madia renzi forestale

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELL’ABOLIZIONE DELLA FORESTALE – SONO STATI GIÀ VINTI 21 RICORSI PRESENTATI AL TAR CONTRO LA RIFORMA IMPOSTA DALLA MADIA – CONTI SBAGLIATI, MANCATA INTEGRAZIONE CON I CARABINIERI, CARENZE ORGANIZZATIVE: STORIA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Sergio Barlocchetti per “la Verità”

 

MADIA RENZI

Un' operazione fiasco dalle conseguenze sempre più gravi per il Paese, a cominciare dai costi per la pubblica amministrazione. Questo pare essere il risultato della riforma Madia applicata alla soppressione del Corpo forestale dello Stato un anno fa, manovra che La Verità aveva denunciato il 18 luglio 2017 e che ha portato a gravi lacune nel sistema della lotta anti incendio nazionale per tutta la scorsa stagione.

 

Non solo: adesso anche i tribunali hanno bocciato la riforma. Finora sono stati già vinti 21 ricorsi presentati al Tar, con un costo totale fra risarcimenti e spese legali di circa 53.000 euro per le casse dello Stato.

 

MADIA

E presto potrebbe arrivare una seconda ondata di cause. La riforma, almeno sulla carta, avrebbe dovuto comportare un risparmio di 100 milioni di euro in tre anni a fronte di un costo di assorbimento della Forestale tra vigili del fuoco e carabinieri di circa 1 milione, ma, già prima dell' approvazione in Aula, il servizio tecnico del Senato aveva espresso riserve e richiesto ulteriori dati che non sono mai stati comunicati.

 

Di certo c' è che in una sola estate sono andati in fumo diversi boschi italiani con danni stimati per 2 miliardi, e questo basterebbe per arrabbiarsi.

forestale 4

 

Nel frattempo, all' inizio di quest' anno è nata la Federazione rinascita forestale ambientale (Ferfa), un organismo spontaneo che - conti alla mano - ha scoperto che di soldi ne stiamo spendendo e ne spenderemo molto più del previsto.

 

Il portavoce di Ferfa è stato dapprima Maurizio Cattoi, ex primo dirigente del Corpo smembrato dal governo Renzi diventato poi colonnello dei carabinieri e oggi deputato pentastellato, al quale è subentrato l' ex deputato Massimiliano Bernini.

 

boschi madia

Sulla vicenda dell' ex Forestale si muove anche la giustizia amministrativa, che la scorsa settimana si è pronunciata accogliendo la ventunesima sentenza di merito favorevole ai ricorrenti, ovvero a ex membri della Forestale incorporati in modo coatto nei carabinieri, nei vigili del fuoco e in polizia.

 

Sentenza che conferma l' errata applicazione della riforma Madia. Il ricorrente aveva chiesto invano di uscire dai carabinieri forestali per transitare o nella polizia o nei vigili del fuoco.

 

forestale 2

Adesso, come i colleghi che si sono rivolti al giudice, potrà chiedere di essere trasferito in un altro corpo. Chissà che cosa accadrebbe se tutti gli ex 7.000 e più uomini in verde decidessero di ricorrere ai Tar.

 

Da parte loro le amministrazioni soccombenti continuano a impugnare le sentenze al Consiglio di Stato, ma con 21 provvedimenti emessi da 15 Tar diversi che rilevano ognuna il medesimo difetto in fase di stesura dei provvedimenti ci troviamo di fronte a una giurisprudenza delineata.

 

RENZI MADIA

Il 19 luglio scorso una delegazione della Ferfa è stata ricevuta alla Camera da una rappresentanza di Fratelli d' Italia per trovare appoggio per la ricostituzione di una Corpo forestale dello Stato che abbia un ordinamento civile e una struttura moderna, ciò che invece mancava in passato.

 

Il tempo stringe poiché, giorno dopo giorno, in 19 mesi sono emersi problemi di integrazione dell' ex Forestale nei due corpi previsti dalla riforma che stanno costando denaro pubblico.

 

Per esempio è impossibile integrare la rete informatica dei carabinieri con quella dell' ex Forestale, così praticamente ogni ex forestale ha un computer collegato ai carabinieri e uno alla vecchia rete.

forestale 1

 

Ed è ovvio, anche perché i carabinieri hanno reti informatiche che fanno capo alla Difesa. Sempre Ferfa fa notare che a ogni carabiniere, poliziotto, finanziere o vigile del fuoco trasferito dalla Forestale è stata assegnata la nuova uniforme ordinaria completa, unitamente a quelle operative e ai dispositivi di protezione individuali per una spesa stimata di circa 7 milioni di euro, e sono state fornite le armi in dotazione individuale alle circa 800 unità provenienti dal Corpo forestale che prima non ne avevano o utilizzavano quelle in dotazione di reparto, per una spesa presunta di altri 300.000 euro.

