NEANCHE AMORTH FA RIPOSARE IN PACE EMANUELA ORLANDI - IL PRETE ESORCISTA DICHIARO’ ALLA “STAMPA”: “E’ UN CASO DI SFRUTTAMENTO SESSUALE CON OMICIDIO E OCCULTAMENTO DEL CADAVERE” - AMORTH PRECISA CHE SI SAREBBE LIMITATO A RIPORTARE IL RACCONTO DI MONSIGNOR SIMEONE DUCA SULLE ORGE IN VATICANO: “D’ABITUDINE SI ORGANIZZAVANO DEI FESTINI. LA ORLANDI, DOPO ESSERE STATA SFRUTTATA, È STATA FATTA SPARIRE E QUINDI UCCISA...”

Pino Nicotri per Blitzquotidiano

Nel mistero Emanuela Orlandi si registra un nuovo episodio. Mons. Gabriele Amorth, esorcista del Vaticano, ha smentito, almeno in parte, le parole che gli erano state attribuite su Emanuela Orlandi "vittima di un caso di sfruttamento sessuale con conseguente omicidio e occultamento del cadavere". Lo ha fatto tre mesi dopo una intervista al quotidiano La Stampa rispondendo per scritto, via e-mail, alle domande che gli ho rivolto, sempre per scritto, nel mese di agosto: "Le frasi riportate non sono del tutto esatte".

Mons. Amorth, che ha 86 anni, sostiene che quando fu intervistato da Giacomo Galeazzi, vaticanista della Stampa, non riferì di una sua conoscenza diretta, ma citò una frase, attribuita ad un altro sacerdote, mons. Simeone Duca, in un libro del 2011. Queste le parole di mons. Duca: "D'abitudine si organizzavano dei festini, e ciò avveniva anche nella sede di un'Ambasciata straniera presso la Santa Sede. Nella faccenda era coinvolto un gendarme vaticano. L'idea delle ragazze era quella di divertirsi e di guadagnare un po' di soldi. Quanto alla Orlandi, dopo essere stata sfruttata, è stata fatta sparire e quindi uccisa".

Si trovano nel libro "Emanuela nelle braccia dell'Islam?", 162 pagine di intrighi vaticani e internazionali scritte dalla giornalista Anna Maria Turi. Una bella retromarcia, dopo tre mesi di silenzio assenso, interrotti solo da una comunicazione privata a un appassionato del caso Orlandi, Antonio Goglia, che però non ha avuto eco sui giornali.

L'aggiustamento del tiro da parte di mons. Amorth non sposta di molto la traiettoria dell'evoluzione dei pochi indizi disponibili su un caso che dopo 30 anni ancora appassiona gli italiani. Però le parole di questo anziano esorcista portano a una serie di considerazioni, riflessioni e conclusioni, che grazie a mons. Amorth si possono ora mettere in fila.

Emanuela Orlandi, cittadina del Vaticano e figlia di una famiglia di dipendenti papalini, sparì, all'età di 16 anni, la sera del 23 giugno 1983. Da allora sul mistero della sua scomparsa, intrecciato con quella di un'altra coetanea, Mirella Gregori, si sono scritti articoli e libri ormai nel numero di migliaia, senza contare le ore infinite di inchieste e dibattiti tv.

Nell'intervista del 22 maggio al vaticanista de La Stampa Giacomo Galeazzi, mons. Amorth ha fatto due affermazioni chiare, anzi chiarissime: "Ho motivo di credere che si sia trattato di un caso di sfruttamento sessuale, con conseguente omicidio poco dopo la scomparsa e di occultamento del cadavere"; "Come dichiarato anche da monsignor Simeone Duca, archivista vaticano, venivano organizzati festini nei quali era coinvolto come "reclutatore di ragazze" anche un gendarme della Santa Sede".

Le parole di mons. Amorth in realtà non sembra siano state prese molto sul serio e la rivelazione shock non è stata approfondita, anzi è scomparsa dalle cronache e non si ha notizia di suoi sviluppi giudiziari, al punto che non risulta che mons. Amorth sia stato neppure interrogato dai magistrati. Come mai? Le risposte sono più d'una. Vediamo quali.
Il 4 agosto Pietro Orlandi nella pagina Facebook del gruppo "petizione.emanuela", da lui fondato, s'è rivolto a "tutti quelli che mi hanno chiesto un parere sulle dichiarazioni di Padre Amorth".

