beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

PRESE PER CULO A 5 STELLE - "SERVE UN PATTO TRA TUTTI I PARTITI COSTRUTTORI, PER IL BENE COMUNE DELL'ITALIA": NO, NON È PIERFURBY CASINI MA BEPPE GRILLO. SÌ, PROPRIO LUI: QUELLO CHE DOVEVA ‘’APRIRE IL PARLAMENTO ‘COME UNA SCATOLETTA DI TONNO’’, QUELLO CHE GRIDAVA COSÌ SUI PALCHI DEI VAFFA-DAY CONTRO IL PALAZZO: “ARRENDETEVI, SIETE CIRCONDATI!” - ED È NEO-BEPPE QUELLO CHE POLEMIZZA NON SOLO CONTRO RENZI MA ANCHE CONTRO LE ESCANDESCENZE CATTIVISTE DI CONTE E SI TRASFORMA NEL PARROCO DELL'ECUMENISMO VERSIONE JOVANOTTI (“UNA SOLA GRANDE CHIESA CON CHE GUEVARA E MADRE TERESA”), PUR DI NON ANDARE A VOTARE

Mario Ajello per "il Messaggero"

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

E' la nemesi del grillismo. E racconta della trasformazione dei più irriducibili combattenti anti-casta nei più affezionati tutori della stabilità del Palazzo (non dovevano aprirlo come una scatoletta di tonno?), della governabilità, del ministerialismo e delle larghe intese.

 

Loro, che per ordine di Casaleggio padre sono nati e cresciuti nel culto delle anti-alleanze, adesso applaudono Grillo che è tornato in campo come gli capita sempre nei momenti cruciali e ha dettato la nuova linea degna del più antico partitista pacato, responsabile e forse lungimirante.

 

Di sicuro non travagliesco né sovversivo e diverso dai toni muscolari e di rottura usati l' altro giorno da Conte. Insomma: «Serve un patto tra tutti i partiti costruttori» (mattarelleggia l' ex capo comico) «per il bene comune dell' Italia». Caspita che svolta! E verrebbe da dire finalmente.

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

 

IL MANZONIANO Era Beppe quello che, agli albori della rivoluzione diventata ora il passato di un' illusione, gridava così sui palchi dei Vaffa-Day contro il Palazzo: «Arrendetevi, siete circondati!». Ed è neo-Beppe quello che, in nome del manzoniano «Sopire, troncare, padre reverendo: troncare, sopire...», polemizza non solo contro Renzi ma anche contro le escandescenze cattiviste di Conte e si trasforma nel parroco dell' ecumenismo che forse è quello che serve in una fase di combattimento tanto truce:

 

«Nessuno cerchi scuse o pretesti, per sottrarsi a questa grande responsabilità di lavorare all' unisono e nessuno faccia in questo momento biechi calcoli elettorali sul proprio futuro».

 

pier ferdinando casini

Né Renzi ma neppure Conte se è vero che ha depositato il logo del suo nuovo partito, Insieme, e che non sarebbe una scelta condivisa, tutt' altro, da Beppe. Il quale ci tiene comunque a precisare, dopo la sua uscita da padre della patria: «E' sottinteso che il governo da fare sarà quello di Conte».

 

Ma visti i toni, da grande abbraccio per mettere in salvo i destini nazionali, lo stesso discorso di Grillo potrebbe valere per un governo Draghi o chissà. E comunque Beppe sembra diventato una specie di Pier Ferdinando Casini, ed è meglio così che nella sua versione urlante. Siamo alla metafora dell' incendiario che si fa pompiere.

mastella

 

Ma la nemesi sembra riguardare non solo lui. Basti pensare che ieri, in Senato, mentre molti grillini sbandieravano idealmente la nuova bandiera del movimento diventato iper-partitista e così ritoccata (al posto delle 5 stelle brillanti ci sono 5 volti di Mastella bene auguranti), le chiacchiere erano di questo tipo: «Ah, se ci desse una mano anche il buon Cesa con i suoi tre eletti a Palazzo Madama. E' un amante del Sud, e ha un gran senso così profondo della patria...».

 

Il Beppe «costruttore», tondeggiante e rassicurante («L' Italia ha bisogno di tutti» e magari arrivassero anche le troppe mastellate da Ceppaloni a salvare il governo che c' è o a rafforzare quello che potrebbe esserci), è in linea con il bisogno dei suoi di placare le acque.

 

mario draghi al meeting di rimini 5

LE SOTTIGLIEZZE E' subentrato lo stile felpato di cui da tempo Di Maio - che Grillo vuole di nuovo capo politico M5S - è esponente sperimentato. E la maniera sottile con cui Di Maio si è mosso in questa fase ne è una riprova. Lui di cui i colleghi di partito in queste ore dicono: «Con qualsiasi schema di governo che ci sarà, Luigi vince. Conte Ter con i Responsabili? Lui torna a fare il cartiere perché parla con tutti e fa gioco di sponda, via Letta, con Forza Italia. Stessa maggioranza rossogialla e con un altro premier?

 

Lui sarebbe inamovibile alla Farnesina e in più senza più Conte fingerebbe da one man show nel teatro pentastellato. Governo tecnico con Draghi? Di Maio cavalcherà la ricostruzione dei partiti e da leader 34enne gestirà i due anni di campagna elettorale fino al voto del 2023». Chissà.

 

maria elena boschi matteo renzi

Per ora il grillismo in modalità moderatona e con Beppe versione Jovanotti («Una sola grande chiesa con Che Guevara e Madre Teresa») è quello che sarebbe pronto ad abbracciare, insieme alla Binetti e a D' Alema, ai più antichi consiglieri di Zinga e a qualsiasi reincarnazione di Scilipoti, perfino Maria Elena Boschi: la detestatissima ex «Maria Etruria», se si dovesse arrivare a un nuovo accordo con Italia Viva.

La nemesi insomma si porta via la schizzinosità paleo-grillina. E il Dibba aveva avvertito: «Finiremo come l' Udeur».

 

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)