mario draghi michele serra

SERRA: ‘’DRAGHI NON C'ENTRA NIENTE CON LA SINISTRA’’ – SI RISCALDA UN LETTORE DEL “VENERDÌ”:  “TU DICHIARI CHE DRAGHI SAREBBE IDEALE PER UN CENTRO-DESTRA FINALMENTE CIVILIZZATO. MA ALLORA, CHI SAREBBE ADATTO AL CENTROSINISTRA, CHE GUEVARA, ALLENDE, BERTINOTTI, BERSANI, ZINGARETTI, BETTINI, PROVENZANO, OPPURE ADDIRITTURA GIUSEPPE CONTE? QUALE ELEZIONE PUOI MAI PENSARE DI VINCERE CON PERSONE (TUTTE RISPETTABILISSIME, PER CARITÀ!) COSÌ? – LA REPLICA DI SERRA…

Dal “Venerdì di Repubblica”

 

michele serra (2)

Caro Michele, tu dichiari, papale papale, che Draghi sarebbe ideale per un centro-destra finalmente civilizzato. E io mi perdo, vado nel pallone. Ma allora, chi sarebbe adatto al centrosinistra, Che Guevara, Allende oppure, più prosaicamente, Bertinotti, Bersani, Zingaretti, Bettini, Provenzano, oppure addirittura Giuseppe Conte, improbabile punto di riferimento del progressismo europeo?

 

mario draghi in conferenza stampa

Che razza di centrosinistra hai in mente, con quali riferimenti politici e culturali, forse Corbyn, Sanders, Ocasio-Cortez, Elly Schlein? Quale elezione puoi mai pensare di vincere con persone (tutte rispettabilissime, per carità!) così? Quando mai governerai un Paese occidentale negli anni Venti del Terzo Millennio?

 

enrico letta giuseppe conte 1

In sostanza, e scusa se azzardo una interpretazione temeraria, ti auguri che uno come Draghi sia il leader di un centro-destra del tutto teorico, solo perché questo ti permette di coltivare un assurdo sogno utopistico di una sinistra idealista ed inconcludente, che sta all'opposizione, comoda, tranquilla, magari a discettare e far convegni, tanto a scavare nella merda e guidare la baracca ci pensa uno bravo come Mario Draghi, ma con un centrodestra civilizzato! Eh, no, Michele! Troppo comodo! Direi persino "irresponsabile".

MICHELE SERRA SULL'AMACA

 

Governare, e cambiare un Paese, richiede non anime belle ma anime capaci, competenti, altamente professionalizzate, guidate da sani principi democratici e civili. Possibilmente e sperabilmente di sinistra. Ma in ogni caso maggioranze: altrimenti fai solo opposizione ed a governare ci pensano gli altri.

 

E il Paese così lo cambiano gli altri, e a modo loro. Io credo che la sinistra debba avere la capacità di aprirsi, allargarsi, diventare maggioranza, includendo anche incerti ed indecisi, anche pencolanti dell'altro campo; debba sapere accogliere istanze ampie, e non rinchiudersi in una ridotta di utopisti acchiappanuvole. La sfida è quella. E uno come Mario Draghi oggi è il più attrezzato per farvi fronte, inutile girarci intorno. Anche se non viene dalle sezioni del Pci o dagli oratori dei gesuiti, ma dalla scuola di Federico Caffè.

 

mario draghi

E scusa se è poco. Su Wikipedia c'è ancora scritto che Mario Draghi si è definito un socialista liberale. E tu vuoi regalarlo alla destra? Forse stai scherzando ed io non ho capito niente. Vorrei che fosse così. Perché se non così fosse, dovrei constatare definitivamente che la sinistra non governerà mai nulla, nemmeno un condominio. Scusa, ma a settant' anni non posso accettarlo.

Ernesto Trotta (Torino)

 

Risposta di Michele Serra:

 

alexandria ocasio cortez con bernie sanders

Caro Trotta, hai ottime frecce nel tuo arco. Però consentimi di scoccare quella che per me è determinante: a che serve la sinistra, se non conserva il seme che l'ha generata, che è il seme del cambiamento? Nella parte della tua lunga lettera che ho dovuto tagliare (perché volevo pubblicarla), fai riferimento a una biografia politica che assomiglia molto alla mia. Il Pci di Berlinguer, la sinistra di massa e possibilmente di governo, il contrario del velleitarismo, dell'estremismo, delle "anime belle" che sanno sempre tutto e non combinano mai niente.

 

enrico berlinguer bettino craxi

Beh, non puoi non ricordati che una delle parole totem di quegli anni era proprio "cambiamento". Spesso ripetuta a vanvera, senza sapere bene che cosa metterci dentro. E però detta perché dirla significava che quello, non altro, era il mestiere della sinistra: cambiare i rapporti di potere, la scala dei valori, la priorità dei bisogni.

 

giuseppe provenzano foto di bacco (1)

O addirittura cambiare il modo di produzione, che sarebbe la sola riforma davvero strutturale e difatti: nessuno ne parla più. Draghi, con tutto questo, non c'entra. È un uomo dell'establishment migliore. Un galantuomo, una persona capace, un liberale con sensibilità sociale, ma non è da lui che mi aspetterei qualche buona idea "di sinistra", sempre che per sinistra si intenda quanto ho detto sopra. E parlo di quella di massa, non quella radicale.

MARIO DRAGHI

 

Quella che prova a vincere le elezioni. Non pensare che Provenzano ed Elly Schlein non vogliano governare (uno è stato ministro, l'altra è al governo dell'Emilia Romagna). Lo vogliono eccome. Ma attribuiscono allo status di governante quella facoltà di cambiamento che è il sale della sinistra, e senza il quale si è solo ottimi amministratori dell'esistente. Intendiamoci: essere ottimi amministratori dell'esistente non è da tutti, e non è poca cosa.

 

ELLY SCHLEIN

Per questo ho scritto che un centrodestra che abbia per leader Mario Draghi sarebbe - alla luce della miserabile composizione della destra nostrana - una meraviglia. Perché Draghi è il grande domatore dell'eversione populista, nonché l'incarnazione dell'Europa democratica, che è il massimo di ciò che già abbiamo. Ma ciò che non abbiamo, ciò che non sappiamo, ciò che non siamo, caro Trotta, non merita almeno una parte delle nostre speranze?

DRAGHI BERLUSCONIursula von der leyen mario draghi 1mario draghi. michele serraENRICO LETTA PARLA DI DRAGHI A PORTA A PORTAMARIO DRAGHI RECOVERY PLANMARIO DRAGHI E IL SUO BRACCO UNGHERESEmichele serra

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