E ha spiegato: "Amorth lo conosco , ho parlato con lui qualche mese fa, non ha idea di cosa possa essere accaduto ad Emanuela. Le sue dichiarazioni sono frutto della lettura di un libro . "Non mi sono mai interessato a questo caso" mi disse e mostrandomi un libro: "Qui ho letto alcune cose riguardanti questo storia ma non saprei cosa dirti". Beh , quelle cose lette sono diventate per alcuni giornalisti le verità sconcertanti di padre Amorth.

"Posso dirti soltanto che le modalità del sequestro (proposta lavoro da persona distinta, tranquillizzare la vittima dare l'idea di una persona affidabile ecc) sono le tecniche usate dagli adescatori di sette sataniche ma altro, ti ripeto, non saprei cosa pensare". Nella sua dichiarazione Pietro Orlandi non specifica però quale fosse il libro che ha ispirato mons. Amorth.

Finalmente, in risposta ad alcune mie domande, il 16 agosto, mons. Amorth ha svelato l'arcano. Si tratta del libro, non molto noto, "Emanuela nelle braccia dell'Islam?", di Anna Maria Turi. La stessa Turi, il 22 luglio 1993, raccolse in una intervista per il giornale Il Tempo le sorprendenti ma tardive dichiarazioni del cardinale Silvio Oddi, titolare di una congregazione, cioè di un ministero del Vaticano: secondo il card. Oddi, Emanuela il tardo pomeriggio della sua scomparsa, come noto avvenuta 10 anni prima dell'intervista, sarebbe stata vista da alcune guardie svizzere rientrare e dopo un po' uscire di nuovo dallo Stato pontificio passando come al solito per porta S. Anna e salire su un'auto che la aspettava in disparte.

In disparte come se l'occupante non volesse farsi riconoscere dagli svizzeri di guardia a porta S. Anna, probabilmente perché in Vaticano l'uomo in attesa in auto doveva essere una figura ben nota. Il racconto di Oddi, che manda all'aria le versioni ufficiali e i miti metropolitani, figura anche a verbale nella testimonianza resa al giudice istruttore Adele Rando.

Il libro della Turi che ha imbeccato don Amorth batte due piste: quella sessuale in ambito vaticano e quella del rapimento per mano islamica e successivo innamoramento di Emanuela per uno dei rapitori, con il quale l'ex ragazza vivrebbe beata e felice in Marocco senza nessuna intenzione di farsi viva con i suoi dimenticati familiari romani.
C'è dentro un po' tutto il Medio Oriente, da Arafat a Simon Peres, a Airel Sharon e annessi intrighi internazionali.

A parte ciò, il colpo grosso si trova a pagina 40. Vi si legge infatti che su consiglio di un certo Mario, del quale purtroppo viene omesso il cognome, la Turi, il 27 maggio 2003, si è recata a chiedere della sorte di Emanuela a monsignor Simone Duca nella sua villa in via Tito Livio a Roma. Ecco quanto c'è scritto in merito all'incontro:

"L'ultrasettantenne [mons. Simeone Duca, ndr], di complessione imponente, era ancora vivace ed energico. Si sedette alla scrivania e m'invitò a chiedergli cosa volevo. Entrai subito in argomento e così rispose alle mie domande sulla Orlandi: "D'abitudine si organizzavano dei festini, e ciò avveniva anche nella sede di un'Ambasciata straniere presso la Santa Sede. Nella faccenda era coinvolto un gendarme vaticano. L'idea delle ragazze era quella di divertirsi e di guadagnare un po' di soldi. Quanto alla Orlandi, dopo essere stata sfruttata, è stata fatta sparire e quindi uccisa"".

Parole chiare e nette, che almeno in apparenza non lasciano adito a nessun dubbio. Purtroppo però la giornalista dalla bocca del sacerdote non è riuscita a cavare nemmeno una parola in più, nonostante in seguito ne sia diventata amica, accompagnandolo anche in un viaggio a Zara.

L'impersonale "si organizzavano dei festini" resta impersonale e la domanda su chi avesse l'abitudine di organizzarli resta senza risposta. Restano senza risposta anche altri interrogativi di non poco conto. Qual è l'ambasciata di cui parla don Simeone? Chi è il gendarme vaticano coinvolto? Come, quando è dove è stata prima "fatta sparire e quindi uccisa" Emanuela? Per mano di chi?

