trump toomey

SI METTE MALE PER TRUMP! IL SENATORE REPUBBLICANO PAT TOOMEY SCARICA THE DONALD: HA COMMESSO REATI DA IMPEACHMENT - IL RAPPRESENTANTE DELLA PENNSYLVANIA È IL TERZO RAPPRESENTANTE DEL "GOP" AL SENATO A INDICARE CHE TRUMP DOVREBBE FARSI DA PARTE. I DEMOCRATICI POTREBBERO PRESENTARE GLI ARTICOLI PER L’INCRIMINAZIONE GIÀ LUNEDÌ. SECONDO LA CNN, CHE CITA FONTI VICINA ALLO STESSO PENCE, IL VICE PRESIDENTE USCENTE NON ESCLUDEREBBE DI INVOCARE IL 25ESIMO EMENDAMENTO E QUINDI LA RIMOZIONE FORZATA DEL PRESIDENTE CON UN VOTO DEI MINISTRI, IN CASO TRUMP DIVENTASSE PIÙ «INSTABILE»...

Paolo Beltramin per corriere.it

 

trump toomey

«Sì, credo che il presidente Trump abbia commesso dei reati perseguibili con l’impeachment». Lo ha detto sabato sera il senatore repubblicano della Pennsylvania Pat Toomey, e l’ha fatto su Fox News, la rete che è stata e ancora è (pur con qualche eccezione che lo fa infuriare) il megafono di Donald Trump.

 

Toomey, il repubblicano più importante della Commissione banche del Senato, non si ricandiderà nel 2022, cosa che forse lo rende più libero dalle pressioni della base, ancora molto trumpiana (secondo un sondaggio del Wall Street Journal il 54 per cento degli elettori del Grand Old Party si considera più un sostenitore del presidente uscente che del partito).

 

Il fronte interno si allarga

TOOMEY

Toomey è il terzo senatore repubblicano a indicare che Trump ha commesso reati gravi o che dovrebbe farsi da parte. A chiedere le dimissioni del «suo» presidente è stata per prima, venerdì, la senatrice dell’Alaska Lisa Murkowski, una delle poche voci moderate rimaste nel partito: «Voglio che si dimetta, lo voglio fuori. Ha fatto abbastanza danni». Ben Sasse, senatore del Nebraska, ha detto a «CBS This Morning» che prenderebbe di certo in considerazione l’eventuale incriminazione perché, nell’incitare i manifestanti che hanno poi attaccato il Congresso mercoledì 6 gennaio, «credo che il presidente non abbia tenuto fede al suo giuramento di preservare, proteggere e difendere la Costituzione»

 

I democratici potrebbero presentare gli articoli per l’incriminazione già lunedì e votare in settimana se il presidente non si farà da parte di sua spontanea volontà o se il vicepresidente Pence non invocherà il 25esimo emendamento, secondo quanto ha indicato la speaker della Camera Nancy Pelosi . In proposito Toomey ha aggiunto: «Non so cosa i democratici hanno intenzione di inviare al Congresso, e una delle cose che mi preoccupa, onestamente, è che la Camera possa totalmente politicizzare la cosa».

Trump - assalto al Campidoglio

 

Le prossime tappe

Il leader della maggioranza repubblicana uscente Mitch McConnell ha fatto circolare un memo con le procedure per un eventuale secondo impeachment (Trump sarebbe il primo presidente della Storia a essere «processato» due volte dal Congresso). Secondo McConnell anche se la Camera votasse la settimana entrante, il segretario del Senato non potrebbe notificare la Camera alta fino al 19 gennaio, quando i senatori torneranno dalla prevista sospensione dei lavori.

 

Questo vorrebbe dire cominciare il processo il giorno dell’insediamento di Biden, il 20. E secondo il memo non è neanche chiaro se il presidente della Corte Suprema John Roberts accetterebbe di presiedere al procedimento perché a quel punto Trump non sarebbe più presidente.

 

Il passaggio di consegne

TRUMP LA CADUTA

Mentre tra i democratici al Congresso il desiderio di andare avanti con l’impeachment è preponderante, il presidente eletto Joe Biden, almeno privatamente, sarebbe più prudente, temendo che la prima parte della sua presidenza sarebbe eclissata dallo scontro, il che gli renderebbe più difficile portare avanti il processo di riconciliazione di cui parla. Quanto ai repubblicani, non è escluso ma sembra molto difficile che ce ne siano abbastanza (sedici) disposti a votare con i dem per condannare il presidente (la procedura richiede una maggioranza di due terzi).

 

Donald Trump aveva annunciato su Twitter, prima di essere bandito dalla piattaforma in modo permanente, che non andrà alla cerimonia di insediamento del suo successore, mentre sembra sempre più sicuro che ci sarà il vice presidente Mike Pence. E secondo la Cnn, che cita fonti vicina allo stesso Pence, il vice presidente uscente non escluderebbe di invocare il 25esimo emendamento e quindi la rimozione forzata del presidente con un voto dei ministri, in caso Trump diventasse più «instabile».

mike penceTRUMP COME RAMBO

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...