L’EUROGRUPPO? "DURERÀ TUTTA LA NOTTE, NON C'È ACCORDO" – SI TRATTA AD OLTRANZA SU MES E EUROBOND. RESTA LA SPACCATURA TRA ITALIA (FRANCIA E SPAGNA) E I FALCHI RIGORISTI DEL NORD – CONTE HA RIBADITO ALLA PRESIDENTE UE VAN DER LEYEN: NO ACCORDI AL RIBASSO – LA PROPOSTA DI MEDIAZIONE FRANCESE…

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Da corriere.it

 

Gualtieri Conte Gualtieri Conte

Non c’è alcuna intesa e si va dunque verso una maratona notturna sugli strumenti finanziari per contrastare il coronavirus e scongiurare la recessione economica nella Ue. Coronabond? Ricorso al Mes? Dopo il primo giro d tavolo tra i ministri finanziari dell’Eurogruppo (quelli dei governi dell’area euro) ognuno è rimasto sulle sue posizioni e si è perpetuata la spaccatura tra Nord e Sud dell’Unione. I lavori si sono interrotti in serata ma la ripresa è slittata prima alle 21 e poi alle 22: segno che le posizioni restano lontana e che per un eventuale accordo occorrerà fare le ore piccole.

 

Le condizioni dell'Italia

Le posizioni di partenza sono chiare. L’Italia capeggia il fronte di quanti chiedono il ricorso agli eurobond o ai coronabond, strumenti di mutuo soccorso grazie ai quali gli Stati potranno raccogliere fondi sul mercato attraverso garanzie messe in comune dai singoli governi ; strumenti che potrebbero essere finalizzati a contrastare i danni economici e sociali inferti dal Covid-19 all’economia del Vecchio Continente.

 

conte gualtieri conte gualtieri

Sempre l’Italia si mette di traverso a far scattare i meccanismi del Mes, nel timore che eventuali finanziamenti possano essere sottoposti a condizioni da imporre ai singoli governi. «Coronabond sì, Mes no» è stata la posizione ribadita anche lunedì dal premier Conte. Che nel corso di una telefonata con la presidente Ue Ursula von der Leyen ha ribadito: «Non accetteremo un accordo al ribasso». Su questa linea l’Italia era riuscita nei giorni scorsi ad aggregare un nutrito numero di partner tra cui Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio e Irlanda.

 

I «falchi» del Nord

CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON

Il fronte opposto, quello dei «falchi» è capeggiato dall’Olanda. Anche ieri, prima dell’inizio dell’Eurogruppo il ministro dell’economia Hoekstra ha ribadito il suo no a eurobond e similari, misura che l’opinione pubblica dei paesi «parsimoniosi» leggerebbe come l’ennesima concessione ai Paesi «spendaccioni» del Mediterraneo. Il fronte del rigoristi - a cui si iscrivono oltre all’Olanda anche la Germania e la Finlandia - preferisce il ricorso al mes come strumento di finanziamento per i Paesi in difficoltà, pur dicendosi disposto ad ammorbidire le condizioni per la restituzione dei prestiti.

 

La proposta francese

lagarde merkel macron lagarde merkel macron

L’incomunicabilità tra i governi potrebbe essere interrotta da una mediazione avanzata dalla Francia nelle ore precedenti il vertice: la creazione di un fondo per l’emissione comune di titoli. Non conta tanto il nome, viene spiegato, quanto la sostanza: l’obiettivo è ottenere che l’annunciato pacchetto da 500 miliardi lieviti, che alla fine della trattativa l’European recovery plan caldeggiato da Conte valga almeno il doppio. Lo stato dell’arte è che alle 22, ora della ripresa dei colloqui non si vedeva ancora l’ombra di un’intesa e si confida nel lavoro notturno.

giuseppe conte roberto gualtieri mes giuseppe conte roberto gualtieri mes

 

 

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politica

DAGONOTA - MATTARELLA SBAGLIA DELEGANDO AL PARLAMENTO LA RIFORMA DI UN CSM PIOMBATO IN UNA FOGNA A CIELO APERTO CON LE INTERCETTAZIONI DI PALAMARA - SE LO SCIOGLIMENTO DEL CSM SAREBBE UN ATTO AUTORITARIO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PUÒ PERMETTERSI INVECE DI ESSERE AUTOREVOLE USANDO LA SUA “MORAL SUASION” PER FAR DIMETTERE INTANTO IL VICEPRESIDENTE DEL CSM DAVID ERMINI. GLI ALTRI CONSIGLIERI SEGUIRANNO E, UNA VOLTA VENUTO A MENO IL NUMERO LEGALE DEI COMPONENTI, AVRÀ CAMPO LIBERO PER UNA RIFORMA CHE “CONTRIBUISCA A RESTITUIRE APPIENO ALL'ORDINE GIUDIZIARIO IL PRESTIGIO E LA CREDIBILITÀ INCRINATI”