MISTERI D’ITALIA – CALVI FU “SUICIDATO” SOTTO UN PONTE DI LONDRA, MA LA SUA BORSA CONTINUÒ A GIRARE E FU OGGETTO DI TRATTATIVE RISERVATE CON IL VATICANO DI WOJTYLA – IN UN LIBRO, IL GIUDICE ALMERIGHI NE RICOSTRUISCE LA STORIA

Fabrizio d’Esposito per “Il Fatto Quotidiano”

  

ALMERIGHI LA BORSA DI CALVI ALMERIGHI LA BORSA DI CALVI Roberto Calvi Roberto Calvi

Alle cinque del pomeriggio del 17 giugno 1982 Flavio Carboni telefona a Roberto Calvi. Il faccendiere dice al banchiere in fuga a Londra che gli ha trovato un nuovo alloggio. Calvi è nella stanza numero 881 del Chelsea Cloisters, un alveare malandato di 430 stanze. Un dormitorio di basso livello. Prepara le valigie, due, e si cambia d’abito. Ha una borsa nera che contiene lettere, documenti, le chiavi di due cassette di sicurezza alla Ultrafin di Zurigo, in Svizzera.

 

roberto calviroberto calvi

I baffi sono più sottili, se li è spuntati. Con lui c’è Silvano Vittor, contrabbandiere triestino, amico di Carboni. A Londra, il 17 giugno 1982 il sole tramonta alle 21 e 21. Intorno alle 22, Calvi esce dalla stanza numero 881 e prende l’ascensore, accompagnato da due sconosciuti. In quel momento al Chelsea Cloisters arriva Carboni ma si rifiuta di vedere Calvi. Con Vittor va in un pub. Raggiungono le loro amanti, due sorelle austriache, Michaela e Manuela Kleinzig.

 

 

 Il “suicidio”

Roberto Calvi Roberto Calvi

 

La mattina del 18 giugno, su una riva del Tamigi, Anthony Huntley va di corsa al suo lavoro di impiegato delle poste. Sono le 7 e 25. Huntley si ferma d’improvviso. C’è un corpo che penzola, legato con una corda a un traliccio del Blackfriars Bridge, il Ponte dei Frati Neri. A Londra, le sponde del Tamigi hanno due polizie diverse. La sponda dell’avvistamento segnalato dall’impiegato è di competenza della City Police, non di Scotland Yard. La City Police è alle dirette dipendenze del duca di Kent, cugino della regina e capo della massoneria d’Inghilterra.

 

ROBERTO CALVI CON LA MOGLIE CLARA ROBERTO CALVI CON LA MOGLIE CLARA

Il cadavere viene portato al dipartimento di medicina forense del Guy’s Hospital. Si tratta di Roberto Calvi. Il passaporto è intestato a “Gianroberto Calvini”. Calvi indossa ben tre paia di mutande e ha cinque mattoni infilati nelle tasche della giacca e dei pantaloni. Poi: un orologio Omega e due Patek Philippe; 10.700 dollari americani; 1.650 franchi svizzeri; 2.640 scellini austriaci; 54 mila lire italiane; 3,23 sterline inglesi: quattro paia di occhiali; due portafogli; un fazzoletto.

 

ROBERTO CALVI E MOGLIE CON PAOLO VI ROBERTO CALVI E MOGLIE CON PAOLO VI

Sul collo ci sono due solchi, uno orizzontale, l’altro obliquo, segni evidenti di strangolamento. Ma la City Police e la giustizia inglese, poi imitate dalla magistratura milanese, si pronunciano per il suicidio. Per uccidersi, Calvi avrebbe fatto sette chilometri a piedi, fino al Ponte dei Frati Neri. Avrebbe trovato la corda lungo il percorso, si sarebbe infilato i mattoni nelle tasche e infine avrebbe raggiunto acrobaticamente l’impalcatura cui impiccarsi.

