putin trump hillary clinton

NELL’URNA L’HACKER TI VEDE, DIO NO - L'FBI LANCIA L'ALLARME: I PIRATI INFORMATICI RUSSI POTREBBERO ALTERARE IL VOTO ELETTRONICO ALLE PROSSIME PRESIDENZIALI AMERICANE - DOPO LE INTRUSIONI INFORMATICHE IN ARIZONA E ILLINOIS, I SERVIZI AMERICANI TEMONO CHE PUTIN DIA UNA MANONA A TRUMP

Serena Danna per il “Corriere della Sera”

 

bill clinton hillary e donald trumpbill clinton hillary e donald trump

Se è vero che i brogli elettorali sono antichi quasi quanto la democrazia, la possibilità di sabotare un' elezione senza che nessuno se ne accorga è un prodotto della rivoluzione digitale. Mentre Hillary Clinton e Donald Trump si scontrano su chi sia più ipocrita, bigotto o corrotto, gli esperti di sicurezza nazionale e informatica provano a richiamare l'attenzione su un problema sempre più pressante: affidare la scelta del prossimo presidente al voto elettronico è un rischio enorme.

 

Un pericolo lamentato da anni dagli esperti - al punto che è nata anche una categoria di cyber-accademici che, scrive Politico , «hanno passato l' ultima decade servendo il loro Paese attraverso il tentativo continuo di hackerarlo» - che ha avuto recentemente il sigillo dell' Fbi. È dei giorni scorsi la notizia che hacker probabilmente russi hanno attaccato i sistemi di registrazione del voto degli elettori in Arizona e Illinois.

HILLARY TRUMP PUTINHILLARY TRUMP PUTIN

 

L' operazione arriva un mese dopo la divulgazione da parte di Wikileaks delle mail interne del partito democratico che ha portato alle dimissioni di Debbie Wassermann Schultz. «Se la National Security può essere attaccata - spiega l' esperto di cultura digitale Clay Shirky al Corriere della Sera - allora ogni device collegato a internet può esserlo, comprese le macchine elettorali».

 

HACKERSHACKERS

Il docente della New York University non può dire con certezza che dietro i recenti episodi ci sia la Russia, ma ricorda che «molti leak provengono da un hacker chiamato Guccifer, orchestrato dalla Russia, che come molti Stati autoritari non vorrebbe Hillary Clinton presidente».

 

Tra coloro che provano a sensibilizzare l' opinione pubblica sulla vulnerabilità del voto elettronico c' è il guru della crittografia Bruce Scheiner, che ha invocato un ritorno del voto di carta per elezioni di novembre: «Tutti ignorano le minacce informatiche fino a quando è troppo tardi per rimediare - spiega al Corriere -. Ed è tardi per aggiustare i catorci elettronici sparsi per gli Usa». Al momento sono cinque gli Stati in cui è in funzione il voto esclusivamente elettronico, - ma quelli in cui è possibile intrufolarsi tramite internet nel sistema sono 13.

 

stemma fbistemma fbi

Il paradosso, come fa notare Zeynep Tufekci sul New York Times , è che sono gli swing states , gli Stati in bilico, a utilizzare il vulnerabile sistema elettronico. Altri, come Maryland e Virginia, hanno deciso in autonomia di tornare al voto di carta. Come ricorda al Corriere la docente Biella Coleman, «non c' è un sistema unico, nessuno può hackerare l' intero Paese». Peccato che spesso si diventa presidenti per poche centinaia di voti.

 

HACKERHACKER

Per correre ai ripari, già nel 2002 il Congresso ha votato l' Help America Vote Act e stanziato 4 miliardi di dollari per nuove macchine elettorali. Tutti gli Stati si sono precipitati sui soldi, peccato che 4 anni dopo avevano speso solo 250 milioni in tecnologia elettorale. «La legge è una parte del problema - continua Scheiner -. Negli anni in cui gli Stati volevano comprare nuove macchine, le compagnie insistevano per vendere quelle già in commercio». Il mercato era dominato fino a pochi anni fa da 2 aziende, Diebold e ES&S, abituate a trattare il codice come un segreto da proprietà intellettuale. Come per la tipologia di voto, anche i parametri di sicurezza informatica sono decisi Stato per Stato: non esiste una griglia unica di valutazione. Resta un' unica certezza: la carta è l' unico modo per non correre rischi.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...