1. È DI NOTTE CHE IL GOVERNO RENZI RIESCE A DARE IL MEGLIO DI SE STESSO. E DI NOTTE IN GRAN SEGRETO È VENUTO FUORI IL DECRETO RIBATTEZZATO “SALVA-DE BENEDETTI” 2. ANCHE SE PIÙ CHE SALVARE L’INGEGNERE HA GETTATO UNA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO ALLA CONTROLLATA SORGENIA, CONSENTENDO L’ACCORDO CON LE BANCHE DI FINE LUGLIO CHE HA TENUTO IN PIEDI L’AZIENDA CON DUE MILIARDI DI DEBITI, EVITANDO UN POSSIBILE FALLIMENTO 3. UN DECRETO ‘REGALA’ INCENTIVI PER 120-150 MILIONI L’ANNO PER AUMENTARE LA CAPACITÀ ENERGETICA IN CASO DI EMERGENZA, MA IN ITALIA AL MOMENTO C’È PIÙ OFFERTA CHE DOMANDA 4. DEL REGALINO GODRANNO LE BANCHE (MPS IN TESTA) ORMAI PROPRIETARIE DI SORGENIA. MA SE I CONTI TORNERANNO IN UTILE, I DE BENEDETTI INTASCHERANNO IL 10% DELLA PLUSVALENZA

Condividi questo articolo


Franco Bechis per "Libero Quotidiano"

 

debenedetti rodolfo x debenedetti rodolfo x

È di notte che il governo Renzi riesce a dare il meglio di se stesso. E di notte in gran segreto è venuto fuori il decreto che a palazzo Chigi è stato ribattezzato «salva-De Benedetti», anche se più che salvare l’ingegnere ha gettato una ciambella di salvataggio alla controllata Sorgenia, consentendo l’accordo con le banche di fine luglio che ha tenuto in piedi la creatura di Carlo De Benedetti evitando un possibile fallimento.

 

Su quell’accordo in una notte di fine giugno il governo Renzi ha messo una fiche che a regime dovrebbe valere sui 120-150 milioni di euro l’anno. Il decreto salva-Sorgenia si chiama capacity payment, ed è stato firmato in accordo con Renzi - ma senza informare Federica Guidi - dal viceministro dello sviluppo Economico, il Pd Claudio De Vincenti. Perché di notte e quasi di nascosto? Perchè quel decreto ben prima di vedere la luce era già diventato un caso politico-editoriale.

sorgenia LOGO sorgenia LOGO

 

Il campanello d’allarme era stato suonato il 2 marzo scorso dal Corriere della Sera con un articolo di Sergio Rizzo e Fabrizio Massaro titolato così: «Il premier, Sorgenia e il salvataggio pagato dallo Stato - Il nodo della remunerazione pubblica per le centrali del gruppo De Benedetti». Un attacco a Renzi per un favore non ancora fatto a De Benedetti. Un po’ di can can politico nei giorni successivi, e del caso Sorgenia da allora in poi si sarebbero occupate solo le cronache finanziarie che riferivano del salvataggio tentato dalle banche con in prima fila il creditore che rischiava di più: il Monte dei Paschi di Siena.

 

CARLO DE BENEDETTI E MATTEO RENZI A DOGLIANI DA CHI CARLO DE BENEDETTI E MATTEO RENZI A DOGLIANI DA CHI

Nel silenzio però quel decreto è arrivato ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno scorso, circa due settimane prima che Carlo De Benedetti ricevesse di primo mattino nella sua abitazione romana il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Il decreto capacity payment è stato un regalo fondamentale per Sorgenia, cui arriveranno secondo le prime stime il 20-25% degli incentivi previsti ai vecchi produttori di energia.

 

La torta non è da poco: vale fra 6 e 700 milioni di euro l’anno a regime. Che cosa è il capacity payment? Previsto in una legge del 2003 firmata da Antonio Marzano, è un incentivo pubblico che doveva essere concesso ai produttori di energia in grado di soddisfare la domanda aumentando in poche ore la capacità produttiva durante i picchi richiesti dal mercato.

 

La domanda di energia non è la stessa in ogni periodo dell’anno, ed eventi eccezionali possono cambiare anche radicalmente il grafico: per periodi eccezionali di caldo o di freddo, per incidenti sulla linea elettrica o altri eventi atmosferici. Nel 2003 i produttori erano pochi e la domanda superava l’offerta: aveva un senso immaginare di incentivare gli investimenti in alcuni impianti per rispondere ai picchi improvvisi di domanda.