Domande d'obbligo anche perché il vice capo della gendarmeria vaticana, Raul Bonarelli, nel '93 è stato coinvolto nell'inchiesta sul caso Orlandi con la pesante accusa di concorso in sequestro di persona, accusa che si è persa nel nulla perché la procura della Repubblica non ha mai risposto al giudice istruttore Adele Rando che nel dicembre '97 ha chiesto se dovesse proseguire le indagini col vecchio rito o con quello nuovo imposto nel frattempo dalla riforma della giustizia.

Tutto ciò porta ad altre domande. Come è possibile che la giornalista Turi non sia riuscita a sapere nulla di più preciso da monsignor Duca? E' credibile che questi, dopo avere lanciato un macigno così grosso, abbia tenuta sempre nascosta la mano, evitando di chiarire alcunché per il resto della sua vita? Don Simeone è morto infatti qualche anno dopo l'incontro con la Turi.

Era sicuramente già morto da alcuni anni quando il libro è stato edito nell'aprile 2011, motivo per cui nessun magistrato ha potuto interrogarlo per chiarire tutto ciò che c'è da chiarire. La "rivelazione" di Simeone Duca è del 2003 e la pubblicazione del libro solo nel 2011: possibile che la Turi per ben otto anni non abbia fatto cenno con nessuno di quanto appreso, lei che le confidenze del cardinale Oddi le espose subito in un'intervista per un giornale?

Il risultato comunque è che monsignor Amorth non ha mai saputo di prima mano che la sorella di Pietro fosse un'habitué di festini spinti e che in quell'ambito fu fatta sparire e uccisa. Il monsignore si è solo limitato a riportare frasi altrui vecchie di nove anni, per giunta non verificate da nessuno e ormai non più verificabili.
Amorth nel suo libro "L'ultimo esorcista", pubblicato lo scorso gennaio, ha esposto la convinzione che Emanuela, prelevata con l'inganno, sia rimasta vittima di una setta satanica. Convinzioni che, come abbiamo visto, Amorth ha ribadito di persona a Pietro Orlandi. I festini quindi e il Vaticano non c'entrerebbero nulla con quanto scritto ne "L'ultimo esorcista".

A me l'anziano monsignore il 25 agosto ha scritto: "Nel mio libro non ho citato Simeone Duca perché se si nomina il Vaticano i giornalisti si scatenano come lupi". Come si spiega quindi l'attribuzione a lui delle parole in realtà dette da Simeone Duca?
Che le sue parole non siano proprio quelle riportate mons. Amorth lo ha sostenuto con me e lo ha scritto il 16 agosto: "Le frasi riportate non sono del tutto esatte". E lo scorso 24 maggio lo aveva detto anche ad Antonio Goglia, un signore di S. Giorgio a Cremano da qualche mese in corrispondenza con me perché si interessa al caso Orlandi anche suggerendo piste: per esempio, quella dei preti pedofili di Boston. Queste la parole di don Amorth a Goglia:

"Guardi, le mie affermazioni generiche circa il caso Orlandi formulate nel mio libro "L'ultimo esorcista" sono state interpretate ad arte da qualche vaticanista".
Sembrerebbe una frecciata al vaticanista de La Stampa che lo ha intervistato. Come che sia, è strano che don Amorth si sia ben guardato dal chiarire pubblicamente che le sue parole sono state "interpretate ad arte". E così il suo silenzio ha permesso di usarle per poter accusare della morte "orgiastica" di Emanuela don Piero Vergari, che all'epoca della scomparsa della ragazza era il rettore della basilica di S. Apollinare. Accusare don Vergari è un modo per tentare di far restare in piedi almeno un mattone della prolungata montatura contro la cosiddetta banda della Magliana e il suo preteso boss Enrico De Pedis, che come è noto fino a giugno era sepolto per l'appunto in S. Apollinare.

