zaia salvini

MENARE IL CAN PER ZAIA – IL GOVERNATORE DEL VENETO LANCIA MESSAGGI PRIMA DELL EUROPEE: “LA MANCATA LEGGE SULL'AUTONOMIA? NON SONO IO PRESO IN GIRO MA TUTTI I VENETI, I LOMBARDI, I CITTADINI DELL’EMILIA ROMAGNA” – IL 22 OTTOBRE DEL 2017 CI FU IL REFERENDUM PER CHIEDERE ALLO STATO PIÙ POTERI: DA ALLORA ZAIA NE HA DETTE PARECCHIE, MA È STATO SMENTITO DAI FATTI. E DAL SUO SEGRETARIO SALVINI…

Giuseppe Petrobelli per www.ilfattoquotidiano.it

 

matteo salvini luca zaia 2

“Se non ci danno l’autonomia facciamo casino”. Pochi giorni fa, con espressione gergale, Luca Zaia, governatore leghista del Veneto, aveva cercato di rassicurare i suoi durante un comizio a Negrar in Valpolicella. Venezia avrebbe menato le mani con Roma, nel caso in cui la tanto agognata autonomia non avesse tagliato il traguardo prima delle votazioni europee.

salvini zaia

 

Per un attimo erano sembrati tornati i tempi di “Roma ladrona”. Adesso che la fumata è nera che più nera non si può, dopo l’ultimo consiglio dei ministri utile prima della scadenza elettorale, il presidente della giunta regionale del Veneto si limita a un piuttosto depotenziato e disilluso: “Non sono io preso in giro, ma tutti i veneti, i lombardi, i cittadini dell’Emilia Romagna e tutti quelli che chiedono l’autonomia”.

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO BY LUGHINO

 

E pensare che un anno e mezzo fa, il 22 ottobre 2017, il 57 per cento dei veneti partecipava al referendum che, con il 98 per cento dei voti favorevoli, aveva avvalorato la richiesta di ottenere dallo Stato una maggiore autonomia gestionale e amministrativa su 23 materie, dalla sanità alla ricerca scientifica, dall’energia agli aeroporti, dai beni culturali alla scuola.

 

matteo salvini luca zaia 3

Soltanto cinque mesi fa, il comunicato 2043 del 21 dicembre 2018, scritto dall’ufficio stampa di Palazzo Balbi, aveva dato solennemente il fausto annuncio: “È un Natale strepitoso, stupendo. Sotto l’albero il regalo dell’autonomia. Quello che qualcuno considera utopia diventa realtà. Per la prima volta nella storia, dopo la Costituzione Repubblicana del 1948, in consiglio di ministri arriva il progetto dell’autonomia, quell’autonomia che noi veneti vogliamo…”.

 

Così parlava Zaia che in questi mesi di cose ne ha dette parecchie. Tutte puntualmente smentite dai fatti, al punto che il Veneto sta sperimentando, sotto altre forme, la “sindrome di Lamon”. Quest’ultimo è un comune in provincia di Belluno che il 3 maggio 2005 manifestò a grandissima maggioranza la volontà di abbandonare il Veneto, per trasferirsi in Trentino, previa modifica dei confini regionali, consentita dall’articolo 132 della Costituzione.

 

salvini zaia 4

Quattordici anni dopo, Lamon è ancora in attesa, la legge di modifica non si è mai fatta. Chissà se Zaia rivede lo stesso film. Eppure l’ottimismo in questi mesi decisivi non sembrava mai essergli venuto meno. Anche perché una maggiore autonomia se non la ottiene con la Lega al governo, quando potrà mai pensare di conquistarla?

 

salvini zaia 2

Questa è una sequela di dichiarazioni che hanno conosciuto un continuo arretramento, a cominciare dalle certezze dell’estate 2018: “È probabile che avremo l’autonomia entro l’autunno”. Infatti, lo aveva detto il vicepremier Matteo Salvini. E Zaia, a novembre: “Se non ce la danno siamo pronti a riempire le piazze”. Agli inizi di dicembre: “L’obiettivo è la fine dell’autunno, per il 21 dicembre”. Poi, il 21 dicembre: “Mai regalo di Natale più bello i veneti avrebbero potuto trovare sotto l’albero. E anche per me sarà probabilmente il Natale più bello della mia vita”.

 

matteo salvini luca zaia 1

Ma quando anche l’obiettivo del 31 dicembre era stato mancato, ecco Zaia – a gennaio 2019 – tuonare: “La pazienza dei veneti sta finendo”. E poco dopo applaudire l’annuncio del premier Giuseppe Conte: “Il 15 febbraio ci sarà la firma del documento da parte del governo”. Il 15 febbraio ancora spera: “Siamo pronti all’ultimo miglio, adesso c’è un testo scritto”. Due giorni dopo, quando ancora non c’è niente, un primo anatema: “Subito l’autonomia o sarà un’ecatombe”. L’1 marzo: “Meglio non indicare date, ma l’autonomia è irrinunciabile”. L’8 marzo: “Tav e autonomia o il governo si ferma”. Il 23 marzo, al convegno delle famiglie a Verona: “L’autonomia è uno dei pilastri fondamentali del contratto di governo. Senza autonomia il governo cade”. Il 10 aprile, mestamente, in Commissione parlamentare per le questioni regionali: “L’autonomia? Prima o poi qualcuno la realizzerà…”.

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