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SE NON MI FAI LO SCONTO SULL'AFFITTO PER IL COVID, ME LO APPLICO DA SOLO. E VINCO PURE IN TRIBUNALE - UN'ORDINANZA DEI GIUDICI ROMANI DÀ RAGIONE A UN RISTORATORE CHE AVEVA CHIESTO SIA DI RIDURRE IL CANONE DI LOCAZIONE PER I MESI DEL LOCKDOWN SIA, SOPRATTUTTO, CHE IL SUO PROPRIETARIO NON FACESSE SCATTARE LA FIDEIUSSIONE VERSATA PROPRIO COME FORMA DI GARANZIA IN CASO DI MOROSITÀ. LA DECISIONE È UN PRECEDENTE IMPORTANTE, E PROROGA LO SCONTO FINO A MARZO 2021

Francesco Pacifico per ''Il Messaggero''

 

 

turisti a roma con la mascherina

I negozi possono ottenere uno sconto per l' affitto, se i loro incassi sono crollati per il Covid. Il principio, con una sentenza che rischia di essere un importante precedente e che farà discutere, è al centro di un' ordinanza del Tribunale di Roma - l' ha firmata il giudice Maria Pasqualino Grauso - con la quale il 27 agosto si dà ragione a un ristoratore del Centro. Il quale, con un ricorso d' urgenza, aveva chiesto sia di ridurre il canone di locazione per i mesi del lockdown sia, soprattutto, che il suo proprietario non facesse scattare la fideiussione versata proprio come forma di garanzia in caso di morosità.

 

E, di fatto, si è visto riconoscere entrambe le istanze, con il giudice che ha anche imposto una riduzione del pigione del 40 per cento per aprile e maggio scorso e del 20 fino al prossimo marzo, oltre a una rateizzazione in 48 mesi delle morosità precedenti.

 

L' ordinanza, per quanto esecutiva, è un atto cautelare, ma non risolve la questione, che sarà oggetto probabilmente di ulteriore dibattimento. Detto questo, il giudice Grauso si è ben guardato dal sentenziare che uno sconto dell' affitto sia automatico dopo lo scoppio del Covid. Invece può essere ottenuto quando l' operatore - proprio per la crisi dei consumi generata dalla pandemia - non può sfruttare appieno i locali affittati proprio per offrire i servizi alla clientela. In poche parole, quando ci sono condizioni esterne che impediscono di fare il proprio lavoro.

 

protesta dei commercianti in piazza san pietro.

LA FIRMA

Scrive il presidente del Tribunale: «Certamente la crisi dipesa dalla pandemia Covid e la chiusura forzata delle attività commerciali - in particolare quelle legate alle attività della ristorazione - devono qualificarsi quale sopravvenienza nel sostrato fattuale e giuridico che costituisce il presupposto della convezione negoziale». In sostanza, «nel caso delle locazioni commerciali il contratto è stato stipulato sul presupposto di un impiego dell' immobile per l' effettivo svolgimento dell' attività produttiva». Da qui la decisione di rivalutare il canone d' affitto.

 

i cartelli nei negozi del centro di roma che rischiano di chiudere 9

Per la cronaca, in casi simili, i Tribunali di tutt' Italia si erano espressi in maniera diversa, mentre la giudice Grauso considera i provvedimenti del governo, come lo sconto sugli affitti del 30 per cento, «non sufficienti» a ristornare gli operatori per i danni da Covid. Spiega Luciano Sbraga, direttore Fipe Confcommercio: «I fatturati delle aziende sono stati azzerati dal lockdown, oggi sono sotto del 40%. La sentenza del Tribunale di Roma, nell' ambito di un provvedimento cautelare, ha stabilito che la richiesta di un ristoratore romano di vedere abbassato l' affitto per il proprio locale è legittima, proprio in virtù dell' evidente stravolgimento del contesto economico».

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