conte merkel di battista di maio berlusconi

SIGNORI, SI CAMBIA! - GETTATE NEL CESTINO DELLA STORIA LE IDEOLOGIE E I VALORI FORTI DELLA POLITICA, SALGONO ALLA RIBALTA I “PRAGMATISTI”. TERMINE LANCIATO DA DI MAIO PER FAR INGOIARE IL MES AI 5STELLE; BEN CONSAPEVOLE, AL PARI DI GRILLO E FICO, CHE È L’ULTIMA VOLTA CHE SI SIEDONO A TAVOLA – E SE I PURI & DURI DI DIBBA FANNO SCHERZI IN PARLAMENTO, CONTE PUÒ FAR RICORSO AL GENTILE SOCCORSO AZZURRO DI FORZA ITALIA. IL PUPILLO DI TRAVAGLIO, INTERVISTATO DA “REPUBBLICA”, HA RILASCIATO UN GRANDE RICONOSCIMENTO A BERLUSCONI COME FORZA POLITICA RESPONSABILE. “UN ATTEGGIAMENTO COSTRUTTIVO” CHE HA MESSO IN UN VICOLO CIECO IL SOVRANISMO STERILE DI SALVINI (INTANTO GIANNI LETTA SI STA ADOPERANDO PER CONQUISTARE GIORGIA MELONI)

grillo fico di maio di battista

DAGOREPORT

A Palazzo Chigi, Conte e piddini sono sempre più in allerta per la profonda spaccatura che sta attraversando il M5S. Il solco tra i puri&duri di Dibba e i “pragmatisti” – così li ha ribattezzati Luigino i suoi "governisti" – è sempre più profondo.

 

LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA BY LUGHINO

Grillo, Di Maio e Fico sono ben consapevoli che è l’ultima volta che si siedono a tavola; quindi, Mes o non Mes, non si staccheranno dalle loro poltrone - tanto, prima di andare a votare, occorre aspettare il 2022 e l’elezione del nuovo Capo dello Stato che avverrà con questo Parlamento.

GRILLO CASALEGGIO DI MAIO DI BATTISTA

 

Un esempio di “pragmatismo” è quello che ha spinto Grillo a intervenire su Casaleggio per rimandare al mittente la proposta di Di Battista di usare la piattaforma Rousseau per gli Stati Generali del movimento ed eleggere il nuovo capo politico. Ora che farà Dibba che, dice lui, avrebbe sotto la sua ala quasi il 50 per cento dei 5Stelle? Incassa e porta a casa, facendosi logorare giorno dopo giorno, oppure “al mio segnale, scatenate l’inferno”?

travaglio conte

 

Intanto, grazie all’adoperarsi indefesso di Gianni Letta, il governo sa bene che quando c’è bisogno di voti in Parlamento, a causa di eventuali ribelli pentastellati, può far ricorso al gentile soccorso azzurro di Forza Italia. E il pupillo di Travaglio, intervistato domenica da “Repubblica”, ha rilasciato un grande riconoscimento a Berlusconi come forza politica responsabile.

BERLUSCONI FINGE DI NON VEDERE CONTE E NON LO SALUTA

 

Alla domanda di Molinari e Cappellini: "È ipotizzabile che entri nella maggioranza per favorirne la rappresentatività?". Conte ha risposto: "Forza Italia è una forza di opposizione. Dobbiamo avere rispetto per la distinzione dei ruoli. Questo non toglie la possibilità che si possa distinguere l'atteggiamento anche molto critico, ma costruttivo di Forza Italia dall'atteggiamento più strumentale assunto dagli altri partiti di centrodestra"

 

Il pragmatismo spiegato a Di Maio

Marco Palombi per “il Fatto Quotidiano”

intervista a luigi di maio su la stampa

 

Dice il ministro degli Esteri che bisogna essere "pragmatici" in questa trattativa europea, attitudine che Luigi Di Maio - anche a voler tralasciare il Mes - declina sulla Stampa anche così: "Finanziamento 'a fondo perduto' non significa soldi regalati", ma risorse che "vanno comunque restituite" (il fondo perduto e poi ritrovato).

 

Cos' è il pragmatismo, allora? Ve lo spiega il vicedirettore del Corriere della Sera, Federico Fubini: adesso, scrive, arriveranno soldi dall' Europa e - Franza (grant) o Germagna (loan), Mes o Recovery Fund - va detto che "la Merkel ha ragione".

grillo fico di maio di battista

 

Su cosa? "L' Italia non può esigere un colossale aiuto dall' Europa e in prospettiva tollerare un' evasione fiscale per almeno 110 miliardi l' anno, pensioni a quota 100, una giustizia lenta e incerta e tanti altri aspetti". Insomma, lo schema è soldi (a fondo perduto e ritrovato) in cambio di "riforme" indicate dai creditori: non ricorda tanto quella letterina del 2011?

Di Maio

 

La baracca starà in piedi, se lo farà, solo grazie alla Bce: l' unica solidarietà che serve è che Christine Lagarde dica che è qui per chiudere gli spread, comprare tutto quel che si muove e alla scadenza, come già fa via Bankitalia, girarci gli interessi. Tutto il resto è pragmatismo, categoria concettuale che - come "la questione di metodo" - fa la sua comparsa in una discussione solo quando sta per andare tutto a puttane.

