1. ALLE RADICI DEL MONTISMO: “È L’ENUNCIAZIONE DEL PENSIERO UNICO ECONOMICO” 2. FRECCERO IN CAMPO: "MONTI HA SVELATO QUELLO CHE TUTTI IN FONDO SAPEVANO. CIOÈ CHE LA POLITICA CONTA MENO DELL'ECONOMIA - IL SUO MODO DI USARE I NEW MEDIA, PER MANIFESTARE EFFICIENZA E CONTEMPORANEITÀ, È UNA FORMA DI MASSONERIA DIGITALE” 3. “SIAMO DI FRONTE A UN PARADOSSO: CHE LA CRISI IN CUI CI TROVIAMO DERIVA DA QUELLA STESSA ECONOMIA A CUI DOVREMMO CONSEGNARCI SENZA POSSIBILITÀ DI CRITICA PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA SOCIETÀ. PER MARIO MONTI NON DOVREBBERO NEMMENO ESSERCI LE ELEZIONI, PERCHÉ DESTRA E SINISTRA NON ESISTONO PIÙ” 4. “PRENDE IN GIRO BRUNETTA PER LA SUA STATURA FISICA. MA SOPRATTUTTO PER LA SUA BASSA STATURA ACCADEMICA, PERCHÉ NON È DELLA BOCCONI. È UN'USCITA DOPPIAMENTE RAZZISTA CHE GLI COSTERÀ L'ODIO VISCERALE DEL MONDO ACCADEMICO STATALE”

Maurizio Caverzan per IlGiornale.it

Alle radici del montismo. Il giudizio di Carlo Freccero, direttore di Rai4, studioso di comunicazione e massimo esperto italiano di Guy Debord, è drastico: «Monti è il prototipo del pensiero unico economico».

Ieri rispondendo alla community di Twitter, dopo aver superato i centomila follower, Monti ha cinguettato: «Wow». Che effetto le fa?
«Non sono sorpreso. Sul sito Peragendamonti.it ho scoperto una sorta di gioco di ruolo dei suoi sostenitori. Chi vuole contribuire alla nascita della Terza Repubblica si iscrive al sito e diventa subito un Testimone. Dopo la prima proposta si è già Artefici, di seguito si può diventare Alfieri e Portabandiera».

Questa specie di gioco di ruolo che cosa significa?
«È coerente con l'homo oeconomicus Mario Monti. Con il suo modo di usare i new media per manifestare efficienza e contemporaneità. È una forma di massoneria digitale».

Si ha la sensazione che più va in televisione, più perda autorevolezza. È così?
«Concordo. Monti è stato bravissimo a parlare ex cathedra. Gli va dato il merito di aver svelato quello che tutti in fondo sapevano. Cioè che la politica conta meno dell'economia. Come il chirurgo che, dopo le esibizioni dei clown in corsia, viene a dirti che per te non c'è più niente da fare, lui può dirlo in maniera spietata perché ha dalla sua parte la forza della scienza».

Non è apprezzabile realismo?
«Le sue espressioni "tagliare le ali" e "silenziare le opposizioni" sono invece l'enunciazione del pensiero unico. Ma siamo di fronte a un paradosso: che la crisi in cui ci troviamo deriva da quella stessa economia a cui dovremmo consegnarci senza possibilità di critica per risolvere i problemi della società».

Smesso il loden spunta la scocca del robot?
«Spunta l'élite. Lui continua a essere professore. Non vuole scendere nella logica della comunicazione televisiva. Ha ribrezzo e conserva una distanza aristocratica da tutti gli altri».

La gaffe su Brunetta che cosa manifesta?
«Lo prende in giro per la sua statura fisica. Ma soprattutto per la sua bassa statura accademica, perché non è della Bocconi. È un'uscita doppiamente razzista che gli costerà l'odio viscerale del mondo accademico statale».

Mostra allergia verso la stampa. Anche su Twitter ha trascurato le domande dei giornalisti.
«È una deformazione professionale, ritiene tutti suoi scolari, suoi uditori. Come se dicesse: imparate gente».

Ha coniato l'espressione «salire in politica» per cambiare le regole. Si propone come pioniere.
«Contrappone al capitale economico di Berlusconi il suo capitale tecnocratico, culturale, specialistico».

Cosa dice del cognome che domina nel simbolo della sua lista?
«Monti ha avuto il merito di squarciare il velo della politica-spettacolo, di irrompere in uno scenario per certi versi grottesco, per affermare l'inutilità della politica rispetto alle necessità dell'economia. Se le regole dell'economia sono "naturali" e non evitabili e la politica è abolita, l'agenda è il verbo del pensiero unico».

Messo così ha un carattere messianico...
«In questa concezione non dovrebbero nemmeno esserci le elezioni, perché destra e sinistra non esistono più».

Berlusconi e Monti, che non poggiano su partiti tradizionali, si rincorrono in tv. Chi vincerà?
«Il berlusconismo rappresenta una forma di spettacolo che è stato interrotto dall'irruzione del Professore bocconiano. Per ricomporre questa frattura è necessaria una quantità, una massa che renda il vecchio discorso di Berlusconi di nuovo accettabile e consueto. Per questo Berlusconi inflaziona la sua immagine televisiva. E sempre per questo dopo la sua ridiscesa in campo ha tentato di prendere tempo. La sua crescita nei consensi è legata alla capacità di riportare alla normalità la paradossalità dei suoi discorsi. Come, per esempio, quando sostiene di non aver mai detto che Ruby era la nipote di Mubarak».

A differenza di Monti, scaldando il pubblico Berlusconi provoca più fascinazione?
«Da tempo Berlusconi è l'unico che irride la miseria della politica. Come attore professionista si presenta in scena già truccato per la parte. Ha indossato ogni sorta di copricapi: bandane, colbacchi, oggi il Borsalino. Situazionisticamente sembra suggerire: la politica è spettacolo. In questo modo spoglia di sacralità lo scenario montiano».

Come se l'aspetta la puntata di Servizio Pubblico con il Cavaliere ospite di Santoro?
«Storica, un evento. Ma ci sarà?».

Bersani va poco in tv: scelta giusta o sbagliata?
«Con le primarie è arrivato il suo turno per dimostrarsi affidabile e serio, ma Monti gli ha rubato la scena. Contemporaneamente Monti ha fatto l'errore di salire in campo, di porsi ad armi pari nell'arena, di dire cose antipatiche e poco politicamente corrette. Oggi Bersani ha un vantaggio e, a differenza di tutti gli altri candidati, si concede allo spettacolo della televisione con molta parsimonia».

 

Carlo Freccero MONTI BY VINCINOMONTIMONTI BY VINCINOFreccero contro MasiSIMBOLO LISTA CON MONTI PER L'ITALIA SCELTA CIVICAMARIO MONTI LA MOGLIE ELSA E IL CARDINALE ANGELO SCOLAMONTI IN CHIESA PARLA AL TELEFONINO

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...