A MOSCA NON DEVE VOLARE UNA MOSCA - CON LA NUOVA LEGGE APPROVATA DALLA DUMA, PUTIN CORONA IL SUO SOGNO PERVERSO: CONTROLLARE BLOG, SOCIAL NETWORK E SITI SCOMODI

Nicola Lombardozzi per ‘La Repubblica'

I "criceti del computer" sono preoccupati. Se lo aspettavano, sapevano che Vladimir Putin, l'inventore di questa sprezzante definizione per tutti i russi che esprimono le loro idee su Internet, è uomo vendicativo e dalla memoria lunga. Ma non avrebbero mai immaginato una repressione così scientifica del mondo del web, nemmeno in questo clima esaltato dovuto alle tensioni in Ucraina e alla trionfale annessione della Crimea che hanno scatenato in Russia un patriottismo esasperato e una giustificazione di qualunque "giro di vite" contro ogni forma di dissenso.

La nuova legge appena sfornata dalla Duma metterà infatti definitivamente il bavaglio all'unica voce indipendente finora tollerata. Riguarda tutti i cosiddetti "diffusori di informazione" come i social network tipo Facebook, il russo Vkontakte, Twitter e perfino Skype e i "provider di weblog".

Quei siti cioè, che consentono a qualunque cittadino di costruirsi gratuitamente un diario, un blog personale senza grossi problemi tecnici, come ad esempio il diffusissimo LiveJournal che ospitava i blog dell'oppositore numero uno di Putin, Aleksej Navalnyj. Quando la nuova legge sarà firmata tutti quanti saranno costretti a consegnare ai servizi segreti le liste ufficiali dei loro clienti e pure a custodire per ben sei mesi ogni loro messaggio o comunicazione.

E c'è di più: tutti i blog e i siti che registreranno più di trentamila contatti dovranno registrarsi come "organi di informazione ufficiale" con tutti i legami e i controlli che la cosa comporta. Negli anni scorsi, quando già l'organizzazione di manifestazioni anti Putin, e ogni altra scomoda informazione alternativa, viaggiavano esclusivamente su Internet, il Cremlino ci aveva provato con metodi meno spettacolari.

Prima aveva vanamente cercato una complicità americana per una sorta di censura internazionale. Poi, minacciando direttamente i proprietari e i gestori dei siti, i servizi segreti avevano chiesto di accedere alla documentazione riservata. Qualcuno ha resistito come Pavel Durov, 28 anni, pietroburghese come Putin, inventore di Vkontakte, una versione migliorata di Facebook che in Russia ha quasi 40 milioni di utenti e 400milioni di contatti al giorno.

Lunedì, dopo sette anni di resistenza e un accerchiamento finanziario che gli ha fatto perdere ogni possibilità di controllare la sua azienda, Durov è fuggito negli Stati Uniti per raggiungere nella Silicon Valley Usa i tanti amici del web emigrati in precedenza.

La capitolazione di Durov viene considerata dai "criceti" come la resa dell'ultimo baluardo. A due anni dalle prime manifestazioni di piazza che spaventarono Putin e coinvolsero milioni di russi, il bavaglio è sempre più pesante. Costretto agli arresti domiciliari, Aleksej Navalnyj tace. Il suo sito RosPil che denunciò al mondo gli interessi personali di Putin e dei suoi amici nel traffico di petrolio internazionale, è stato fermato d'autorità.

Il tam tam di informazioni, commenti critici, a volte semplice ironia, sui social network sta già cominciando a diminuire vertiginosamente, un po' per demotivazione, un po' per paura di essere presto identificati e perseguiti. Perfino Arkadj Volozh, eccentrico miliardario, fondatore di Yandex, il motore di ricerca che nell'Est europeo ha polverizzatola concorrenza di Google , ammette: «Siamo davanti a una durissima repressione».

La cosa è evidente ed ha un effetto desolante. Pochi sanno forse che la Russia è il secondo Paese al mondo per la diffusione della rete. La connessione wi-fi è capillare nelle grandi città e nelle periferie, almeno quanto quella, non meno vitale da queste parti, del riscaldamento. Nati quasi tutti nell'era del web, banche e istituti di credito funzionano online come in pochi Paesi occidentali.

La cosa, qualche anno fa, aveva riempito di orgoglio e di entusiasmo l'allora Presidente Medvedev che vagheggiava una "Silicon Valley russa" e tollerava gli sberleffi anonimi sul suo pomposo sito personale. Ma a Putin internet è sempre sembrata una minaccia per il sistema. Incontrollabile e pericolosissima rispetto alla stampa che già soggiace da tempo a leggi e controlli molto più severi.

Senza i blog e i messaggi di Vkontakte nessuno saprebbe in Russia degli interessi privati di Putin, delle ricchezze spropositate dei vari ministri, nessuno avrebbe riso in pubblico di certe esibizioni del presidente subacqueo, pilota o pompiere. Per non parlare di licenziamenti di giornalisti scomodi, scandali di corruzione, il boicottaggio delle ong per i diritti umani, o lo scempio della foresta di Khimki da parte degli speculatori. Troppo per consentire ancora ai "criceti" di continuare a esprimersi liberamente.

 

pavel durov pavel durov logo twitter Vladislav Surkov e Vladimir Putin Skype

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…