 

MATTEO RENZI E CARLO DE BENEDETTI A LA REPUBBLICA DELLE IDEE A firenze MATTEO RENZI E CARLO DE BENEDETTI A LA REPUBBLICA DELLE IDEE A firenze

Proprio quell’anno - per eventi eccezionali verificatisi sulla linea elettrica di importazione - domenica 28 settembre l’Italia intera restò per ore al buio in seguito al più rilevante black out mai registrato. Il principio di incentivare la capacità produttiva fu inserito nella legge, ma non trovò mai applicazione. La politica energetica pubblica prese strade diverse, e si incentivarono le energie alternative: eolico e fotovoltaico in primis. Dal 2011 in poi quel decreto sulla capacity payment tornò di attualità, perchè a chiederlo a gran voce erano proprio i manager di Sorgenia.

 

Il pressing era forte, ma l’ascolto non grandissimo. In dieci anni i produttori di energia si erano moltiplicati, e la domanda, complice la crisi economica, era scesa. Non esisteva e non esiste oggi il problema di fare fronte ai picchi di domanda energetica, perchè sono inferiori alla capacità produttiva. Il decreto dunque non era necessario. Ma quei soldi servivano come il pane a Sorgenia.

 

Che continuò a insistere. Il primo ad arrendersi è stato Enrico Letta che a dicembre 2013 ha infilato una nuova norma nella legge di stabilità. Poi nulla, fino a quando Sorgenia non stava per andare gambe all’aria e per salvarla il pool bancario aveva bisogno di qualche certezza in più sul business. È arrivata una notte di fine giugno, e con il decreto il salvataggio di Sorgenia è stato firmato dalle banche in un batter d’occhio.

sorgenia sorgenia

 

Del regalino Renzi-De Vincenti godrà ora il pool di banche con Mps in testa che diventerà azionista di Sorgenia. Anche De Benedetti: la sua Cir uscirà infatti dal capitale, ma se i conti di Sorgenia torneranno in utile, godrà di una sorta di buonuscita pari al 10% della eventuale plusvalenza realizzata a regime con l’operazione.

 

Condividi questo articolo

politica

LAZIO, CHE STRAZIO – GIORGIA MELONI NON HA ANCORA DECISO CHI SARÀ IL CANDIDATO GOVERNATORE NELLA SUA REGIONE. IL TEMPO STRINGE: SI VOTA A FEBBRAIO E I “FRATELLI D’ITALIA” SONO SPACCATI SUL NOME DI FABIO RAMPELLI, DETTO “AEROPLANINO”. LA DUCETTA VORREBBE IMPORLO, MA QUELLO DEL VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA, SEPPUR AUTOREVOLE E CONOSCIUTO A ROMA, È UN NOME NON AMATISSIMO (EUFEMISMO) TRA I SUOI – LA SCORSA SETTIMANA “IO SO’ GIORGIA” HA DETTO: “FABIO È IL PIÙ CONOSCIUTO”. E QUALCHE MALIGNO HA AGGIUNTO: “È CONOSCIUTO ANCHE PER LE CATTIVERIE…” - E ALEGGIA LO SPETTRO MICHETTI

TRA PALCO E REALTÀ – IERI ALLA SCALA GLI OCCHI ERANO TUTTI PUNTATI SUL PALCO REALE IN OVERBOOKING. NON ERA MAI STATO COSÌ AFFOLLATO: OLTRE A MATTARELLA E A SALA, HANNO VOLUTO TIMBRARE IL CARTELLINO ANCHE URSULA VON DER LEYEN E LA PREMIER GIORGIA MELONI. L’ULTIMA VOLTA DI UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ERA STATA AI TEMPI DEL GOVERNO MONTI, CON NAPOLITANO CAPO DELLO STATO – LA BATTUTA DI DAGO (“IL PALCO CROLLERÀ, SARÀ UNA CASAMICCIOLA”) E IL "SUDOKU" PER ASSEGNARE I POSTI: GLI ACCOMPAGNATORI IN SECONDA FILA, ATTILIO FONTANA IN TERZA…

“I BARBARI HANNO ESPUGNATO IL TEMPIO E SI CAPISCE CHE INTENDONO RESTARCI” – LA CRONACA DELLA PRIMA “PRIMA” ALLA SCALA DELLA DESTRA AL POTERE, BY ALBERTO MATTIOLI: “IN PLATEA, LA GIÀ DEPRECATA ÉLITE DELLA ZTL NON SEMBRA OSTILE: UN'EDUCATA INDIFFERENZA MAGARI INCURIOSITA MA NON NEGATIVA, MENTRE GLI APPLAUSI SONO TUTTI PER SERGIO MATTARELLA” – “NELLA TONNARA DEL FOYER, SEMBRANO TUTTI SODDISFATTISSIMI. VIENE IN MENTE LEONE X, CHE DIVENTÒ PAPA DICENDO: ‘DIO CI HA DATO IL PONTIFICATO, GODIAMOCELO’” – IL PANICO PER IL RUBINETTO DELLA TOILETTE PRESIDENZIALE NON FUNZIONANTE E IL BRACCIO DA "IO SO' GIORGIA E TE CORCO" DELLA MELONI - VIDEO