aumento delle bollette

OGNI TANTO I PIANI PER IL CLIMA DELL’UE PORTANO ANCHE QUALCOSA DI BUONO: I SOLDI! - SOCCORSO DALLA COMMISSIONE EUROPEA SUL CARO BOLLETTA: DA GENNAIO PRONTI SGRAVI FISCALI PER I COSTI CHE DOVRANNO SOSTENERE I SETTORI INDUSTRIALI A CAUSA DELL’AUMENTO DEI PREZZI DELL’ENERGIA - A BENEFICIARNE SARANNO LE AZIENDE DELLA CERAMICA, DEL VETRO, DEL CEMENTO FINO A PELLETTERIA E AGROALIMENTARE...

Gabriele Rosana per “Il Messaggero

 

rincaro energia e aumento delle bollette 9

Arrivano gli sgravi fiscali sui costi in bolletta per le industrie energivore: è uno degli effetti delle nuove linee guida in materia di aiuti di Stato per il clima, la protezione dell'ambiente e l'energia, appena approvate dalla Commissione europea, che saranno operative da gennaio.

 

Intanto ha preso a suonare anche il campanello di allarme di Confcommercio: il rincaro dell'energia e le ricadute che sta avendo sulle attività economiche non impatta solo sugli energivori, che in alcuni casi sono arrivati a interrompere la produzione perché il gioco non vale la candela, ma frena la ripartenza anche dei negozi e delle imprese di piccole dimensioni, schiacciate dal caro-bollette.

 

carlo sangalli 2

Così il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli: «Inflazione e caro-bollette potrebbero ridimensionare, già dai prossimi mesi, il reddito reale delle famiglie e la loro capacità di spesa. Il governo deve quindi assumere misure strutturali contro gli aumenti di luce e gas».

 

I SETTORI INTERESSATI

In gioco c'è la ripartenza dell'economia. Dalla ceramica al tessile, dal cemento al vetro fino alle conserve ittiche, è un allegato al provvedimento adottato da Bruxelles a specificare nel dettaglio quali sono i comparti industriali (più di 50) interessati dagli sconti fiscali.

 

rincaro energia e aumento delle bollette 7

Dietro la lista predisposta dai tecnici della direzione generale Concorrenza si è mosso però un intenso lavoro diplomatico per tutelare le eccellenze europee e, con loro, anche quelle italiane. Lo ha spiegato Enzo Amendola, sottosegretario agli Affari europei del governo Draghi, secondo cui ha prevalso la via pragmatica al Green Deal: «Con la revisione delle linee guida l'Ue conferma l'obiettivo ambizioso della neutralità climatica entro il 2050 e sceglie la via del pragmatismo per raggiungere la transizione verde con la dovuta attenzione agli aspetti sociali e industriali.

 

vincenzo amendola 1

Nella stesura dei nuovi orientamenti, la Commissione europea ha tenuto conto delle richieste che il governo italiano aveva posto in sede di negoziato in merito al mantenimento delle garanzie di incentivazione dei settori della ceramica, del cemento, della plastica e del vetro ad alto consumo energetico».

 

L'IMPATTO SULLE ATTIVITÀ

Gli sgravi previsti nella nuova disciplina Ue hanno l'obiettivo di sostenere le attività produttive e al tempo stesso di scongiurare il rischio delocalizzazione di queste ultime al di fuori dell'Ue, in Paesi dove le norme ambientali sono meno rigide.

 

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Secondo il nuovo schema, quindi, gli Stati potranno applicare, tra le altre misure, riduzioni ai prelievi sull'energia elettrica. «Le nuove indicazioni - ha aggiunto il sottosegretario agli Affari Ue - creano un quadro flessibile e idoneo per allineare le norme agli obiettivi del Green Deal europeo e alle recenti modifiche normative proposte da Bruxelles nei settori dell'energia e dell'ambiente».

 

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Tornando all'analisi di Confcommercio sugli effetti del caro-bollette su famiglie e imprese, i rincari potrebbero presentare nel 2022 un conto salatissimo, con una maggiore spesa energetica di oltre 11 miliardi per le prime e aumenti di elettricità e gas intorno al 40% per le seconde.

 

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Il fenomeno rischia di attenuare in modo rilevante la crescita per il 2022, sottolinea sempre Confcommercio nel suo report. Se nel 2020 le famiglie italiane hanno speso in media 1.320 euro per energia elettrica e gas (pari al 4,7% della spesa totale annuale) nel 2021 l'esborso è salito a 1.523 euro con un aumento di oltre 200 euro. Di più. Di questo passo nel 2022 l'asticella rasenterà i 1.950 euro. Un ristorante di medie dimensioni subirà invece una maggiore spesa di circa 8.500 euro annui.

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