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MICHELE SERRA: “RENZI AVRÀ LETTO LE PAROLE DI SAVIANO SUGLI IMPRESENTABILI E COLLUSI NELLE LISTE DI DE LUCA?”. MA È STATA PROPRIO “REPUBBLICA” A CENSURARE L’INVETTIVA DI SAVIANO! SAN ROBERTO HA SOLLEVATO IL TEMA CON EZIO MAURO, MA È STATO DECLASSATO ALL'“HUFFINGTON POST” - TRAVAGLIO: "NESSUN TG O GIORNALE NE PARLA"

 

  1. L’AMACA

roberto saviano ad amiciroberto saviano ad amici

Michele Serra per “La Repubblica”

 

Chissà se Matteo Renzi o qualcuno dei suoi, benché legittimamente indaffarati, avrà il tempo e la voglia di leggere l’intervista di Alessandro De Angelis ( Huffington Post) a Roberto Saviano sulle elezioni in Campania, e in specie sulla lista del Pd di De Luca. È una conversazione analitica, pacata, niente da spartire con gli sbraiti anti-sistema e/o la nevrosi manettara che traduce ogni atto politico in questione giudiziaria; ma proprio per questo dice, a proposito del Pd campano, la cosa più terribile che quel partito possa sentirsi dire nell’evo di Renzi: che è conservatore, che ripete le logiche immutabili e viziose della politica delle clientele e del voto di scambio.

Saviano
Giannini 
Saviano Giannini

 

Che nello sforzo di accaparrarsi pacchetti di voti, fettine di società, si preferisce ignorare o rimandare ogni sostanziale resa dei conti con la malavita. Che «l’elettore meridionale medio non ne vuole sapere di un politico nuovo, che magari ha progetti e idee. Vuole il vecchio che gli garantisce il posto di lavoro, il posto alla nonna all’ospedale, la mensa, l’asilo, quello che ti dà il favore in cambio del voto».

MICHELE SERRA MICHELE SERRA

 

Un cerchio nefasto che fa di elettori e eletti dei collusi, e dentro il quale, secondo Saviano, il Pd di De Luca è perfettamente inscritto. La parola di Saviano non è Vangelo. È opinione. Ma di persona, come dire, informata dei fatti. Sarebbe confortante sapere che una così circostanziata accusa di conservatorismo riceve, dal Pd, una risposta altrettanto circostanziata.

 

 

  1. POVERO ROBERTO, ESILIATO ALL’HUFFINGTON POST

Da “il Fatto Quotidiano”

 

saviano renzi 2saviano renzi 2

Aveva partecipato alla riunione di redazione di Repubblica il giorno prima e aveva detto le stesse cose. Ma Roberto Saviano – firma di punta del quotidiano di largo Fochetti ed erede sull’Espresso di Giorgio Bocca – non ha trovato spazio nel suo giornale che, spesso, pubblica appelli dell’autore di Gomorra su qualsiasi tema.

 

Eppure l’invettiva contro le liste campane a sostegno del candidato governatore Vincenzo De Luca e contro le mancate politiche antimafia di Matteo Renzi, del suo governo e del Partito democratico, non sono parse interessanti al quotidiano diretto da Ezio Mauro (neppure il giorno dopo quando sono state riprese solo dal Fatto ). Esiliato alla periferia dell’impero, Saviano ha dovuto consegnare quei concetti all’Huffington Post, giornale on line diretto da Lucia Annunziata, sempre nell’orbita del Gruppo Espresso.

saviano renzi 1saviano renzi 1

 

 

  1. CAMOUFLAGE

Marco Travaglio per “il Fatto Quotidiano”

 

Già è strano che, per denunciare la vergogna delle liste elettorali d’appoggio al candidato pidino Vincenzo De Luca in Campania e invitare gli elettori a votare 5Stelle e Sel, la firma di punta di Repubblica Roberto Saviano debba autoesiliarsi sul sito cugino dell’Huffington Post con l’esplosiva intervista ad Alessandro De Angelis. Ma ancor più strano è che le sue parole definitive su “Gomorra nel Pd” non vengano riprese dai giornaloni, per non parlare dei telegiornali: gli stessi che, non appena Roberto dice qualunque cosa, foss’anche sul suo gatto, la rilanciano con paginate di servizi e fiumi di commenti. Ma forse gli strani siamo noi che ancora ci meravigliamo di come funziona la cosiddetta informazione.

 

IL VENDITORE DI MEDICINE TRAVAGLIO x IL VENDITORE DI MEDICINE TRAVAGLIO x

Quando c’era Lui, inteso come Silvio non come Benito, il modello della politica erano i Grandi Eventi. Tutto era grande, grandioso, grandeur: milioni di posti di lavoro, grandi opere, grandi processi. Ora invece il modello, sempre mutuato dal ramo appalti & affari, è il Camouflage: crasi del verbo camuffare e del sostantivo maquillage, letteralmente mascheramento, trucco, copertura.

