REGNO UNITO IN DEFICIT (D’ATTENZIONE) – UN RETROSCENA DEL “SUNDAY TIMES”: “AI FUNZIONARI DEL GOVERNO È STATO INTIMATO DI NON INVIARE A BORIS JOHNSON DOCUMENTI TROPPO LUNGHI, SE NO NON LI LEGGE. DEVONO ESSERE DI FACILE LETTURA E NON PIÙ DI 4 PAGINE” - MA IL DIRETTORE DELLO “SPECTATOR” RACCONTA DI COME IL PREMIER ABBIA SCRITTO UN ARTICOLO PERFETTO NEL GIRO DI QUALCHE ORA. MORALE: “NON VI FATE INGANNARE. GIUDICATELO DAL RISULTATO…” – VIDEO

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Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

BORIS JOHNSON BORIS JOHNSON

 

Lo hanno già soprannominato «il governo col deficit di attenzione»: e il colpevole è lui, Boris Johnson. Che non riesce a leggere documenti che non siano brevi e coincisi: se no, si perde per strada.

dominic raab dominic raab

 

Il retroscena è stato rivelato ieri dal Sunday Times ed è emerso alla fine della settimana che il primo ministro britannico ha appena trascorso nella residenza di campagna di Chevening (detto per inciso: quella è la residenza del ministro degli Esteri, ma quella del premier, Chequers, è in ristutturazione. E allora Boris, nel suo stile irruente e pigliatutto, non si è fatto problemi a far sloggiare il povero Dominic Raab e a insediarsi al suo posto, con fidanzata al seguito. Hic manebimus optime , direbbe lui).

dominic cummings 1 dominic cummings 1

 

Ad ogni modo, Johnson si è portato il lavoro da casa, ossia da Downing Street. Ma ai funzionari del governo è stato intimato di non sottoporre documenti troppo lunghi, «se no, non li legge». «È stato detto loro - ha fatto sapere una fonte anonima - che devono essere di facile lettura: non più di quattro pagine, ma due è preferibile». E un tetto è stato messo pure alla quantità di roba che finisce nella mitica valigetta rossa, quella che contiene le carte riservate al premier: l' editto è arrivato dall' onnipotente Dominic Cummings, il super-consigliere di Boris.

BORIS JOHNSON DONALD TRUMP BORIS JOHNSON DONALD TRUMP

 

Che rimanda indietro «con commenti selvaggi i documenti troppo lunghi e complessi».

È uno stile di lavoro che ricorda in maniera inquietante quello di Donald Trump, noto per avere l' intervallo d' attenzione di un piccione, e in netto contrasto con Margaret Thatcher, che faceva notte fonda in compagnia della valigetta rossa e del suo contenuto.

 

FRASER NELSON FRASER NELSON

Ma cosa ci racconta di Boris tutto ciò? Certo, la storia coincide con l' immagine di arruffone che l' attuale premier britannico si porta dietro da sempre: l' anno scorso, per esempio, erano venute fuori le foto dell' interno della sua macchina, più simile a una discarica che a un mezzo di trasporto. Per non parlare dell' insieme della sua vita privata, trascorsa saltabeccando da un letto all' altro e disseminando il mondo di figli illegittimi.

boris johnson sotto un ritratto di margaret thathcer aspetta i risultati delle elezioni boris johnson sotto un ritratto di margaret thathcer aspetta i risultati delle elezioni

 

Ma quanto è maschera e quanto è carattere vero? Dopo tutto, Boris si scompiglia apposta i capelli prima di apparire in pubblico, perché così vuole il suo personaggio. Ma il suo modus operandi lo ha raccontato qualche settimana fa Fraser Nelson, il direttore della rivista politica The Spectator , che aveva chiesto a Boris di scrivere un pezzo subito dopo le elezioni di dicembre.

 

carrie symonds boris johnson carrie symonds boris johnson

Ebbene, la sera prima di andare in stampa Johnson fa sapere di non riuscire più a consegnare l' articolo: e Nelson si rassegna. Ma il giorno dopo, con la rivista che va in stampa alle 10.30 del mattino, Boris si alza alle 4.45 e si mette a vergare il pezzo. Alle 7.00 il direttore riceve un messaggio dal premier: «Ho scritto l' articolo, lo sto finendo adesso». Alle 10.20 un altro messaggio: «È fatto». E qualche minuto dopo: «Sono ancora in macchina». Alle 10.28, due minuti alla stampa, Nelson perde le speranze: non ce la faranno mai. Ma alle 10.29 arriva il pezzo di Boris: ed è perfetto.

sajid javid sajid javid bullingdon club osborne cameron e boris johnson bullingdon club osborne cameron e boris johnson

 

Morale della favola: «Non vi fate ingannare: giudicatelo da cosa conclude, non da come lo fa». Perché Johnson è quello che ha portato a casa l' accordo con la Ue, nonostante le aspettative contrarie, che ha ottenuto la più larga maggioranza dai tempi della Thatcher e che ha portato a termine la Brexit dopo tre anni e messo di indugi. Fa casino, ma poi mette la palla in rete.

 

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