massimo caccari renato brunetta giorgio agamben

RENATO BRUNETTA SCRIVE A DAGOSPIA E FA BARBA E CAPELLI A CACCIARI E AGAMBEN SCHIERATI CONTRO IL GREEN PASS: "LA PROLIFERAZIONE BILIOSA FA SOMIGLIARE CACCIARI A UNA DONNA PRASSEDE BARBUTA. UN NARCISISMO SCONFINATO. IL BISOGNO IRREFRENABILE DI INSINUARSI NELLE VITE DEL POPOLO PER PORSI PATERNALISTICAMENTE A SUA TUTELA. IN REALTÀ NON TUTELA LA SACROSANTA LIBERTÀ D'OPINIONE SBAGLIATA DI NO VAX E AFFINI, MA LA SUA DI SPARARE SENTENZE E QUELLA DEL VIRUS DI GALOPPARE. I FATTI SONO TESTARDI E SONO QUESTI…"

“IL GREEN PASS? E' COME NEI REGIMI DISPOTICI: LA DISCRIMINAZIONE DI UNA CATEGORIA DI PERSONE, CHE DIVENTANO AUTOMATICAMENTE CITTADINI DI SERIE B, È DI PER SÉ UN FATTO GRAVISSIMO” – LA BOMBA DI MASSIMO CACCIARI E DEL FILOSOFO GIORGIO AGAMBEN SUL GREEN PASS E LA DISCRIMINAZIONE SUL VACCINO - "NON POSSIAMO TACERE CHE CI TROVIAMO IN UNA FASE DI SPERIMENTAZIONE DI MASSA. GUAI SE IL VACCINO SI TRASFORMA IN UNA SORTA DI..."

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ldquo-green-pass-39-come-regimi-dispotici-discriminazione-277782.htm

 

Lettera di Renato Brunetta a Dagospia

renato brunetta foto di bacco (11)

 

Il cupo intervento del duo Massimo Cacciari-Giorgio Agamben riferito opportunamente ieri anche da Dagospia mi ha fatto tornare alla mente una coppia antecedente: quella manzoniana e proverbiale di Don Ferrante e Donna Prassede, esemplari assoluti del seicento pre-illuministico. Allora la peste, oggi il Covid, e così l'oscurantismo erudito e magico (Ferrante) e l'attitudine da “vecchia gentildonna molto inclinata a far del bene” a costo “di farlo per forza” (Prassede) trovano nei due filosofi una spettacolare replica.

 

massimo cacciari

Tutti i giornali o quasi riportano in prima pagina e giustamente strapazzano l'esibizione ingiuriosa di Marco Travaglio contro Mario Draghi. Nulla di nuovo, il vocabolario, o direbbe Travaglio da vecchio chierichetto, il vaccabolario è quello della casa. Invece l'orazione dei due personaggi è passata pressoché sotto silenzio. Ma è infinitamente più grave.

 

Vi si insinua, senza fornire prove ma solo suggestioni alchemiche, che Draghi voglia instaurare, con il pretesto del green pass, un “regime dispotico” che punta alla “discriminazione di una categoria di persone, che diventano automaticamente cittadini di serie B”.

AGAMBEN

 

Tutte le penne acuminate, che hanno scuoiato le argomentazioni penose di chi gioca con la sicurezza altrui in nome di una ignoranza eretta a diritto di contaminazione del prossimo, si sono fatte da parte. Forse misericordia. O forse, più probabilmente, perché i direttori hanno qualche complesso di inferiorità verso la cultura che spazia dagli angeli ai diavoli, nonché della prepotenza televisiva di uno dei due, intendo ovviamente Cacciari. Be', io no.

 

Trascuro Agamben, non per scarsa caratura intellettuale del professore, non mi permetterei, ma perché le sue divagazioni aristoteliche, come quelle di Don Ferrante, restano confinate nell'ambito dei super-dotti, e lì le lascio. Altra cosa è Cacciari, la cui proliferazione biliosa in ogni dove, a rimediare ai supposti cattivi pensieri altrui, lo fa somigliare ogni giorno di più a una Donna Prassede barbuta.

 

renato brunetta foto di bacco (7)

Un narcisismo sconfinato. Il bisogno irrefrenabile, come quello dell'antica e intrigante madama, di insinuarsi nelle vite del popolo per porsi paternalisticamente a sua tutela. In realtà non tutela la sacrosanta libertà d'opinione sbagliata di no vax e affini, ma la sua di sparare sentenze e quella del virus di galoppare. 

 

P.S. Come diceva Stalin, sicuramente ben conosciuto da Cacciari (se non da Agamben), i fatti sono testardi. E i fatti sono questi.

 

1. L’articolo 32 della Costituzione stabilisce che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Quindi la nostra Costituzione non vieta affatto che a tutti i cittadini, o particolari categorie di cittadini, possono essere sottoposte all’obbligo vaccinale. Punto e basta. Quello che la Costituzione impone è che l’obbligo sia fatto per legge, non con un provvedimento amministrativo.

massimo cacciari accordi e disaccordi 1

 

2. Il vaccino, il green pass, non sono “un simbolo politico-religioso”, come scrivono Cacciari e Agamben. Sono semplicemente “il volto della Repubblica”, per parafrasare il Presidente Mattarella. È lo Stato che fa il suo dovere, nell’interesse di tutti e di ognuno. Come deve fare lo Stato davanti ai pericoli che minacciano la comunità nazionale. Di ogni tipo. Lo Stato deriva la sua legittimità dal preservare dai pericoli i suoi cittadini. Non vi è niente di ideologico in questo.

 

3. Il green pass non equivale neanche ad alcun obbligo vaccinale. Equivale all’obbligo dello Stato di proteggere i cittadini dalla pandemia. Equivale alla minima decenza civile, che estende su scala generale quello che da sempre e anche oggi è un dovere morale e un dovere giuridico: ovvero, che un cittadino che sa di avere una malattia trasmissibile, deve avvisare le altre persone prima di incontrarle.

Giorgio Agamben

 

4. La vera discriminazione la fanno le persone che decidono di non vaccinarsi nei confronti delle persone che decidono di vaccinarsi. Ogni scienziato sa spiegare il perché, ed è stato spiegato dai migliori scienziati di tutto il mondo. Non vaccinarsi significa far durare più a lungo la pandemia, e renderla potenzialmente più pericolosa. È un fatto, cari Cacciari e Agamben. Non una opinione da filosofi.

 

5. Come disse meravigliosamente Camillo Benso di Cavour, si possono opporre principi a principi. Si possono opporre fatti a fatti. Ma non si possono mai opporre fatti a principi, e principi a fatti. Che è purtroppo quello che voi fate.

 

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