salvini zingaretti di maio

IL SENSO DEL PD AL GOVERNO? RIANIMARE IL M5S! - I GRILLINI RISALGONO NEI SONDAGGI AL 18% (+1,3%) MENTRE I DEM CALANO AL 20,04 (-0,8%) - CONTINUA IL DECLINO DELLA LEGA CHE ORA SI ATTESTA AL 24% (-0,3) - FRATELLI D’ITALIA VOLA AL 16,3 (+0,1) E FORZA ITALIA E’ AL 7,2 - TRA I PARTITINI SUSSULTO DI “AZIONE” DI CALENDA CHE ARRIVA AL 2,8% E DI SINISTRA ITALIANA AL 2,3…

Nando Pagnoncelli per il “Corriere della Sera”

 

NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO

Lega al 24 (-0,3), Pd al 20,4 (-0,8), FdI al 16,3 (+0,1). Solo 1 su 4 sa del referendum

Il termometro politico di fine giugno mostra qualche oscillazione rispetto al mese scorso infatti gli orientamenti di voto, pur confermando la graduatoria tra le principali forze politiche degli ultimi sette mesi, hanno fatto registrare una variazione di consenso tra le due forze principali della maggioranza. In dettaglio, la Lega si mantiene in testa con il 24% (-0,3%), seguita dal Pd con il 20,4% (-0,8%), dal M5S con il 18,0% (+1,3%), da FdI con il 16,3% (+ 0,1%) e da FI con il 7,2% (-0,2%).

 

zingaretti di maio

Tra le forze minori si registra un aumento di Azione di Calenda che passa dal 2,2% al 2,8% e di Sinistra italiana-Articolo1 che passa da 1,8% al 2,3%. Nel complesso i tre partiti del centrodestra si attestano al 47,5% mentre le forze della maggioranza sono accreditate del 43,6%. In un mese si riduce quindi il vantaggio delle forze dell'opposizione su quelle della maggioranza da 5,2% a 3,9%.

 

Va sottolineato che l'area grigia dell'astensione e dell'indecisione si mantiene molto ampia e raggiunge il 43,7%, un dato elevatissimo corrispondente a circa 22 milioni di elettori, molto prossimo a quello delle Europee (che tradizionalmente mobilitano meno elettori), laddove alle ultime Politiche l'astensionismo, sommato alle schede bianche e nulle, riguardò 13,7 milioni di elettori.

 

salvini giorgetti

Alla luce della fotografia odierna, sulla base della platea di quanti si recherebbero alle urne se si votasse oggi (poco più di 28 milioni di elettori), al netto dell'errore campionario la Lega otterrebbe 6,8 milioni di voti (2,3 milioni in meno rispetto alle Europee), il Pd 5,7 milioni (in flessione di circa 300 mila voti), il Movimento 5 Stelle 5,1 milioni (in aumento di poco più di 500 mila voti), Fratelli d'Italia 4,6 milioni (in aumento di 2,9 milioni) e Forza Italia 2 milioni (in flessione di poco più di 300 mila voti). Quindi forte aumento del partito di Giorgia Meloni, significativo calo della Lega, ripresa del M5S e flessione contenuta e sostanzialmente simile per Pd e FI.

 

Le incognite sono dunque molte: oltre alla suddetta area grigia, la volatilità delle opinioni e la mobilità elettorale. A queste si aggiungono la legge elettorale che verrà adottata e la possibile riduzione degli eletti, nell'ipotesi che venga adottato il taglio dei parlamentari a seguito del referendum costituzionale che è stato indetto per il 20 e il 21 settembre insieme alle elezioni amministrative e regionali.

 

guido crosetto giorgia meloni

A questo proposito solo uno su quattro (28%) è a conoscenza del fatto che nei prossimi mesi si terrà un referendum costituzionale. Il tema ricopre un'elevata importanza per il 44% degli intervistati, a cui si aggiunge il 23% che lo giudica abbastanza importante. Solo un italiano su cinque (20%) lo giudica poco o per nulla importante. Quanto agli orientamenti di voto, quasi uno su due (46%) voterebbe per confermare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, il 10% voterebbe contro, il 20% si asterrebbe e il 24% non si esprime.

 

berlusconi letta

E i pronostici (o forse gli auspici) degli italiani vanno nella direzione dell'approvazione della riforma, infatti il 42% è convinto che vinceranno i Sì, il 13% prevede che prevarranno i No, ma bisogna tener conto che il 45% non è in grado di fare previsioni sull'esito referendario. Nonostante finora se ne sia parlato poco, la riduzione dei parlamentari è giudicato un tema rilevante e, pur in presenza di una quota non trascurabile di indecisi, gli orientamenti di voto e i pronostici degli italiani sono nettamente a favore del taglio.

 

Le opinioni sono molto trasversali, con picchi più elevati tra gli elettori del M5S che ha fatto del tema una vera e propria battaglia. Insomma, non accennano a diminuire i sentimenti di antipolitica che da molti anni albergano nel Paese e fanno da contraltare all'aumento di fiducia nelle istituzioni che si è manifestato in questa fase di emergenza, come se istituzioni e politica appartenessero a due mondi diversi.

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)