Qualche parola merita anche mons. Simeone Duca. Nato in Dalmanzia a Borgo Erizzo, don Simeone è scappato dalla Jugoslavia dove nel '44 era stato condannato ai lavori forzati. Definirlo "archivista vaticano" è francamente riduttivo. Più che altro monsignor Duca è stato molto impegnato a fare da snodo con molti ambienti, tutti chiacchierati e spesso pessimi, per conto della banca vaticana IOR. Il prete dalmata è passato indenne attraverso vari scandali nonostante rinvii a giudizio, come quello del 1986 per lo scandalo dei petroli, mandati di cattura e condanne, come quella del 1983 per avere tentato di comprare da un giudice della Cassazione una sentenza favorevole a un criminale della mafia calabrese.

Don Simeone era inoltre noto per la sua ricchezza. A Roma viveva in una villa da straricco e venne soprannominato Monsignor Miliardo perché per evitare le manette all'epoca dello scandalo dei petroli pagò un miliardo di lire di cauzione (pari oggi ad almeno 1,5 milioni di euro). Lo scandalo dei petroli appurò negli anni '80 che il vertice della Guardia di Finanza era coinvolto in una truffa allo Stato italiano mediante contrabbando di petrolio e portò alla luce una cordata di monsignori e affaristi impegnatissimi per fare ottenere con modi molto disinvolti promozioni e avanzamenti di carriera ai propri beniamini.

Una delle specialità di don Simeone era organizzare ottime cene e incontri lieti per ungere le ruote al fine di fare ottenere ai suoi protetti i favori di politici, vertici militari e grandi manager statali. A quell'epoca per propiziarsi gli interlocutori non si usavano ancora le escort, ma i festini allegri sì. Certo però che questa storia dei festini un po' troppo allegri, il buco nero che avrebbe inghiottito Emanuela Orlandi, è strana. Vediamo perché:

1) - Viene lanciata da un vaticanista, quello de La Stampa, che in quanto vaticanista e in quanto accreditato presso la sala stampa vaticana è difficile che scriva cose deleterie per il Vaticano.

2) - Il lancio viene attribuito ad affermazioni dell'esorcista del Vaticano, che in quanto tale è difficile che dica cose pesanti per quella che per lui è la Santa Sede. E infatti, per evitare i giornalisti che "si scatenano come lupi", non le ha dette.

3) - All'origine di tale storia dei festini c'è la dichiarazione di un sacerdote, archivista capo del Vaticano e armeggione dello IOR, che in quanto sacerdote e dipendente del Vaticano non dovrebbe sparare a zero neppure lui contro il piccolo Stato pontificio che oltretutto è il suo datore di lavoro.

4) - La dichiarazione del sacerdote archivista e maneggione viene raccolta e diffusa, con otto anni di ritardo, da una giornalista che oltre a essere accreditata anche lei presso la sala stampa vaticana è specializzata in libri molto edificanti su santi, madonne, madonnine, grotte miracolose, credenti con le stimmate e mistiche cattoliche, tutti editi dalla casa editrice cattolica Il Segno specializzata in libri di preghiere.

5) - Ed è questa casa editrice molto cattolica a pubblicare anche il libro della Turi con le affermazioni scioccanti di don Simeone che non fanno fare certo bella figura al Vaticano.

Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, e la strada dell'inferno è lastricata di buona volontà. Infatti a pensarci bene appare una ben strana ironia della sorte che a lanciare pietre così pesanti e a "scatenare i lupi" contro il Vaticano sia una sfilza di personaggi legati proprio al Vaticano o comunque in Vaticano bene accreditati e stimati. Così come appare strano che il Vaticano nonostante tutto non li abbia sanzionati né sgridati in nessun modo.

Stranezze che fanno assumere di fatto a questa nuova "verità" l'aria di un tentativo di scelta del male minore: assodato che il Vaticano comunque c'entra, è meglio divagare parlando di sette e di orge, senza specificare assolutamente nient'altro, anziché ammettere la verità con nomi e cognomi. Insomma, un modo per esorcizzare la verità. E in un esorcismo così impegnativo, con tanto di diavoli che non fanno coperchi, la figura del decano degli esorcisti mondiali ci sta come il cacio sui maccheroni....

 

 

EMANUELA ORLANDIEMANUELA ORLANDI Emanuela OrlandiEmanuela Orlandi genitori emanuela orlandiemanuela orlandi ppPADRE GABRIELE AMORTHPADRE AMORTH E PAOLO RODARI - L ULTIMO ESORCISTAamorthSIMONE DUCAPIETRO ORLANDIenrico depedis Emanuela Orlandi a sinistra scomparsa a anni e De Pedis depedis emanuela-orlandi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…