pandora papers

QUANTE COSE CI FINANZIAVAMO CON LE TASSE DI PANDORA PAPERS? - L’ITALIA HA VISTO SPARIRE IN QUESTA "BOTOLA" IMPOSTE PER 12,4 MILIARDI, OLTRE 8 DEI QUALI MATURATE DA SOCIETÀ, IL RESTO DA PRIVATI - ANCHE MONICA BELLUCCI È REGISTRATA COME BENEFICIARIA DI UNA SOCIETÀ OFFSHORE PER I DIRITTI D’IMMAGINE, MA HA SPIEGATO DI AVER DA TEMPO REGOLARIZZATO LA SUA POSIZIONE PAGANDO TUTTE LE TASSE DOVUTE - TRA I VIP ITALIANI COINVOLTI C’È LA PRINCIPESSA MARIA GABRIELLA DI SAVOIA, FIGLIA DELL’ULTIMO RE D’ITALIA...

1 - PANDORA PAPERS E PARADISI FISCALI: COSÌ L’ITALIA HA PERDUTO 12 MILIARDI DI TASSE

Claudio Del Frate per www.corriere.it

 

PANDORA PAPERS

Il caso dei «Pandora papers», vale a dire l’esistenza di architetture finanziarie che consentono a società e privati di pagare meno tasse del dovuto, ha riproposto un dilemma al quale fino a oggi non è stata trovata soluzione: la cosiddetta «elusione fiscale».

 

PANDORA PAPERS

Vale a dire, meccanismi perfettamente legali ma che tradotti nella realtà provocano diseguaglianze e ingenti perdite di gettito a numerosi Stati. Meccanismi il cui pilastro è, da sempre, l’esistenza di «paradisi fiscali»: Stati che applicano una tassazione «benevola» a chi trasferisca anche solo formalmente il domicilio sul loro territorio. In seguito a questa falla tutti i Paesi pagano un prezzo elevato. Italia compresa, Vediamo quanto.

 

PANDORA PAPERS

Tax Justice Network è una ong basata a Londra che monitora proprio questo fenomeno. Il suo ultimo report indica che i «paradisi fiscali» hanno sottratto in un anno agli altri Paesi profitti pari a 427 miliardi di dollari, pari a un gettito fiscale di 166 miliardi di dollari.

 

Ad approfittare di questi escamotage (far figurare che i profitti sono stati realizzati offshore, anziché nello Stato in cui effettivamente vengono accumulati) sono innanzitutto grandi multinazionali, a cominciare dai giganti del web nei confronti dei quali da anni si parla dell’applicazione di una tassa ad hoc. L’Italia ha visto sparire in questa «botola» tasse per 12,4 miliardi, oltre 8 dei quali maturate da società, il resto da privati.

 

PANDORA PAPERS - RE ABDULLAH II

Sempre Tax Justice network ha stilato la classifica dei paradisi fiscali più attrattivi, in base a una serie di parametri (basse aliquote, segretezza, servizi alla clientela, facilità di domicilio). Al primo posto figurano le Isole Cayman (che hanno «drenato» da sole 70 miliardi) seguite da Gran Bretagna (con 42 miliardi), Paesi Bassi e Lussemburgo.

 

Il principale mezzo di contrasto mezzo in campo contro la volatilità fiscale è lo scambio automatico delle informazioni tra governi. L’Ocse ha elencato 97 Stati che aderiscono a tale patto, che ha portato a mettere sotto la lente d’ingrandimento 84 milioni di conti basati nei paradisi.

 

2 - PANDORA PAPERS, MONICA BELLUCCI ATTRICE. SOCIETÀ OFFSHORE PER I DIRITTI D’IMMAGINE

Da www.espresso.repubblica.it

 

monica bellucci under suspicion

Anche Monica Bellucci è registrata nei Pandora Papers con nome, data di nascita, numero di passaporto e cittadinanza: «italiana». I fiduciari dello studio Alcogal di Panama City la schedano come beneficiaria di una offshore delle Isole Vergini Britanniche, chiamata Kloraine Limited. E scrivono, nella corrispondenza interna, che «la società serve a gestire, come licenziataria, i diritti d’immagine dell’attrice Monica Bellucci».

 

La offshore ha operato dal 2011 al 2015, gli anni di cui i fiduciari chiedono i bilanci agli amministratori. Nelle carte si parla anche di un trust familiare, non identificato, che però non rientra nelle attività offshore.

