roberto calderoli giuseppe conte

"CONTE CI HA FATTO BRUCIARE MILIARDI"- IL VICEPRESIDENTE LEGHISTA DEL SENATO CALDEROLI ATTACCA IL PREMIER: "HA CAVALCATO L'EMERGENZA, DANNEGGIANDO L'ECONOMIA. ANCHE LA COMUNITA’ SCIENTIFICA HA SBAGLIATO” - DUNQUE L'APPELLO AL BUON SENSO E UNA PREVISIONE: "TEMO CHE IL VIRUS SI DIFFONDERÀ IN EUROPA"...

Fabio Franchini per il Giornale

 

matteo salvini roberto calderoli

A fine gennaio, quando il coronavirus (ci) sembrava essere soltanto una minaccia lontana e confinata in Cina, Roberto Calderoli presentava un'interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza per sapere per quale motivo non erano stati messi in quarantena i passeggeri tornati in Italia da Wuhan il 23 del mese.

 

Oggi, a un mese e più di distanza, il Covid-19 - dopo essere arrivato anche qui - ha paralizzato dalla paura il Paese. Anche per colpa di un governo che non ha saputo prevenire al meglio il pericolo, contribuendo a fomentare il panico nella popolazione. Il vicepresidente del Senato in quota Lega, nonché laureato in medicina, punta il dito contro il premier: "Giuseppe Conte ha cavalcato l'emergenza, bruciando miliardi di Pil".

matteo salvini roberto calderoli

 

Senatore Calderoli, vista la tanta-troppa confusione sul coronavirus, cerchiamo di fare chiarezza?

"L'impressione è che non si capisca perché tutto debba essere bianco o nero. Mi spiego: si passa da chi dice che è una banale influenza - addirittura meno grave di quella stagionale – a chi, invece, la paragona alla peste e al colera".

 

Come direbbe Aristotele, in medio stat virtus…

GIUSEPPE CONTE NELLA VIGNETTA DI FRANK

"Esatto. La realtà dei fatti va cercata a metà strada: il coronavirus non è sicuramente un'influenza ordinaria, ma non ha certo la mortalità della peste o del colera. Però ci sono dei morti e quindi bisogna essere seri e agire in modo ficcante".

 

Ecco, a tal proposito, facciamo un passo indietro. Lei a fine gennaio, quando il coronavirus era solo questione di Wuhan, era andato a tirare per la giacchetta Speranza con un'interrogazione parlamentare. Ci aveva visto lungo?

"Semplicemente, ho lamentato la mancata applicazione delle richieste delle regioni, chiedendo al ministero della Saluta per quale motivo non fosse stata disposta la messa in quarantena di coloro – italiani e non – che avevano avuto direttamente o indirettamente rapporti con le regioni cinesi interessate. Fosse stato fatto, probabilmente, non ci troveremmo nel quadro attuale".

IL VIDEO DI GIUSEPPE CONTE A LE IENE

E cosa le fu risposto?

"Eh, non mi fu risposto. Mi arrivò una telefonata dello stesso Speranza che mi sollecitava a mantenere la massima cautela nei toni perché non si dovesse creare allarmismo e panico. Bene, su questo ero e sono d'accordo, però c'è un bel problema…".

Quale?

"Da una parte non c'è stata la messa in essere di quelle misure. E dall'altra c'è stato chi, come il nostro presidente del Consiglio, è passato dal dire che in Italia non vi era alcun problema al farne invece una questione da fine del mondo".

centinaio salvini e calderoli cercano il mes

 

La colpa è di Speranza o di Conte?

"Speranza alla fine rischia di diventare l'agnello sacrificale del premier. Chi ha cavalcato la malattia è stato Giuseppe Conte, con quel giorno in cui è andato in televisione la bellezza di sedici volte. Uno show, una caduta di stile che ha dato l'immagine di un Paese in difficoltà".