 

Tipica tecnica cosmetica per nascondere brufoli, acne, angiomi, vitiligini, cicatrici e altre imperfezioni cutanee, recentemente applicata ai disastri di Expo, con apposito appalto da 1 milione di euro per occultare con trompe l’oeil in cartongesso i cantieri ancora aperti, che probabilmente consegneranno le opere il prossimo ottobre, giusto in tempo per smontarle o abbatterle. A distrarre l’attenzione generale dalle magagne exponenziali è poi giunto, provvidenziale e soprattutto gratuito (almeno si spera), il contributo dei black bloc, sempre a disposizione quando c’è da soccorrere e rafforzare il potere costituito.

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

 

E, quando l’eco del saccheggio è scemato, ecco l’astuta uscita del noto trust di cervelli Renzi-Alfano sui black bloc figli di papà col Rolex al polso, che fatta da due noti figli di papà democristiani non è niente male. Prendersela con chi porta il Rolex, magari taroccato a Napoli o in Cina, avendone magari una collezione a casa, fa molto pop-pauperista, e soprattutto aiuta a far dimenticare la rapina ai pensionati perpetrata dal governo Monti- Fornero, votata dai partiti oggi al governo e sventata dalla Consulta con una sentenza che il governo sta studiando come disapplicare. Purtroppo però, più che ai presunti Rolex dei black bloc, i pensionati continuano a pensare alle loro pensioni bloccate e a come recuperare il maltolto.

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

 

E allora, sotto con il nuovo camouflage. Per camoufler le fiducie imposte sull’Italicum, ecco l’annuncio di un appetitoso “tesoretto“ di 1,6 miliardi spuntato chissà da dove (per i titolisti dei giornaloni c’è sempre qualcosa che “spunta”), naturalmente mai esistito e subito evaporato assieme al suo effetto mediatico. Così l’altroieri Madonna Boschi ha regalato al Corriere , così su due piedi, un nuovo trompe l’oeil pret à porter: “Ora il conflitto d’interessi”.

 

VINCENZO DE LUCAVINCENZO DE LUCA

E il Corriere giovedì ci è subito cascato con tutta la prima pagina, annunciando una non notizia: la riesumazione – per giunta soltanto annunciata da una ministra-del vecchio disegno di legge sul conflitto d’interessi che ammuffisce da mesi nei cassetti del Parlamento, fra l’altro totalmente inefficace (basti pensare che fu scritto con FI), diventa la notizia del giorno. L’indomani Saviano dice che il marchio del best seller che l’ha reso un simbolo mondiale della lotta alle mafie è entrato nel partito di Renzi, e nessuno gli dedica una riga.

gomorra la serie tv Ciro E Genny gomorra la serie tv Ciro E Genny

 

È pronto un altro trompe l’oeil: “Aboliti i vitalizi ai condannati”, titola il Corriere ; “Il Senato cancella i vitalizi ai condannati”, spara Repubblica , aggiungendo che “M5S e FI non votano”. Così, vedendoli appaiati ai berluscones, qualcuno penserà che i 5Stelle vogliano mantenere i vitalizi ai condannati. E non saprà mai che non han votato al Senato e han votato contro alla Camera perché il regolamento varato dai due rami del Parlamento in realtà garantisce i vitalizi a quasi tutti i condannati (col trucco di fissare il tetto di pena sopra i 2 anni e di escludere chi nel frattempo è stato “riabilitato”, che non vuol dire assolto con tante scuse, ma pregiudicato da qualche anno).

 

ANTONIO DI PIETRO E VINCENZO DE LUCAANTONIO DI PIETRO E VINCENZO DE LUCA

È la solita legge-spot, il cui titolo accattivante è contraddetto dal contenuto: come l’anticorruzione Severino che di fatto depenalizza la concussione per induzione su misura per B.; come la legge sul voto di scambio che in realtà rende impossibile punire il voto di scambio; come la riforma degli eco-reati, che nella sostanza li manda impuniti perché va dimostrato che il disastro ambientale è stato commesso “abusivamente”; come il delitto di autoriciclaggio, finto anche quello visto che non scatta in caso di “godimento personale” del bottino; come il nuovo falso in bilancio, che si prescrive l’indomani mattina e soprattutto non consente quasi mai le intercettazioni e la custodia cautelare.

 

Nei paesi bene informati, le bugie hanno le gambe corte. In Italia, non a caso precipitata al 69° posto (perdendo 24 posizioni) nella classifica di Reporter Sans Frontières sulla libertà di stampa, hanno gambe lunghissime.

 

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

Basti pensare che qualcuno sta abboccando persino alla supercazzola del “sussidio universale” per chi perde il lavoro, anticipata l’altro giorno da Renzi con la formula a presa rapida del “Piano contro la Povertà”. L’ultimo trompe l’oeil di cartapesta ricorda la scena della signora parigina che incontrò per strada Charles De Gaulle e André Malraux e li apostrofò: “Morte agli idioti!”. Il generale si voltò verso lo scrittore e sibilò: “Vasto programma...”.

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