draghi

"COSA VOTO IO? ESISTE IL SEGRETO DELL’URNA. CONTINUATE A RICAMARE…" – DRAGHI TIRA BORDATE A CONTE (“NEI RAPPORTI INTERNAZIONALI NON BISOGNA FARE GIRAVOLTE”), INCENERISCE SALVINI E LE SUE PRESE DI DISTANZA SULLE SANZIONI ALLA RUSSIA E E NE HA ANCHE PER MELONI E I SUOI RAPPORTI CON ORBAN: “COSA FARÀ IL PROSSIMO GOVERNO NON LO SO. MA MI CHIEDO, UNO COME SE LI SCEGLIE I PARTNER? CERTO, C’È UNA COMUNANZA IDEOLOGICA, MA CONTA ANCHE L’INTERESSE DEGLI ITALIANI…”

Da open.online

 

draghi

Mario Draghi ne ha per tutti. Del resto, si sa, «è stato calato dall’alto», ironizza più volte durante la conferenza stampa, dopo il via libera del Cdm al decreto Aiuti ter approvato dal Cdm. Ma Draghi ci tiene a tenere il punto sulla politica estera e su quella che è stata l’azione dell’esecutivo nell’anno e mezzo in cui l’ex numero uno della Bce ha ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio, ribadendo punti essenziali già esposti in precedenti occasioni, come la trasparenza e la credibilità.

 

«Nei rapporti internazionali bisogna essere trasparenti – spiega Draghi – altrimenti gli altri non capiscono: non bisogna fare giravolte, non si può votare l’invio delle armi e dire no, non sono d’accordo. La credibilità internazionale arriva insieme alla trasparenza: se ci si indebolisce fuori ci si indebolisce dentro e questo si ripercuote sulla crescita. Non si può inorgoglirsi dell’avanzata ucraina dopo che si è votato e si è contro l’invio delle armi. Si voleva forse che l’Ucraina si difendesse a mani nude?». Il riferimento è al leader del M5s, Giuseppe Conte. I pentastellati infatti hanno votato a favore del decreto Ucraina, salvo poi però cambiare idea, almeno verbalmente.

 

 

 

GIORGIA MELONI MARIO DRAGHI BY DE MARCO

Sempre rimanendo sul fronte della guerra di Mosca contro l’Ucraina, parlando delle sanzioni, Draghi ha invece tirato una stoccata al leader della Lega, Matteo Salvini, che durante la campagna elettorale continua a sostenere che le sanzioni contro la Russia debbano essere sospese. E il presidente del Consiglio uscente lancia la bordata: «Le sanzioni funzionano. Bisogna capire questo, altrimenti non si capirebbero certi comportamenti recenti del presidente Putin e bisogna continuare su quel fronte. E continuare sul fronte di sostegno all’Ucraina per la guerra di liberazione da chi ha invaso il paese. Questa è stata la linea del mio governo. All’interno del centrodestra ci sono tanti punti di vista. Quello di Salvini prevale? Non lo posso dire questo. È una visione che il governo attuale non condivide».

 

 

 

giorgia meloni mario draghi

I presunti rapporti tra Draghi e Giorgia Meloni

Ma non sono mancate osservazioni critiche anche sulla politica del premier ungherese Viktor Orban, con cui il centrodestra italiano, inclusa la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha buoni rapporti. E Draghi osserva: «Noi abbiamo una certa visione dell’Europa, difendiamo lo stato di diritto, siamo alleati alla Germania e alla Francia. Cosa farà il prossimo governo non lo so.

 

Ma mi chiedo, uno come se li sceglie i partner? Certo, c’è una comunanza ideologica, ma anche credo sulla base dell’interesse degli italiani. Chi sono questi partner? Chi conta di più? Datevi le risposte voi». E che dire dei sempre più fitti contatti tra il premier e la leader di FdI che, secondo i sondaggi, sarebbe destinata a vincere le prossime elezioni? E soprattutto, per chi voterà Mario Draghi il 25 settembre? Il presidente del Consiglio replica con sarcasmo: «Sul mio voto c’è il segreto dell’urna. o ho i rapporti normali di chi è stato il premier un anno e sei mesi e tutti i leader di partito, sia di governo che di opposizione. Continuate a ricamare…».

 

«Non ho idea di quello che il voto produrrà»

SALVINI DRAGHI

Rispondendo invece a una domanda sulla campagna elettorale in corso, Draghi sarcasticamente risponde: «Come ha detto lei io sto in alto e sono stato precipitato, anzi catapultato dall’alto, e quindi non sarebbe giusto dare giudizi sui toni della campagna elettorale. Una campagna elettorale si svolge con una grande varietà di toni dal più alto, al più sommesso, ma la cosa più importante è che tutti vadano a votare, questa è la cosa più importante di tutte».

 

Quanto agli scenari che si apriranno dopo la fine del governo Draghi, il premier risponde: «Non ho idea di quello che il voto produrrà e quindi le valutazioni potranno essere fatte dopo. Io ho fiducia negli italiani, i governi ci devono essere per creare le condizioni affinché gli italiani stiano meglio ed i più deboli siano aiutati. Bisogna fare tanto sulle diseguaglianze, questo governo ha avviato una serie di cose, ma c’è molto lavoro da fare».

 

E Draghi infine conclude con uno sguardo ottimistico verso il futuro, più verso gli italiani che sulle osservazioni dei diversi leader di partito:« Non condivido questa visione sempre negativa: c’è il Pnrr che non funziona? No, funziona, va avanti e c’è quello che ama i russi alla follia e vuol togliere le sanzioni e parla tutti i giorni di nascosto con i russi.. c’è. C’è pure lui, ma c’è tanta gente che non lo fa. La maggioranza degli italiani non lo fa e non vuole farlo: io guardo alla maggioranza degli italiani e al governo che ho avuto l’onore di presiedere».

GIUSEPPE CONTE E LA DEPOSIZIONE DI DRAGHI - BY EDOARDO BARALDI

 

 

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)