 

The Young Cav. Berlusconi "è tornato a divertirsi". Toglie il duo Salvini & Meloni dal piedistallo e avvolge Conte nella cortesia istituzionale. Con un terzo piano nella testa

Giuseppe Alberto Falci per Huffington Post

 

letta berlusconi

La vera fase due è quella di Silvio Berlusconi, come il Gigante-pensaci-tu torna e risolve. Declina la propaganda e riappare, forse, la politica, e allora lui che della reclame ne è stato il re, avendo conosciuto la politica, cala la carta dello “statista”. O almeno crede di esserlo.

 

roberto gualtieri luigi di maio

Toglie il duo Salvini&Meloni dal piedistallo del centrodestra, è vero, ma soprattutto sorride a Giuseppe Conte, lo avvolge nella cortesia istituzionale e con la grammatica della correttezza costituzionale siede al tavolo della sostanza di governo, proprio quell’esecutivo fortemente voluto e sostenuto dai suoi nemici di sempre: Piercamillo Davigo, Marco Travaglio e Beppe Grillo, la trimurti in lotta eterna contro lo “psiconano” di Arcore. Berlusconi comunque offre questa illusione. Chi parla con il tycoon lo sa: “Il presidente non sosterrà mai un governo Conte, semmai un esecutivo Draghi”.

ANTONIO TAJANI GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

 

Rieccolo il Cavaliere in versione Covid-19. Che stoppa la mozione di sfiducia ai danni del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, firmata da Fratelli d’Italia e Lega. E se l’ex premier si oppone, la mozione salta. Punto. Si diverte con Zoom e Skype e conclude ogni video call allo stesso modo: “Al di là di queste cose, vi dico: state attenti, preoccupatevi della vostra salute e dei vostri cari perché è un momento difficile”. I collaboratori sono entusiasti.

VIGNETTA VAURO - SALVINI E LA CRESCITA DI GIORGIA MELONI

 

“È rinato”, dicono. “È tornato a divertirsi”, insistono. Prima ancora che la Lombardia diventasse zona rossa, prima ancora del match fra Atalanta e Valencia, che forse fu detonatore del virus, il vecchio Cav - ormai in modalità “young” - che la sa sempre lunga, ha fatto i bagagli ed è fuggito in Provenza, a Valbonne, a casa della figlia Marina.

 

Fa il nonno – dettaglio: uno dei figli di Marina si chiama Silvio e lui ci va pazzo – e nel frattempo si è ripreso la scena. Ricorda quei trequartisti a fine carriera che danno del tu al pallone e potrebbero da un momento all’altro piazzarla all’incrocio dei pali, magari dopo aver passeggiato tutto il match.

BERLUSCONI MELONI SALVINI

 

In tenuta casual, pull over rigorosamente blu, seduto al tavolo con davanti il suo portatile Apple e una miriadi di fogli, studia, compulsa i sondaggi, cammina lungo le distese di lavanda, e poi incide. Incide eccome ora che la propaganda non serve più. 

 

matteo salvini giorgia meloni

Proprio ora che l’eterna campagna elettorale di Salvini è stata anestetizzata dal Coronavirus e il Capitano continua a perdere terreno settimana dopo settimana. Si rimette alla tolda di comando di un centrodestra, scolpisce un “viva il Mes” nel segno dell’europeismo, e soprattutto prende le distanze dalla sfiducia all’inquilino di via XX settembre, caldeggiata dai sovranisti. E non sarà un caso se proprio nei giorni della ri-centralità è riapparso il solito Gianni Letta, il tessitore del berlusconismo.

 

draghi

Gianni e Silvio. Silvio e Gianni. Forse c’è la longa manus del consigliere principe, o forse è più semplicemente la fase arzilla dell’inquilino di villa San Martino che fa lo stabilizzatore e si diverte a recitare la parte dello “statista”.

 

Eppure sul suo tavolo non c’è nessuna ipotesi di sostenere un governo Conte. Raccontano che la maggioranza del gruppo parlamentare non accetterebbe mai che gli azzurri si trasformino nella stampella dell’avvocato del popolo. Oltretutto, spiegano, “il presidente sa che la stagione di Conte sta per finire”. E allora qual è la strategia?

BERLUSCONI DRAGHI

 

Sembra più un divertimento, si dirà. Semmai lo scenario potrebbe mutare se si creassero le condizioni di un esecutivo a guida Mario Draghi, l’ex governatore della Bce che il leader azzurro considera cosa sua. E di cui, va da sé, ne tesse le lodi: “Farebbe ripartire il Paese”. Ma è ancora presto.

 

Nell’attesa “Silvio” si gode la scena ribaltando una massima di Antonio Ricci. Una volta il papà di Striscia la Notizia disse che la grossa colpa di Berlusconi è di aver creato i berlusconiani e gli antiberlusconiani. “Ora – sghignazza - sono tutti berlusconiani”. Riecco il Cavaliere. Anzi, “The Young Cav”.

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