grillo conte di maio draghi

MENTRE GRILLO HA GIÀ UN NUOVO PUPILLO, E SI CHIAMA MARIO DRAGHI, I 5STELLE HANNO LA GRANDE OCCASIONE PER TAGLIARE I RAMI SECCHI (VEDI ALLA VOCE DIBBA) - DOMANI DRAGHI E MATTARELLA PRENDERANNO UNA DECISIONE, QUELLA DECISIVA: SI FA UN GOVERNO SOLO DI TECNICI, UN GOVERNO MISTO DI TECNICI E POLITICI O UN ESECUTIVO DI TECNICI ALCUNI DEI QUALI DI AREA POLITICA (LA VARIANTE E' DI NOMINARE SOTTOSEGRETARI POLITICI) - DOPO LA GROTTESCA SPARATA DA CALDARROSTAIO DAVANTI A PALAZZO CHIGI, OGGI CONTE SI È ACCAMPATO AL VERTICE M5S SPERANDO...

DAGOREPORT

GRILLO CRIMI DRAGHI

Domani, la domenica di Draghi, tra chiamate (i governi si fanno al telefono) e appunti con il suo staff (ex colleghi di Bankitalia), ha in agenda un appuntamento con Mattarella per prendere una decisione, quella decisiva: si fa un governo solo di tecnici, un governo misto di tecnici e politici o un esecutivo di tecnici alcuni dei quali di area politica.

 

MARIO DRAGHI CON IL FACCIARIO

E’ ovvio che un governo con ministri politici è quanto di più lontano dai piani di Draghi e dal pensiero di Mattarella (“un governo di alto profilo che non debba identificarsi in alcuna forza politica”) perché presuppone veti incrociati a non finire tra i partiti che appoggiano il governo. Per non dare l’impressione di “commissariare” i partiti c’è sempre la possibilità di nominare sottosegretari politici, come avvenne nel 1996, all’epoca del governo di Lamberto Dini.

beppe grillo luigi di maio

 

Dopo il primo giro di consultazioni, l’umore di Draghi è molto positivo, grazie anche a Grillo che gli ha strappato un paio di risate. A tutti i leader ha detto che le loro ipotesi sono condivisibili, che si dedicherà subito alla formulazione del Recovery Plan con pochi progetti ma dettagliatissimi per avere subito il consenso dell’Unione Europea e quindi i fondi il più presto possibile. Altro obiettivo: il piano di vaccinazione per debellare il prima possibile la pandemia. Alla fine, Draghi trarrà le sue conclusioni: prendere o lasciare.

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

 

In mattinata all’assemblea dei 5Stelle ha parlato solo Grillo, a parte un breve intervento di Conte, che ha rincoglionito questa banda di scappati di casa.

 

Un fiume di parole che in sostanza è un appoggio al governista Di Maio. Secondo i dimaiani, sarebbero 12 i senatori che non voterebbero la fiducia Draghi ma non ci pensano proprio a portare a termine una scissione.

 

La domanda delle domande è una: che fine farà Giuseppi? L’ex premier per caos è ormai un senza fissa dimora. Oggi si è accampato al vertice M5S perché non aveva un posto dove stare. Dopo la sparata da caldarrostaio davanti a Palazzo Chigi sperava che qualcuno si alzasse proclamandolo nuovo leader dei grillini, invece è calato il silenzio.

meme di draghi col libro di casalino

 

Beppe Grillo ha già un nuovo pupillo e si chiama Mario Draghi. Non solo, il comico genovese è convinto che gli Stati Generali lanciati da Vito Crimi con la definizione dell’organo collegiale debbano essere completati e portati a termine.

 

Insomma, indietro non si torna. Basta capi, i tempi in cui Giggino se ne andava in giro a fare il ducetto sono ormai remoti, ora c’è Draghi e il M5S ha la sua grande occasione per tagliare i rami secchi (vedi alla voce dibattistiani).

 

Bettini e Zingaretti

Ma lo schiavo di Casalino continua ad essere ingombrante. Oggi chi lo ha visto prima di entrare alla Camera lo descrive con un volto funebre e depresso. Ta-Rocco insieme a lui è alla disperata ricerca di una sistemazione e in queste ore si starebbe dando da fare per trovargli un ruolo dignitoso.

 

Tra le ipotesi, quella di correre a sindaco di Roma al posto di Virginia Raggi e sancire così il patto sulle amministrative lanciato mesi fa da Zingaretti. Le prossime elezioni comunali saranno infatti il banco di prova per la colazione M5S-Pd-Leu.

 

MARIO DRAGHI E SERGIO MATTARELLA

Speranza ha già dato il suo assenso, Bettini sta convincendo tutti che piazzare Giuseppi al Campidoglio sarebbe un modo per onorare il suo lavoro e tra i grillini c’è chi non vede l’ora di fare da parte la piccola fiammiferaia, sempre più isolata anche tra i suoi più stretti consiglieri.

 

Ma le correnti del Pd puntano il dito accusatorio contro Goffredo Bettini e Nicola Zingaretti: sono loro i veri sconfitti, capaci di dire tutto e il contrario di tutto. E già si sussurra di fare un congresso per rimandarli a scuola di politica.

 

 

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