NEL NOME DEL RAÌS - LA “DEMOCRAZIA” LIBICA È UN FAR WEST DOVE I CONTI SI REGOLANO CON LE PALLOTTOLE - IL DEBOLE GOVERNO CENTRALE STA “NORMALIZZANDO” IL PAESE BOMBARDANDO BANI WALID, L’EX ROCCAFORTE DEL REGIME - GLI UOMINI DELLA TRIBÙ WARFALLAH, FEDELE A GHEDDAFI, HANNO ATTACCATO LA SEDE DELLA TV NAZIONALE COME RAPPRESAGLIA PER LA FALSA NOTIZIA DELLA CATTURA DEL FIGLIO DI GHEDDAFI, KAMIS…

1 - BENGASI, ATTACCATA TV PER FALSA NOTIZIA SU KHAMIS GHEDDAFI...
(TMNews) - Gli uffici della televisione privata Libya al Hurra sono stati saccheggiati la scorsa notte a Bengasi da decine di manifestanti, per protestare contro la copertura del conflitto in corso da giorni a Bani Walid, uno degli ultimi bastioni dei fedelissimi di Muammar Gheddafi. I manifestanti hanno fatto irruzione nei locali urlando 'Warfalla', il nome di una tribù di Bani Walid, hanno saccheggiato la sede dell'emittente, quindi hanno appiccato le fiamme.

Alcuni dipendenti della televisione, tra cui almeno un giornalista, sono stati aggrediti; poco dopo l'attacco, la tv ha sospeso le trasmissioni. I manifestanti hanno contestato all'emittente di aver annunciato la cattura di Khamis Gheddafi, uno dei figli dell'ex leader libico, avvenuta a Bani Walid, per giustificare l'attacco degli ex ribelli, oggi arruolati nell'esercito, contro la città. La notizia dell'arresto di Khamis è stata poi smentita, così come quella della cattura del portavoce di Gheddafi, Mussa Ibrahim. Da giorni sono in corso scontri a Bani Walid tra forze governative e gruppi armati, costati finora la vita ad almeno 26 persone.

2- TORNA LA GUERRA NELLA CITTÀ DEI GHEDDAFI - IL GOVERNO: SUL FIGLIO KHAMIS NESSUNA NOTIZIA...
Lorenzo Cremonesi per il "Corriere della Sera"

I morti, i feriti, le violenze e le informazioni contraddittorie che giungono nelle ultime ore dalla cittadina di Bani Walid illustrano tragicamente il caos che regna in Libia un anno dopo la morte di Muammar Gheddafi. Ieri pomeriggio il claudicante governo di Tripoli si è trovato a dover smentire le notizie diffuse sabato sera circa la cattura e l'uccisione da parte delle milizie di Misurata di Khamis Gheddafi, il figlio «pretoriano» per eccellenza dell'ex dittatore, e di Moussa Ibrahim, noto portavoce del regime, specie ai tempi delle battaglie prima della caduta della capitale nelle mani delle brigate rivoluzionarie sostenute dalla Nato il 23 agosto 2011.

«Non abbiamo abbastanza prove per confermare queste informazioni», hanno ritrattato dall'ufficio del primo ministro ad interim Mohammed Megarief, il quale ha peraltro ammesso che «il Paese non è ancora del tutto liberato».

Confermati sono invece i bombardamenti su Bani Walid. Mahdi Zeyadi, medico all'ospedale locale, contattato dal Corriere prima che la linea telefonica venisse interrotta, ci ha parlato di «colpi di armi pesanti un po' dovunque con molte vittime tra i civili» e di «gravi difficoltà» per le strutture sanitarie nel reperire le medicine necessarie.

Alle agenzie stampa straniere uno dei capi delle milizie locali, Abdelkarim Ghomaid, ha ribadito che «gli attacchi continuano». Il numero stimato dei morti negli ultimi cinque giorni supera quota 30, una ventina solo nella giornata di sabato. I feriti sarebbero oltre 200, tra cui tanti bambini. I gruppi legati al clan Gheddafi diffondono da Sirte numerose fotografie di cadaveri sfigurati.

Ma per capire cosa stia avvenendo occorre tornare alle fasi cruciali delle battaglie dell'anno scorso. Bani Walid, circa 70.000 abitanti, posta 140 chilometri a sud di Tripoli, è sempre stata infatti una delle roccaforti più militanti dei Warfallah, tra le tribù importanti del Paese che hanno a larga maggioranza hanno sostenuto i 42 anni della «Jamaharia» voluta dal Colonnello. Sulla cittadina nel settembre-ottobre 2011 si riversò dunque la rabbia vendicatrice delle milizie di Misurata, decise a lavare nel sangue l'offesa dei lunghi e sanguinosi mesi di assedio dei lealisti (tra cui molti abitanti di Bani Walid) quella stessa primavera.

Esecuzioni sommarie, saccheggi, incendi a tappeto e vandalismi furono la regola. «Ora siamo battuti. Ma gliela faremo pagare», ci dicevano allora i pochi abitanti rimasti nella città offesa. E così è stato. Approfittando della debolezza cronica del governo centrale e del permanere delle profonde divisioni tra le varie milizie rivoluzionarie, a Bani Walid sono tornati a concentrarsi i reduci tra i vecchi fedelissimi dell'ex dittatore. Un mese fa girò persino la voce che tra loro vi fosse anche Khamis, sebbene la sua morte fosse stata data per certa almeno tre volte.

L'ultima fu visto bruciare in un convoglio di auto attaccate dai ribelli presso Tarunah, un centinaio di chilometri a nord di Bani Walid il 29 agosto 2011. Allora sembra fosse nell'area anche Moussa Ibrahim, ma più tardi fonti credibili lo davano sano e salvo in Germania assieme alla giovane moglie cittadina tedesca. Ieri Ibrahim ha smentito tramite Facebook il suo arresto: «Siamo fuori dalla Libia. Non abbiamo alcuna relazione con Bani Walid e nessun contatto con essa».

Di recente Bani Walid è tornata nel mirino dopo che a metà settembre vi fu torturato a morte Omran Shaban, indicato come il guerrigliero di Misurata che ebbe il merito di individuare per primo Gheddafi, appena dopo che la Nato aveva bombardato il suo convoglio in fuga da Sirte. Il cerchio delle vendette dunque continua.

 

GHEDDAFIgheddafi EST F F HE x GHEDDAFIgli ultimi istanti di gheddafiislamici attaccano il consolato americano in libiaI NUOVI RIBELLI DI BENGASI khamis gheddafi

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...