ai diversi organi costituzionali. In questo modo si incoraggia una lettura della figura e delle funzioni del Presidente difforme da quanto previsto e indicato, con chiarezza, dalla Costituzione".

 

mattarella

E, soprattutto, non intendeva prima e non lo intenderà neanche nel prossimo futuro "ampliare" i poteri del Quirinale. "Non esistono motivazioni contingenti che possano giustificare l'alterazione della attribuzione dei compiti operata dalla Costituzione: qualunque arbitrio compiuto in nome di presunte buone ragioni aprirebbe la strada ad altri arbitri, per cattive ragioni".

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…