MADIA RENZI

 

Infine, sono stati messi fuori uso automezzi di servizio idonei al pattugliamento in zone impervie perché avevano accumulato un alto chilometraggio e dunque dovranno essere sostituiti, con una spesa ancora non quantificabile.

 

Forse senza considerare che 250.000 chilometri per un fuoristrada non hanno lo stesso impatto che avrebbero su un' utilitaria.

 

Dal punto di vista organizzativo la catena di comando della Forestale doveva essere razionalizzata, invece oggi è più complicata di prima.

 

forestale 3

Il vertice della Forestale (equivalente a un generale di corpo d' armata) era alle dirette dipendenze del ministro delle Politiche agricole, si avvaleva di un vice capo del corpo (generale di divisione) che sovrintendeva alle relazioni sindacali e di 21 dirigenti superiori (generali di brigata) a capo dei sei servizi centrali e dei comandi delle 15 Regioni a statuto ordinario.

 

madia renzi

L' attuale assetto organizzativo del comando unità forestali ambientali e agroalimentari prevede invece che il comandante (generale di corpo d' armata) sia alle dipendenze dello stato maggiore del comando generale dell' arma dei carabinieri, che a sua volta dipende dal comandante generale dell' Arma, che si avvale di un vice comandante (generale di divisione) e di uno stato maggiore (ufficio operativo, ufficio logistico, ufficio del personale), e dunque di un capo di stato maggiore (generale di divisione) e di quattro diverse linee di comando: comando biodiversità e parchi, tutela forestale, tutela ambiente e tutela agroalimentare.

forestale logo

 

L' attività di gestione del personale, ad esempio, è stata replicata su ogni linea di comando, mentre nella Forestale era univoca. Insomma, un vero disastro manageriale che però sarebbe stato prevedibile se il governo Renzi avesse studiato meglio il funzionamento del Corpo.

 

Alla faccia della dichiarazione dell' ex primo ministro: «Abbiamo creato la più grande polizia ambientale d' Europa e forse del mondo».

 

marianna madia

Il Corpo forestale all' atto del suo scioglimento contava circa 7.600 unità a fronte delle 9.360 previste dalle dotazioni di legge. Oggi dopo i trasferimenti in altre amministrazioni sono confluite nell' arma dei carabinieri circa 6.400 unità.

 

Poiché la linea territoriale Arma e gli altri reparti specialistici non si occupano di tutela ambientale, eccezion fatta per le poche centinaia di unità del comando tutela ambiente (ex Noe) e del comando tutela agroalimentare (ex Nac), è chiaro che il compito di controllo del territorio naturale svolto prima dai componenti della Forestale è ora affidato a circa 6.000 carabinieri forestali e mancano all' appello 1.300 unità rispetto al già insufficiente organico.

 

RENZI DAL NOTAIO PER LA NUOVA VILLA

Se i governi di centrosinistra pensavano di risparmiare riducendo da cinque a quattro le forze di polizia razionalizzando alcune competenze, qualcuno ha sbagliato i conti e ha agito ignorando la situazione e i meccanismi di funzionamento della Forestale, che andava certamente riorganizzata, ma che con i 460 milioni di euro annui che ci costava era la forza più virtuosa in termini economici, poiché polizia di Stato e carabinieri, stante il numero e gli incarichi, drenano dalle casse pubbliche circa 12 miliardi di euro.

 

Così il governo Renzi ha sciolto una forza specialistica all' interno di una forza con competenze generali e ordinamento militare invece di creare un grande polo ambientale intorno alla Forestale.

 

L' ultima follia è che in tutto questo disastro siano rimasti in vita i corpi forestali delle Regioni e delle Province autonome (che da soli costavano quanto il il corpo forestale dello Stato, pur avendo un terzo dell' organico), e dunque l' attività di tutela ambientale sia diversificata tra Regioni dello stesso Stato e sovrapposta rispetto a quella nazionale.

 

matteo renzi in senato 2

Sarebbe sicuramente stato più razionale accorpare a quello dello Stato i Corpi forestali regionali e le polizie provinciali per creare una grande polizia ambientale statale. Il tutto senza contare che la filosofia operativa di un vigile del fuoco è differente da quella di un agente forestale, poiché il primo opera soprattutto in emergenza e non ha competenza di monitoraggio del territorio, e neppure si occupa di cura a lungo termine delle aree naturali.

 

Ecco perché, per esempio, gli interventi antincendio della stagione 2017 si sono spesso rivelati poco efficaci. Nessuno nel governo Renzi si era reso conto che il pompiere e il forestale spengono i fuochi ma fanno due lavori differenti.

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”