PENSAVATE DI ESSERVI TOLTI ASSAD DALLE PALLE? E INVECE NO, IL RAS DI DAMASCO SOGNA ANCORA DI TORNARE AL POTERE IN SIRIA: “CI VORRA’ TEMPO MA RICONQUISTERO’ L’INTERO PAESE” - L’ACCORDO RAGGIUNTO A MONACO TRA USA E RUSSIA GIA’ VACILLA - ENTRO 48 ORE DOVREBBERO PARTIRE I PRIMI AIUTI UMANITARI

Danilo Taino per il “Corriere della Sera”

 

putin assad putin assad

Non è un «cessate il fuoco» in Siria quello concordato nella notte tra giovedì e venerdì dalle potenze interessate. Era qualcosa di meno già nelle intenzioni di chi lo ha dichiarato, cioè una semplice «cessazione delle ostilità». Ieri si è rimpicciolito ancora di più quando l' uomo che nella discussione gioca la sua testa, Bashar Assad, ha parlato. E ha detto che si riprenderà «l' intero Paese», ovviamente con la forza. Il fuoco, dunque, continuerà. Si può però sperare che da subito si apra una finestra per fare arrivare aiuti umanitari alla popolazione siriana.

 

obama netanyahu assad isis 1obama netanyahu assad isis 1

L' accordo raggiunto a Monaco dal Gruppo di supporto internazionale alla Siria prevede un primo passo di aiuti umanitari e un secondo che dovrebbe vedere una collaborazione che alla fine risulti in un vero cessate il fuoco necessario per fare ripartire i colloqui diplomatici.

Sempre a Monaco, dove sono riuniti decine di capi di governo e ministri per la Conferenza sulla sicurezza, ieri mattina c' era un leggero, cauto, tenue ottimismo.

 

Nel pomeriggio si è conosciuto il contenuto di un' intervista rilasciata da Assad all' agenzia di informazioni francese Afp e i presenti alla Conferenza hanno capito che fino a quando il dittatore sarà al potere un processo di pace non potrà iniziare. Persino i russi, che Assad sostengono da sempre, a questo punto sono probabilmente più che sfiorati dal dubbio.

ASSAD AL VOTO CON LA MOGLIEASSAD AL VOTO CON LA MOGLIE

 

Mentre a Monaco si parlava di pace, Assad ha detto che sì, lui crede «fermamente nei negoziati» ma che mentre questi hanno luogo continuerà a combattere il terrorismo. Laddove per terrorismo intende chiunque si oppone al suo regime.

 

«Ci vorrà tempo», ha ammesso, ma ha assicurato che alla fine riprenderà l' intero Paese, oggi diviso da cinque anni di guerra. Ha poi aggiunto che deve opporsi alla minaccia di un intervento turco e saudita. A chiarire quale sia la situazione c' è stata la dichiarazione del ministro degli Esteri dell' Arabia Saudita, anch' egli a Monaco, Adel al-Jubei. Ha detto che, se crede di riconquistare tutta la Siria, Assad «si sbaglia», che per battere l' Isis se ne deve anzi andare in quanto «è un magnete del terrorismo» e che sarà cacciato per via diplomatica o con la forza.

 

monica maggioni intervista bashar al assad monica maggioni intervista bashar al assad

L'accordo raggiunto l' altra notte, dunque, era «fragile» - così l' ha definito il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ieri mattina - e oggi lo è ancora di più. Sul contenuto stesso, molti si sono mostrati prudenti. Il ministro della Difesa francese Jean-Yves le Drian ha sostenuto che da lì si potrebbe arrivare a un cessate il fuoco ma solo se ci sarà «la fine del bombardamento indiscriminato da parte del regime siriano e della Russia». Fine che non ci sarà.

 

L ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI L ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI

Per quel che ha detto Assad ma anche perché il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha spiegato che Mosca continuerà i bombardamenti contro i terroristi. Il problema è che i terroristi riconosciuti dall' Onu sono l' Isis e al-Nusra (legata ad Al Qaeda), mentre Russia, Siria e Iran considerano tali anche gruppi di ribelli appoggiati dai turchi, dai sauditi e da altri Paesi arabi. L' accordo di giovedì notte non ha sciolto questo punto.

 

napolitano assad napolitano assad

La Russia di Vladimir Putin è in posizione di forza, in Siria. Il suo intervento aereo (e non solo) ha permesso all' alleato Bashar Assad di riconquistare territorio. L' intervista del dittatore, però, le crea problemi: ad esempio, non avendo il controllo di ciò che fa il regime siriano, le sarà difficile chiedere a Washington di convincere i sauditi a non inviare truppe combattenti in Siria. Intanto, a Ginevra è già entrato in funzione il gruppo di lavoro per organizzare la logistica degli aiuti umanitari alla Siria. Ha 48 ore per diventare operativo, cioè per iniziare a consegnare. Almeno qui, c' è qualche speranza in più.

napolitano assad jpegnapolitano assad jpeg

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...