beppe grillo

"IL MES E' UNO STRUMENTO INADATTO E INUTILE PER LE ESIGENZE DEL NOSTRO PAESE" - BEPPE GRILLO DEMOLISCE IL MES A USO "SANITARIO" MA E' UN MODO PER ENTRARE A GAMBA TESA ANCHE SUL VOTO DEL 9 DICEMBRE PER RATIFICARE LA MODIFICA DEL FONDO SALVA STATI - "DUE PROPOSTE CHE PORTEREBBERO UN SACCO DI MILIARDI NELLE CASSE DELLO STATO? FAR PAGARE L’IMU E L’ICI NON VERSATA SUI BENI IMMOBILI ALLA CHIESA E UNA PATRIMONIALE AI SUPER RICCHI…"

Da www.liberoquotidiano.it

 

Niente Mes. Questa la strada dettata da Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle in vista del voto in Parlamento del 9 dicembre. Un vero e proprio attacco al governo che, invece, spera nel via libera al Meccanismo europeo di stabilità perché in caso contrario la maggioranza si spaccherebbe. "Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato".

BEPPE GRILLO ALL HOTEL FORUM

 

E ancora: "Dunque non è una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli". Peccato che non sia dello stesso parere Luigi Di Maio che, in un retroscena di Repubblica, ha telefonato i pentastellati contrari al prestito europeo chiedendo loro di cambiare idea. Il motivo? Semplice: così facendo Pd e M5s si dividerebbero (i dem a favore, i grillini no).

 

Ma c'è di più perché il fondatore del Movimento fa il tifo per un'altra arma: la patrimoniale. "Dal momento che però il dibattito italiano sembra impegnato esclusivamente su come reperire altri fondi per dar ossigeno alla sanità e alle imprese italiane, ecco due proposte assolutamente praticabili, sacrosante e soprattutto non vincolanti, che non prevedono alcun tipo di indebitamento per l’Italia, che porterebbero un sacco di miliardi nelle casse dello Stato in poco tempo, semmai ce ne fosse bisogno". Di che si tratta? Dell'Imu e dell'Ici.

 

BEPPE GRILLO MANGIA UN GELATO

2 - LA MES È FINITA

Beppe Grillo per https://www.beppegrillo.it

 

Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato. A farlo, ogni qualvolta gli viene messo un microfono sotto al naso, ci ha già pensato il nostro Presidente del Consiglio Conte dicendo più e più volte che “disponiamo già di tantissime risorse (fondi strutturali, scostamenti di bilancio, Recovery Fund ecc..) e dobbiamo saperle spendere”.

 

Dunque non è una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli.

 

Dal momento che però il dibattito italiano, rimpasto a parte, sembra impegnato esclusivamente su come reperire altri fondi per dar ossigeno alla sanità e alle imprese italiane, ecco due proposte assolutamente praticabili, sacrosante e soprattutto non vincolanti (che non prevedono alcun tipo di indebitamento per l’Italia) che porterebbero un sacco di miliardi nelle casse dello Stato in poco tempo, semmai ce ne fosse bisogno.

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

1. Far pagare l’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa.

 

Nel Novembre del 2018, una sentenza della Corte di giustizia europea, ha stabilito che lo Stato italiano deve riscuotere l’Ici non versata dalla Chiesa Cattolica tra il 2006 e il 2011 in virtù di una deroga concessa dal governo Berlusconi, successivamente ritenuta irregolare.

 

E’ giusto ricordare che, secondo i dati di Gennaio 2018, la Chiesa cattolica è proprietaria di di 140 università, 6.228 scuole materne, 1.280 scuole primarie, 1.136 scuole secondarie, 399 nidi d’infanzia, 354 consultori familiari, 1.669 centri di difesa della vita e della famiglia, 111 ospedali di medie dimensioni, 10 grandi ospedali, 1.853 ospedali e case di cura, 136 ambulatori. Tutte queste strutture portano alle casse della Chiesa 620 milioni di euro all’anno dall’Imu non pagata. La questione può essere così riassunta: è giusto che i beni immobili della Chiesa, presenti sul territorio nazionale, siano sottoposti alla stessa tassazione a cui sono sottoposti anche tutti gli altri immobili di proprietà di privati cittadini? Aldilà di come uno la possa pensare, anche alla luce della recente sentenza Ue, la riposta è chiara. Si.

grillo e conte

 

Al momento della sentenza della Corte di giustizia però, era in carica il governo Conte I che, si dice, non fece nulla perché la Lega (con la sua ostentazione di crocefissi e rosari) non intendeva mettersi “contro” la Chiesa. Come se chiedere il pagamento di tasse dovute fosse un atto vessatorio.