 

E oggi, infatti, ne stiamo pagando lo scotto a livello economico.

"Già. Ora la domanda che tutti si fanno è 'come facciamo ripartire la macchina Italia?'. Ecco, prima magari bisogna non fermarla, così il problema non si porrebbe proprio. Ora, invece, il problema c'è eccome. Imprenditori e aziende – piccole, medie e grandi – sono in difficoltà, subiscono disdette su disdette: la situazione che si è creata da un punto di vista economico è serie e il danno non è quantificabile".

 

Si parla di decimali di punto o addirittura di punti di Pil…

CALDEROLI BOSCHI

"Quindi si parla di miliardi e miliardi. E se c'è qualcuno che deve assumersi la responsabilità di questa crisi è colui che, prima, diceva che tutto andava bene e, poi, tutto andava male. Questa persona è il signor Giuseppe Conte".

Le accuse del sedicente avvocato del popolo all'ospedale di Codogno come le commenta?

CALDEROLI

"Un brutto scivolone e una delle (grosse) lacuna del governo centrale e del ministero della Sanità. Si, perché il dicastero non può inviare una direttiva attorno al 20 gennaio dicendo che qualunque caso con complicazioni non chiare debba essere isolato e sottoposto al tampone, e dopo una settimana mandare una seconda circolare che corregge la prima e che prevede il tampone solo per chi sia entrato in contatto con persone provenienti dalla Cina. Insomma, se si parla di applicazione del protocollo del ministero tutti si possono incolpare tranne l'ospedale di Codogno. Incolparlo è una cosa proprio brutta, specialmente per i medici e gli infermieri che ci lavorano".

 

Dopo l'impasse e le gaffe, ora il governo come si sta muovendo?

roberto calderoli umberto bossi

"Vedo sempre dei tentennamenti. Per esempio, in queste ultime ore mi pare che si cerchi in modo artificioso e forzato di sminuire un po' l'emergenza. In questa altalena, trovo molto equilibrato il comportamento di Attilio Fontana e della regione Lombardia, dove si va avanti e lo si fa con giudizio. Dico no alle (ri)partenze in quarta non supportate da motivazioni scientifiche. Ecco, a tal proposito, però, una considerazione…"

 

Dica.

"Devo dire che mi ha molto perplesso e sorpreso l'atteggiamento di esperti e virologi. Anziché fare fronte comune, dando linea guida univoche, proprio loro si sono contraddetti, dividendosi tra l'influenza banale e la malattia tremenda. Forse una loro maggiore coerenza avrebbe giovato al Paese…".

Insomma, anche la comunità scientifica ha sbagliato nella comunicazione?

SALVINI E CALDEROLI

"Direi di sì. Ora siamo entrati in modalità di informazioni h24 in cui gli stessi che dovrebbero dare risposte certe, dicono tutto e il contrario di tutto. Io, in tutto questo, preferisco essere prudente e mi appello al buon senso"

 

Lo dice politico o da medico?

"Da tutte e due. La medicina migliore in questi casi è il raziocinio: queste ultime misure che sono state adottate credo che si dimostreranno efficaci. Con questo non voglio dire che dall'oggi al domani si tornerà di colpo alla normalità: solo progressivamente, con l'analisi degli effetti prodotti, si potrà tornare alla vita di sempre".

 

Quindi, calma e gesso, ma guardia alta…

"Sì, i provvedimenti in vigore vanno in questo senso e non sono esagerati: c'è di mezzo la salute degli italiani".

Qual è la sua previsione?

ROBERTO CALDEROLI

"Non credo che fra una settimana sarà tutto finito: ci vorrà più tempo. E, in più, non penso che il coronavirus sia un fatto solo italiano: mi pare più probabile che quello che è accaduto da noi, purtroppo, si riscontrerà in tanti altri Stati europei".

ROBERTO CALDEROLIconteROBERTO CALDEROLI

 

giuseppe conte

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…