macron haftar

IL RUOLO SPORCO DELLA FRANCIA IN LIBIA - CRESCONO I DUBBI SUL DOPPIO GIOCO DI MACRON: UNA DELEGAZIONE DI “DIPLOMATICI” FRANCESI (COSÌ SI CHIAMANO I SERVIZI SEGRETI?), COMPOSTA DA UNA DOZZINA DI PERSONE A BORDO E’ STATA FERMATA ALLA FRONTIERA TRA TUNISIA E LIBIA - IL GRUPPO AVEVA ARMI AL SEGUITO E ALTRE NASCOSTE SUL VEICOLO…

Francesco Semprini per “la Stampa”

 

MACRON HAFTAR

Ai misurati progressi delle forze governative le milizie di Khalifa Haftar rispondono con lanci di missili alle porte di Tripoli, mentre l'armata del generale continua a perdere pezzi. È questo l'ultimo dispaccio dal fronte della nuova guerra civile in Libia, nel giorno in cui Fayez al Sarraj tuona contro Francia, Egitto e gli altri sponsor dell' uomo forte della Cirenaica nei confronti del quale arriva anche la prima condanna «in chiaro» delle Nazioni Unite. Il dato da registrare, dopo oltre dieci giorni di scontri, è la riconquista da parte delle unità del Governo di accordo nazionale di Suani ben Adem, 25 km a sudovest di Tripoli, teatro di violenti scontri nei giorni scorsi.

 

SARRAJ HAFTAR MACRON

Residue avanguardie di Haftar sono accerchiate e intrappolate in alcuni edifici alla periferia sud della città, nodo nevralgico a 6 km dall'aeroporto internazionale, dopo che le relative compagnie sono state costrette ad arretrare di diversi chilometri verso Aziziya dopo il contrattacco dei Katiba fedeli al governo Sarraj. Alcune di queste hanno optato per la resa, come a Suani ban Adem, 25 km a sudovest di Tripoli, dove si è arresa un'intera compagnia di Tarhouna, parte di quella compagine che a settembre era stata protagonista della rivolta contro le milizie della capitale.

 

SCONTRI IN LIBIA

I combattenti si sono consegnati alla brigata 166 di Misurata, attiva nell'area, una trentina di militari in tutto che hanno portato in «dote» diversi pick-up e quattro blindati dotati di armi pesanti. Nella notte ad attaccare erano state invece le forze di Haftar con il lancio di cinque missili Grad sul quartiere di Abu Slim, a ridosso del centro della capitale che hanno centrato un' abitazione, causando almeno tre feriti, e distruggendo diverse auto di civili.

 

«Khalifa Haftar non sta compiendo un'operazione anti-terrorismo, ma un colpo di Stato», tuona l'inviato speciale dell' Onu, Ghassan Salamè, in quella che è la prima vera accusa aperta del Palazzo di Vetro all' uomo forte della Cirenaica e alla sua marcia su Tripoli iniziata il 4 aprile. Si spinge ben oltre Serraj il quale punta l'indice sui governi che da sempre sostengono il generale.

 

«Ci sono Paesi che sono più responsabili di altri», spiega il presidente del Gna in riferimento a Francia ed Egitto. Sarraj, in un colloquio coi giornalisti, evoca la rivoluzione del 2011 spiegando che «il convoglio che si è mosso da Tripoli verso Bengasi è lo stesso che si era mosso verso Bengasi» otto anni fa, paragonando di fatto Haftar a Gheddafi. E i dubbi sull' ambiguità dell' Eliseo montano giorno dopo giorno. Una delegazione di diplomatici francesi, composta da una dozzina di persone a bordo di alcune auto con targa diplomatica, sarebbe stata fermata domenica dalle autorità tunisine al valico di frontiera tra Tunisia e Libia di Ras Jedir.

SCONTRI IN LIBIA

 

Alcune armi al seguito erano state dichiarate dal gruppo mentre altre armi, non dichiarate, sarebbero state ritrovate nascoste a bordo di un' auto. Le unità di polizia della frontiera tunisina avrebbero perquisito le auto usate dai diplomatici di nazionalità francese e condotto gli stessi all' aeroporto di Djierba-Zarzis. Cresce intanto il bilancio delle vittime di questa nuova guerra civile, almeno 147 morti e 614 feriti, secondo l' Organizzazione mondiale della sanità, mentre sono almeno 18mila gli sfollati, secondo le stime Onu.

Il crescente numero di morti ha spinto l'Oms a schierare squadre di chirurghi «per sostenere gli ospedali dell' area di Tripoli mentre affrontano il flusso dei casi di emergenza».

 

MANIFESTAZIONE IN LIBIA

Un elemento che potrebbe avere ricadute sull'Italia, come ricorda Sarraj stesso. «Fate presto», il peggioramento della situazione in Libia potrebbe spingere «800mila migranti e libici a invadere l' Italia e l' Europa». E in questo enorme numero di migranti ci sono anche criminali e soprattutto jihadisti legati a Isis pronti a infiltrarsi, secondo il premier libico. Sarraj ringrazia Roma per la sua mediazione e il suo sostegno in favore della pace in Libia, che si attua anche con «la presenza dell'Ambasciata a Tripoli e l'ospedale di Misurata» gestito nell' ambito della missione militare italiana.

 

LIBIA - MILIZIE DI HAFTAR

Al rischio dell'esportazione del terrorismo in Europa si somma quello dell' attacco a possibili obiettivi occidentali in Libia, come suggeriscono alcune fonti locali, e non solo da parte di cellule jihadiste. Sono gli effetti della nuova guerra, a bassa intensità ma a lunga durata, «in cui l'unico perdente è la Libia», chiosa Serraj. Il quale davanti a chi paventa il rischio di vedere un giorno una Libia divisa in due, replica: «È quello che alcuni cercano di far sembrare, che questa sia una guerra tra Est ed Ovest. La verità è che questa è una guerra tra democrazia e dittatura».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO/1 –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)