conte grillo

SE ESPLODE IL MOVIMENTO, RISCHIA IL GOVERNO? DOPO IL FALLITO GOLPE ANTI-GRILLO ORCHESTRATO DAL CONTE-CASALINO E DA TRAVAGLIO, TENSIONE ALTISSIMA NEL M5S ANCHE PERCHÉ I VERTICI PENTASTELLATI HANNO CAPITO CHE LA GUERRA INTERNA POTREBBE TRASFORMARSI IN UNA FRANA POLITICA INSIDIOSA PER GLI EQUILIBRI DEL GOVERNO DRAGHI - RESTANO SOLO 24 ORE PER RICOMPORRE LA FRATTURA. IN CAMPO 3 AMBASCIATORI: DI MAIO, FICO E IL SOCIOLOGO DE MASI VICINO A BEPPE MAO - IL MESSAGGIO CRIPTICO DI GRILLO – INTANTO RENZI TUMULA IL M5S: “E’ FINITO”

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/vera-storia-fallito-golpe-anti-grillo-orchestrato-274706.htm

 

 

Claudio Bozza per il Corriere della Sera

 

grillo conte

Tre ambasciatori di peso in campo per tentare l' ultima, disperata, mediazione tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. La clessidra si sta esaurendo: la tensione è altissima, anche perché ai vertici del Movimento hanno capito che la guerra interna potrebbe trasformarsi in una frana politica insidiosa per gli equilibri della maggioranza che sostiene il governo Draghi.

 

E così, oltre al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, già capo politico grillino, è sceso in campo anche il presidente della Camera Roberto Fico, leader degli «ortodossi». E il terzo «moschettiere grillino» intervenuto con l' estintore per raffreddare gli animi, secondo quanto racconta l' AdnKronos , sarebbe il sociologo Domenico De Masi, molto vicino a Grillo: «Bisogna aspettare un paio di giorni per capire», dice.

 

conte grillo

Dopo 48 ore con colpi di artiglieria pesante, ieri è stata la giornata del silenzio. «È il segno che si è aperto uno spiraglio, seppure minuscolo, nella trattativa», è il messaggio che arriva da più parlamentari. Si lavora per cercare un equilibrio che consenta ai litiganti di trovare un compromesso che entrambi possano narrare come «nobile». «Insieme abbiamo affrontato diverse fasi, anche le più difficili e complicate, ma le abbiamo sempre superate usando testa e cuore: rimaniamo uniti», è il messaggio velato di ottimismo che arriva da Di Maio. Il ministro degli Esteri, rientrato dalla Slovenia, si è chiuso nel suo ufficio e da lì ha giocato le sue carte, tentando di sfruttare quel filo rimasto intatto con «Beppe».

 

conte grillo

Ma è proprio dal garante, in una giornata di comunicazioni interrotte, che arriva un messaggio criptico. Grillo, infatti, ha scelto di pubblicare sul suo blog un articolo del New York Times firmato dal neuroscienziato José María Delgado García: una dotta dissertazione che nella sostanza dice che non esiste il libero arbitrio e che molte delle decisioni che prendiamo il più delle volte vengono prese inconsciamente. «Siamo liberi di decidere?», è appunto il titolo del post pubblicato su beppegrillo.it . Un messaggio all' ex premier? Ça va sans dire . Anche perché, adesso, la palla passa proprio a Conte, che ha fissato una conferenza stampa per domani a Roma.

 

Un paletto, oltre al quale sarà difficile andare. Poi il bivio: scissione, con nascita di un partito di Conte, oppure arriverà a sorpresa una ricomposizione della profonda frattura con Grillo?

 

conte grillo

Di sicuro, in uno scenario di pace ritrovata, per l' ex premier sarebbe essenziale un segnale, un riconoscimento da parte di Grillo della fiducia riposta nella possibilità di Conte di rilanciare il Movimento, senza mandare a gambe all' aria l' intero progetto di rifondazione. Ma il segnale, a meno che Conte non dovesse decidere di rimettere il mandato nelle mani di Grillo affidandogli la scelta di riconfermarlo o meno, dovrà comunque arrivare entro domani, quando è appunto fissata la conferenza stampa di Conte.

 

fico grillo di maio

A sentire le parole dell' ex premier Matteo Renzi, artefice dell' addio di Conte a Palazzo Chigi, non sembrano esserci dubbi sul futuro pentastellato: «Ho l' impressione che il Movimento sia finito, l' ho detto ad aprile di quest' anno dicendo che Conte non avrebbe preso la guida del partito».

 

Più caute le dichiarazioni del coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani: «Se i dissidi pentastellati rischiano di mettere in difficoltà il governo? Mi auguro che non accada, sarebbe da irresponsabili far cadere Draghi».

 

 

 

domenico de masi

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…