gilet gialli-7

PURE IN ITALIA ARRIVANO I GILET GIALLI. MA NON IN PIAZZA, DAL NOTAIO! SALVATORE BUSSU, UN EX GRILLINO CHE NON RIUSCÌ A SUPERARE LE ''REGIONARIE'' SARDE, HA REGISTRATO NOME E SIMBOLO: ''IL CLAMORE MEDIATICO CI HA COLTI DI SORPRESA. MA NOI OCCUPEREMO LO SPAZIO POLITICO CHE IL M5S HA TRADITO. ORA CI SIAMO NOI''. COME I CUGINI FRANCESI? ''NOI NON SIAMO VIOLENTI, SIAMO EQUILIBRATI''

1. IN ITALIA ARRIVA IL PARTITO DEI GILET GIALLI?

Simone Fontana per www.wired.it

SALVATORE BUSSU AD ALGHERO DA ALGUER PUNTO IT

 

I gilet gialli sbarcano in Italia e ben presto potrebbero diventare un vero e proprio partito. Il movimento che per settimane ha infiammato le strade di Parigi con la propria piattaforma di proposte anti-Macron ha ingolosito molti fin dal primo momento anche qui da noi, ottenendo gli endorsementdi Potere al popolo e di Casapound, ma anche l’appoggio di esponenti di spicco del Movimento 5 stelle come Alessandro Di Battista e Beppe Grillo. Ma oggi, come rivela Adnkronos, in cantiere ci sarebbe addirittura un soggetto politico, con un logo già registrato all’ufficio brevetti del Mise.

 

IL SIMBOLO DEI GILET GIALLI ITALIANI

A chi appartiene il logo

A bruciare tutti sul tempo ci ha pensato Salvatore Bussu, un imprenditore agricolo di Alghero in passato molto vicino al Movimento 5 Stelle, tanto da candidarsi alle Regionarie sarde – la votazione su Rousseau con cui negli scorsi mesi di novembre e dicembre il partito ha selezionato il suo candidato presidente di regione – classificandosi al secondo posto con 47 voti (alla votazione parteciparono comunque appena 1453 iscritti).

 

gilet gialli

Qualche giorno dopo la disfatta arriva però l’intuizione e così il 10 dicembre ecco depositato il logo “Gilet Gialli“, composto dall’iconico giubbotto catarifrangente arricchito da un a striscia tricolore. “La struttura del partito è a buon punto” ha rivelato Bussu ad Adnkronos. “Vogliamo portare avanti un discorso serio, certamente non con i toni che ci sono in Francia. Questo progetto coinvolge già tante persone: ce la metteremo tutta, non sarà una cosa improvvisata“.

 

Il precedente

gilet gialli

L’idea di trasformare il movimento di protesta in una struttura partitica organizzata non è esattamente una novità e nei giorni scorsi dall’altra parte delle Alpi il simbolo era già stato registrato da Florian Philippot, leader di un movimento di estrema destra chiamato “Patriots”, composto da fuoriusciti dal Front National – oggi Rassemblement National – che consideravano troppo centriste le posizioni di Marine Le Pen.

 

KARL LAGERFELD GILET GIALLO

Ma Bussu giura di non aver più nulla a che fare con nessuno dei partiti dell’arco costituzionale e che, anzi, “più di un esponente politico di spicco” si sarebbe fatto sentire, offrendogli dei soldi in cambio della proprietà del logo. Ma lui tira dritto e nei progetti la sua creatura dovrebbe portare avanti temi cari al “vecchio Movimento 5 Stelle“, ma senza “istanze fantasiose o populiste“, avverte.

 

Nei giorni più caldi della protesta, i simpatizzanti italiani dei gilet jaunesavevano creato il Coordinamento nazionale dei gilet gialli Italia, un’organizzazione che si strutturava tramite Facebook e che aveva attirato le simpatie dell’ex generale Antonio Pappalardo e dell’esule a 5 Stelle Ivan Della Valle, mentre ad inizio dicembre un corteo di protesta contro il caro-benzina aveva marciato a Taranto con il vessillo dei manifestanti francesi. Esperienze con le quali Bussu specifica di non avere alcun legame.

 

2. "I GILET GIALLI C' EST MOI. ALTRO CHE 5STELLE"

Dall'articolo di Tommaso Rodano per ''il Fatto Quotidiano''

 

EMMANUEL MACRON BRIGITTE GILET GIALLI

Paura: le furibonde proteste francesi contagiano l' Italia. Per ora non si manifestano in piazza, ma dal notaio: Salvatore Bussu, 49enne di Alghero, ha depositato il marchio "Gilet gialli" all' ufficio brevetti del Ministero dello Sviluppo economico. Bussu è un ex Cinque Stelle, candidato senza fortuna alle Regionarie sarde dello scorso dicembre. Dei vecchi compagni si dice molto deluso, sulla sua nuova avventura invece è prudentissimo: "Mi dispiace ma non sono autorizzato a parlarne".

 

(…) La notizia dei Gilet gialli è uscita senza preavviso, non pensavamo che avrebbe avuto una tale diffusione mediatica. (…) Ora quel simbolo è nostro. Nessun nuovo partito potrà usare il nostro nome e il nostro logo (un giubbotto catarinfrangente con una striscia tricolore, ndr). Chiunque avrà intenzione di farlo, dovrà prima parlare con me.

 

parigi gilet gialli

Bene. Ma i Gilet gialli sono un movimento di piazza, pure parecchio incazzoso, mica un partito politico.

Le assicuro che la nostra esperienza sarà completamente diversa. Noi siamo persone serie, equilibrate, di buon senso. Non siamo violenti, abbiamo un atteggiamento molto più ragionevole.

 

(…) in quello spazio politico […] C' erano i Cinque Stelle, c' erano Ora c' è Salvatore Bussu. Clic.

gilet gialli 5gilet gialli 4

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…