 

   Un’indagine per caso

 

Nel maggio del 1988, Mario Almerighi è un giudice istruttore del Tribunale di Roma. Indaga su una multinazionale criminale di narcos e falsari e risale a Giulio Lena, capo degli italiani implicati. Lena ha una villa a Monte Porzio Catone, vicino a Roma. Viene perquisita. Gli investigatori trovano due lettere. Una è dell’avvocato di Lena, indirizzata a Giulio Andreotti. L’altra è dello stesso Lena, inviata al cardinale Agostino Casaroli nel maggio dell’anno prima, il 1987. Casaroli è il segretario di Stato del Vaticano.

Black Friars Bridge Londra Black Friars Bridge Londra Gian Michele CalviGian Michele Calvi

 

Il pregiudicato, legato alla banda della Magliana, chiede al cardinale la restituzione di un miliardo e 450 milioni di lire versati al “sig. Flavio Carboni”. Il faccendiere avrebbe trattato il contenuto della borsa nera di Calvi con il Vaticano, tramite padre Paolo Hnilica.

 

CALVICALVI

Perseguitato dal regime comunista di Praga, amico di Giovanni Paolo II, padre Hnilica (morto nel 2006) è responsabile della Pro Fratribus, che aiuta i cattolici dell’Est. Il 24 marzo 1992, Almerighi deposita l’ordinanza di rinvio a giudizio di Flavio Carboni, Giulio Lena e Paolo Hnilica per la ricettazione della borsa di Calvi.

 

GELLI-CALVI-SINDONA-MARCINKUSGELLI-CALVI-SINDONA-MARCINKUS

Dopo una tribolata serie di processi, la Corte d’appello assolve Carboni e Lena nell’ottobre 2005. Il reato è prescritto. Almerighi indaga pure sull’omicidio del banchiere. La Corte d’assise di Roma riconosce che si tratta di omicidio volontario ma assolve Carboni; Pippo Calò, tesoriere della mafia; Ernesto Diotallevi, esponente della banda della Magliana.

 

   Il 1981 della loggia P2

 

GIOVANNI PAOLO II WOJTYLA IN MONTAGNA GIOVANNI PAOLO II WOJTYLA IN MONTAGNA

Un anno prima del “suicidio”, il 20 maggio 1981, Calvi è il presidente e amministratore delegato del Banco Ambrosiano. Viene inquisito e arrestato per infrazioni valutarie. È condannato a 4 anni di carcere e 15 miliardi di multa. Ottiene la libertà provvisoria. Due mesi prima è esploso lo scandalo della loggia P2, la massoneria deviata di Licio Gelli e Umberto Ortolani. Calvi, come tanti altri, è un piduista. Il Banco Ambrosiano ricicla i soldi della mafia e fa spericolate operazione offshore con lo Ior di monsignor Paul Marcinkus. Lo Ior è la banca del Vaticano e ha un’esposizione nei confronti dell’Ambrosiano di un miliardo e 200 milioni di dollari.

FOTO INEDITE DI KAROL WOJTYLA  SCATTI IN PISCINA E DURANTE LA LETTURA FOTO INEDITE DI KAROL WOJTYLA SCATTI IN PISCINA E DURANTE LA LETTURA

 

   Uno strano tour

 

Calvi ha conosciuto Gelli e Marcinkus grazie a Michele Sindona, il banchiere mafioso dell’omicidio Ambrosoli, legato alla Dc di Giulio Andreotti. Nel 1982, l’uomo dell’Ambrosiano viene lasciato solo da tutti i suoi “alleati”. Chiede soldi al Vaticano, ma è lo Ior a pretendere la restituzione di 300 milioni di dollari. Anche la mafia rivuole i suoi capitali. Calvi progetta la fuga in Svizzera, per recuperare altri documenti e ricattare tutti. Invece cade nelle mani del faccendiere Carboni, che gli fa fare uno strano tour: Trieste, Austria, Londra. Il suo “suicidio” è rimasto senza colpevoli.

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...