 

L’unica operazione registrata nelle carte dello studio Alcogal è quella compiuta nello stesso paradiso fiscale dove ha sede la società: il riscatto delle quote di un fondo d’investimento delle British Virgin Islands, per una somma imprecisata. Dopo il 2015 la offshore sparisce dagli archivi: probabilmente è stata chiusa e cancellata.

 

monica bellucci agents secrets

L’attrice italiana è la prima celebrità che ha risposto, già in settembre, alle domande dell’Espresso, chiarendo: «Sono fiscalmente residente in Francia da numerosi anni ed in regola con i miei obblighi tributari, tanto in Francia quanto all’estero. Atteso che la mia attività professionale mi consente di poter lavorare in tanti altri Paesi, i redditi che percepisco sono oggetto di una tassazione locale e di una tassazione in Francia, in conformità con le leggi e convenzioni vigenti fra questi Stati e senza nessuna interposizione di società di comodo “offshore”».

 

Con queste parole, Monica Bellucci non smentisce di aver posseduto una offshore in passato. E non precisa come si sia conclusa un’indagine del fisco francese che riguardava anche un conto bancario trasmesso a Parigi dalle autorità svizzere.

 

La sua risposta fa però capire che l’attrice ha da tempo regolarizzato la sua posizione pagando tutte le tasse dovute. E ha liquidato la sua società estera diversi mesi prima che l’inchiesta Panama Papers, nel 2016, creasse il primo effetto-scandalo sulle offshore.

 

Pur preoccupata per la diffusione sui media delle notizie che la riguardano, Monica Bellucci ha ringraziato L’Espresso per averle dato l’opportunità di spiegare la sua posizione in anticipo, prima di pubblicare l’articolo, e ha elogiato il giornalismo d’inchiesta.

 

3 - PANDORA PAPERS, MARIA GABRIELLA DI SAVOIA. SOCIETÀ OFFSHORE PER LA FIGLIA DI UMBERTO II

Da www.espresso.repubblica.it

 

maria gabriella di savoia

Tra i vip italiani che si sono avventurati nel pianeta offshore c’è anche la principessa Maria Gabriella di Savoia, figlia dell’ultimo Re d’Italia. È registrata come azionista di una società di Panama, Toga Finance. Una cassaforte estera a tassazione zero costituita nel 2008, che è rimasta attiva per 12 anni.

 

È stata messa in liquidazione nel 2020, dopo alcuni mesi di sospensione dell’attività. A gestirla erano i fiduciari svizzeri della Fidinam, una riservatissima società di consulenze legali e fiscali fondata da celebri avvocati ed ex magistrati di Lugano.

 

Che per creare quella offshore si sono rivolti allo studio Alcogal di Panama City, uno dei 14 offshore provider (fabbriche di società anonime) da cui provengono i documenti finora tenuti segreti dei Pandora Papers.

 

maria gabriella di savoia

Contattata dall’Espresso, la principessa di Savoia ha risposto al telefono dalla sua residenza svizzera. Tranquilla, cordiale, ha chiacchierato di giornalismo («Conoscevo Montanelli»), ma della società panamense non ha parlato, spiegando: «Guardi, io non so niente di questioni fiscali».

 

Una dichiarazione poi riconfermata per email, dopo aver ricevuto dall’Espresso una scheda con domande dettagliate: «Non sono in grado di rispondere, in quanto non ho alcuna conoscenza in materia di finanza e investimenti».

 

Con questa risposta, la principessa di Savoia, registrata nei Pandora Papers con il nome in lingua francese, Marie Gabrielle, non chiarisce se quella offshore sia stata dichiarata alle autorità italiane o svizzere, il Paese dove vive.

 

roberto di meo e maria gabriella di savoia

E non precisa quali beni e investimenti abbia gestito, in 12 anni di attività, la sua società di Panama. Dove i professionisti di Alcogal si sono limitati a creare la offshore, cioè a fabbricare la cassaforte. Il suo contenuto, le ricchezze custodite in quella società esotica, le conoscono solo i gestori fiduciari della Fidinam, che hanno lavorato in totale segretezza per molti altri vip italiani, come risulta dai Pandora Papers.

 

Maria Gabriella di Savoia è residente da anni in Svizzera e probabilmente non deve nulla al fisco italiano. La famiglia reale fu bandita dall’Italia nel 1948, dopo la caduta del fascismo e la fine della monarchia: l’esilio è finito grazie a un’apposita riforma costituzionale del 2002. Cambiare la Costituzione, però, non è bastato a riportare in Italia anche le tasse.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…