- SI SCRIVE SACCOMANNI, SI LEGGI DRAGHI – IL BANANA, ORMAI IN CAMPAGNA ELETTORALE, CONTRO L’EURO-TASSATORE -

Saccomanni nel mirino del Pdl - L’accusa: troppo “prono” ai funzionari del Ministero del Tesoro e agli euroburocrati - Sorpresa: il dg degli Affari Economici e Finanziari dell’UE è l’italiano (e potentissimo) Marco Buti - Che ad aiutare il “suo” paese però non ci pensa nemmeno… - -

Condividi questo articolo


Ugo Magri per "la Stampa"

SACCOMANNISACCOMANNI

Sul capo dell'incolpevole Saccomanni, ministro tecnico dell'Economia, si stanno addensando tutti i nuvoloni della politica. Sono giorni che il Pdl reclama da lui risposte immediate su Iva e Imu.

Ma nelle ultime ore sembra quasi che l'ex numero due di Bankitalia, traslocato in via XX Settembre su precisa indicazione del presidente Napolitano sia diventato l'ostacolo che si frappone tra il centrodestra e la felicità. «Ci preoccupa il suo silenzio», punta l'indice il vero ministro-ombra del Pdl, cioè Brunetta.

SACCOMANNI IN RITIROSACCOMANNI IN RITIRO

«Sfoderi un dinamismo maggiore di quello mostrato finora», gli consiglia senza cerimonie Cicchitto. Prova a mettergli fretta la Bernini. E l'intero stato maggiore berlusconiano manifesta sorpresa che un fior di tecnico come Saccomanni non sia ancora riuscito a raschiare dal fondo del barile le coperture necessarie per scongiurare l'aumento Iva (2 miliardi nel 2013, 4 miliardi a regime). Quasi una briciola, protestano scandalizzati, a fronte di una spesa pubblica monstre: possibile che non se ne venga a capo?

Silvio berluSilvio berlu

Dilaga a destra la sindrome dell'«inferiority complex», del non sentirsi abbastanza coinvolti e ascoltati, dello strillare invano alla luna. La cabina di regia, che avrebbe dovuto coinvolgere nelle decisioni i capigruppo della maggioranza (Brunetta in particolare), non è mai entrata in funzione. C'è chi ci vede il solito complotto dei «comunisti».

SILVIO BERLUSCONISILVIO BERLUSCONI

Altri, e sono la maggioranza, riconoscono al ministro non solo buona fede, ma anche una squisita umana cortesia (Capezzone, presidente della Commissione Finanze alla Camera: «Non voglio litigare con lui, sia chiaro!»). Semmai, ecco il punto, contestano a Saccomanni un eccesso di buone maniere, in pratica di farsi irretire dalla furba burocrazia, quella italiana e quella europea.

brunettabrunetta

La colpa, se tale può essere considerata, consisterebbe nel non mettere sull'attenti i funzionari del Tesoro, abituati a spadroneggiare con qualunque governo, e con ogni responsabile di dicastero, fin dai tempi di Quintino Sella. Una situazione, lamentano in via dell'Umiltà, aggravata dal cambio della guardia ai vertici della Ragioneria, dove il nuovo responsabile (Daniele Franco, pure lui ex-Bankitalia) deve prendere confidenza con uomini e situazioni.

CicchittoCicchitto

Il risultato è che Capezzone denuncia già tre casi in cui gli apparati ministeriali sono riusciti a introdurre nuove tasse di cui il potere politico era ignaro: un piccolo sgradevole aumento delle accise, infilato nelle pieghe del decreto «del fare»; un paio di balzelli nell'altro decreto sulle ristrutturazioni; un tentativo di depotenziare le nuove norme su Equitalia... «Saccomanni prenda personalmente in mano le leve», lo incalzano nel Pdl, «e soprattutto punti con decisione i piedi in Europa».

Dove il cerbero occhiuto da combattere, quello che ci vieta di sforare i conti o anche solo di provarci, viene additato nel direttore generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione europea, l'uomo che materialmente stila le raccomandazioni ai vari Paesi, dà o leva le patenti di affidabilità finanziaria. Germanico come Frau Merkel? Niente affatto.

saccomanni-draghisaccomanni-draghi


È Marco Buti, italianissimo. Ma, se possibile, ancora più inflessibile di un tedesco. Gli viene rimproverato da destra (e anche un po' da sinistra) di essere troppo «europeo», insomma di non muovere un dito per la Patria in pericolo, diversamente dai super-funzionari francofoni e anglofoni.

CAPEZZONECAPEZZONE

Anzi, nel timore di non apparire equanime, di trattarci con una severità che sconfinerebbe nel sadismo... Per cui Saccomanni, sempre nella visione barricadera del Pdl, dovrebbe affrettarsi a mettere in riga Buti e tutti quelli che un profetico Giorgio Gaber, nel '73, già bollava come «i tecnocrati italiani».

 

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT – ANCHE I DRAGHI, OGNI TANTO, COMMETTONO UN ERRORE. SBAGLIÒ NEL 2022 CON LA CIECA CORSA AL COLLE, E SBAGLIA OGGI A DARE FIN TROPPO ADITO, CON LE USCITE PUBBLICHE, ALLE CONTINUE VOCI CHE LO DANNO IN CORSA PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA - CHIAMATO DA URSULA PER REALIZZARE UN DOSSIER SULLA COMPETITIVITÀ DELL’UNIONE EUROPEA, IL COMPITO DI ILLUSTRARLO TOCCAVA A LEI. “MARIOPIO” INVECE NON HA RESISTITO ALLE SIRENE DEI MEDIA, CHE TANTO LO INCENSANO, ED È SALITO IN CATTEDRA SQUADERNANDO I DIFETTI DELL’UNIONE E LE NECESSARIE RIFORME, OFFRENDOSI COME L'UOMO SALVA-EUROPA - UN GRAVE ERRORE DI OPPORTUNITÀ POLITICA (LO STESSO MACRON NON L’HA PRESA BENE) - IL DESTINO DI DRAGHI È NELLE MANI DI MACRON, SCHOLZ E TUSK. SE DOPO IL 9 GIUGNO...

DAGOREPORT – BENVENUTI ALLA PROVA DEL “NOVE”! DOPO LA COSTOSA OPERAZIONE SUL ''BRAND AMADEUS'' (UN INVESTIMENTO DI 100 MILIONI DI DOLLARI IN 4 ANNI), A DISCOVERY NON VOGLIONO STRAFARE. E RESTERANNO FERMI, IN ATTESA DI VEDERE COSA SUCCEDERA' NELLA RAI DI ROSSI-MELONI - ''CORE BUSINESS' DEL CANALE NOVE: ASCOLTI E PUBBLICITÀ, QUINDI DENTRO LE SMORFIE E I BACETTI DI BARBARELLA D'URSO E FUORI L’INFORMAZIONE (L’IPOTESI MENTANA NON ESISTE) - LA RESPONSABILE DEI CONTENUTI DI DISCOVERY, LAURA CARAFOLI, PROVO' AD AGGANCIARE FIORELLO GIA' DOPO L'ULTIMO SANREMO, MA L'INCONTRO NON ANDO' A BUON FINE (TROPPE BIZZE DA ARTISTA LUNATICO). ED ALLORA È NATA L’IPOTESI AMADEUS, BRAVO ''ARTIGIANO" DI UNA TV INDUSTRIALE... 

DAGOREPORT – L’INSOFFERENZA DI AMADEUS VERSO LA RAI È ESPLOSA DURANTE IL FESTIVAL DI SANREMO 2024, QUANDO IL DG RAI GIAMPAOLO ROSSI, SU PRESSIONE DEI MELONI DI PALAZZO CHIGI, PROIBI' AI RAPPRESENTANTI DELLA PROTESTA ANTI-GOVERNATIVA DEI TRATTORI DI SALIRE SUL PALCO DELL'ARISTON - IL CONDUTTORE AVEVA GIÀ LE PALLE PIENE DI PRESSIONI POLITICHE E RACCOMANDAZIONI PRIVATE (IL PRANZO CON PINO INSEGNO, LE OSPITATE DI HOARA BORSELLI E POVIA SONO SOLO LA PUNTA DELLA CAPPELLA) E SI È LANCIATO SUI DOLLARONI DI DISCOVERY – L’OSPITATA “SEGRETA” DI BENIGNI-MATTARELLA A SANREMO 2023, CONSIDERATA DAI FRATELLINI D’ITALIA UN "COMIZIO" CONTRO IL PREMIERATO DELLA DUCETTA, FU L'INIZIO DELLA ROTTURA AMADEUS-PRESTA…