 

Il primo segnale positivo nella scia di quanto stabilito dall’Unione Europea arriva a fine Ottobre 2019 col governo Conte II quando 76 parlamentari del M5S depositano a Palazzo Madama un disegno di legge che punta a recuperare l’Imposta comunale sugli immobili (Ici) non pagata dalla Chiesa e dagli enti no profit tra il 2006 e il 2011 e far pagare la subentrante Imposta municipale (Imu) per quegli immobili sfruttati commercialmente dagli enti religiosi ma che «eludono l’imposta». Un arretrato che, secondo le stime Anci, varrebbe circa 5 miliardi di Euro. Il disegno di legge proposto dal Movimento puntava ad essere tradotto in emendamento nella manovra economica 2019 principalmente per evitare gli aumenti della cedolare secca, dei bolli sugli atti giudiziari, del biodisel e della plastic tax.

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

 

Il perché quella proposta sia rimasta sepolta nei cassetti di Palazzo Madama resta incerto, forse, come qualcuno sostiene, i tentennamenti del Pd che su questo tema (come per l’eutanasia) sembra dominato in modo inquietante dalla componente cattolica hanno svolto un ruolo decisivo.

 

Sta di fatto che ad un anno di distanza e col mondo totalmente stravolto dal Covid, quei soldi tornerebbero utili per un sacco di altri interventi più urgenti e non più prorogabili.

 

Per quanto ancora il Ministero dell’economia può continuare ad infischiarsene della sentenza dell’Unione Europea?

 

GIUSEPPE CONTE INCONTRA BEPPE GRILLO

2. Una patrimoniale ai super ricchi.

 

Da giorni ormai rimbalza sui social come sui giornali l’ombra nefasta dell’avvento di una patrimoniale sui beni mobili e immobili degli italiani. La proposta presentata da Leu e Pd e subito bocciata dalla commissione Bilancio della Camera che l’ha definita “inammissibile” prevedeva un’aliquota progressiva minima dello 0,2% sui patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro, per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Ma, fortunatamente, non è passata e quindi capitolo chiuso.

 

E se per una volta, invece che sovraccaricare di tasse la classe media che sta lentamente scomparendo, si procedesse a tassare soltanto i patrimoni degli italiani più ricchi?

 

patrimoniale

Nel nostro Paese, secondo l’ultimo rapporto sulla ricchezza globale del Credit Suisse, ci sono 2.774 cittadini con un patrimonio personale superiore a 50 milioni di euro; se sommati, i loro patrimoni, ammonterebbero addirittura a circa 280 miliardi. Secondo la prestigiosa rivista Forbes, che tutti gli anni si preoccupa di stilare le sue consuete classifiche dei paperoni in giro per il mondo, in Italia ci sono altre 40 persone miliardarie o multimiliardarie. Non sarebbe più equo, dunque, rivolgersi a loro piuttosto che al resto della popolazione già stremata da un anno tragico dal punto di vista finanziario, oltre che sanitario?

 

Un contributo del 2% per i patrimoni che vanno dai 50 milioni di euro al miliardo genererebbe un’entrata per le casse dello Stato poco superiore ai 6 miliardi. Uno del 3% dato dai multimiliardari potrebbe fruttare circa 4 miliardi ulteriori.

 

patrimoniale

Si tratterebbe di ragionare come ragiona una qualsiasi famiglia in difficoltà economica che, prima di rivolgersi alle banche o (peggio) agli strozzini, decide di andare a bussare alla porta di un parente alla lontana che se la passa decisamente meglio. Quello che per una famiglia è tanto (una somma di denaro per uscire dalle difficoltà) per il ricco parente è niente o molto poco. In un momento devastante e di grande difficoltà come questo nessuno può tirarsi indietro e, proprio come una famiglia in difficoltà, l’Italia ha bisogno di dire ai suoi concittadini più abbienti che il Paese ha bisogno di loro.

 

Una patrimoniale così concepita, significherebbe per le casse dello Stato un’entrata garantita di almeno 10 miliardi di euro per il primo anno, e di ulteriori 10 se la misura venisse confermata anche per il 2022.

patrimoniale

 

Se sommate, le due proposte, porterebbero nel biennio 2021/2022 all’incirca 25 miliardi di euro subito spendibili e liberi da vincoli di rientro.

 

Per questo motivo incaponirsi sull’assurda discussione sui fondi del Mes, che vengono descritti come la panacea di tutti i mali, è una mera perdita di tempo ed energie.

 

I soldi del meccanismo europeo, è giusto ricordare che (convenienti o meno) sempre debito sono. Un debito che ormai ammonta a oltre 150 miliardi e che, prima o poi, dovrà essere ripagato dalle vere vittime morali di tutta questa storia. I giovani e le nuove generazioni.

Ultimi Dagoreport

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO…