mario draghi vaccino

SIAMO SEMPRE I PIÙ BRAVI A INCASINARCI LA VITA - COME MAI CI SONO FIALE DI VACCINO RIMASTE IN FRIGO E LE INIEZIONI PROCEDONO A RILENTO? COLPA DELLA SOLITA DISORGANIZZAZIONE ITALIANA E DEI POCHI MEDICI SUL TERRITORIO, MA NON SOLO - ABBIAMO USATO APPENA IL 22% DELLE 1,5 MILIONI DI DOSI DI ASTRAZENECA PERCHÉ IL BALLETTO SUL LIMITE D'ETÀ (CHE DOVREBBE SALTARE) CI HA FRENATO...

Francesco Malfetano Diodato Pirone per "Il Messaggero"

 

PIERLUIGI LOPALCO

Perché le vaccinazioni vanno a rilento? E come mai alcune Regioni sono rimaste molto indietro nelle somministrazioni rispetto ad altre che invece filano come treni? Per orientarsi nella giungla della campagna vaccinale bisogna fissare un paletto.

 

«Purtroppo nella Sanità italiana impera la cultura del cavillo, tutti si riparano le spalle e nessuno prende decisioni semplici e pratiche come hanno fatto gli inglesi», spiega l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità della Puglia. Proprio la cultura del cavillo ha creato una enorme confusione intorno al vaccino AstraZeneca di cui da metà febbraio sono arrivate in Italia 1,5 milioni di dosi (463.000 venerdì notte) delle quali solo 332.000 (il 22% del totale) risultavano somministrate al pomeriggio di ieri.

 

vaccino astrazeneca

Che cosa è successo? «Il problema con AstraZeneca - confida uno dei tecnici della Stato-Regioni che ha seguito da vicino la parabola della campagna vaccinale - è nato con la decisione iniziale di vincolare il vaccino solo a persone che avevano meno di 55 anni».

 

Una decisione presa dall'Aifa (l'Agenzia che controlla i farmaci) spaccando in quattro il capello dei casi sperimentati da AstraZeneca prima dell'approvazione del vaccino arrivata il 15 febbraio. «Quel limite dei 55 anni che invece era di 65 anni in Germania e che non è mai esistito in Gran Bretagna ha fatto saltare molti piani organizzativi - spiegano allo Stato-Regioni - Che senso ha vaccinare i professori di una scuola fino a 55 anni lasciando in balia del Covid-19 un loro collega di 56 anni?». Di fatto le Regioni mentre iniziavano a protestare col ministero della Sanità si sono fermate.

 

pierluigi lopalco

Rimettendosi in moto solo dieci giorni dopo quando l'Aifa ha rivisto le carte e ha alzato a 65 anni il limite per la somministrazione dell'AstraZeneca, limite che peraltro probabilmente salterà nei prossimi giorni.

 

«Le campagne vaccinali - spiega Lopalco - si fanno come abbiamo fatto fra novembre e dicembre con il vaccino anti-influenzale: nessuno conosce la marca dei vaccini anti-influenzali che sono stati somministrati a manetta».

 

QUOTA ZERO

coronavirus vaccino pfizer

Uno scenario che mentre è già visibile con i vaccini Pfizer e Moderna (con i quali ormai si viaggia alla velocità di oltre 100.000 somministrazioni al giorno) per l'AstraZeneca è ancora un miraggio. Sapete a domenica scorsa quanti AstraZeneca aveva usato la Basilicata: zero. E le Marche? 82. E la Sardegna? Meno di 4.000.

 

vaccino anti coronavirus di moderna

Briciole. Alla difficoltà di selezionare i vaccini infatti si aggiunge la disorganizzazione endemica dei sistemi sanitari di alcune Regioni. «Alcune strutture già fragili - assicurano sempre alla Stato-Regioni - all'improvviso si sono dovute confrontare con l'organizzazione di due canali vaccinali, uno per Pfizer e Moderna e l'altro per Astrazeneca. Questo senza avere personale sufficiente».

 

VACCINO DOSI SPARITE

Dulcis in fundo nelle scelte di alcune Regioni è riapparso il nemico italiano per eccellenza: l'ufficio complicazioni cose semplici che domina le burocrazie. Il caso della Sardegna è forse quello più evidente. Questa Regione è rimasta indietrissimo nella vaccinazione degli ultraottantenni: ne ha fatto appena 7.000 pari al 6,2% dei suoi 112.000 nonni, ben quindici volte meno di quanto ha fatto il Lazio con le sue 126.000 somministrazioni a questa categoria.

 

vaccino 3

Come mai? Le cose in Sardegna funzionano così. La Asl territoriale comunica a un Comune due giorni prima della vaccinazione gli elenchi degli ultraottantenni cui somministrare il farmaco. I vigili del Comune avvisano gli anziani, si accertano che vogliono essere vaccinati e li fanno tamponare. Infine carte e risultato del tampone alla mano i nonni debbono farsi accompagnare dai parenti nel centro vaccinale più vicino che generalmente dista non meno di mezz'ora di macchina.

 

coronavirus vaccino moderna 2

Alcuni sistemi sanitari regionali poi sono arrivati alla pandemia in condizione di disordine e debolezza senza pari. La Calabria è a quota 1,5 medici su 1.000 abitanti, il Friuli a 2,1. Non si spiega diversamente la ragione per cui la Calabria abbia ricevuto a ieri ben 186.000 dosi e ne abbia inoculate solo 102.000. Siamo a quota 54% nell'uso dei vaccini.

 

coronavirus vaccinazioni a fiumicino

È vero che la Regione ha fatto il pieno la domenica per somministrare durante tutta la settimana ma quel 54% è inaccettabilmente più modesto dell'88% della piccola Valle d'Aosta e del 77% della ben più grande Campania. Il comportamento di quest'ultima Regione sfata però il falso mito della scarsità del personale. In Campania i dipendenti del servizio sanitario sono 41.000 per 5,8 milioni di abitanti mentre il Veneto vanta 57.400 lavoratori per la sua Sanità su 4,9 milioni di abitanti. Ma la Campania ha effettuato a ieri 400.000 somministrazioni e il Veneto 340.000.

vaccino covidvaccino inoculato

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...