giorgia meloni tra patrizia scurti e il marito capo scorta

LA SINDROME DI ACCERCHIAMENTO DI "IO SO' GIORGIA E NUN ME FIDO DE NESSUNO!" - PER PAURA DI ESSERE SPIATA, LA DUCETTA HA FATTO ALLONTANARE I POLIZIOTTI IN BORGHESE CHE PIANTONANO IL SUO UFFICIO A PALAZZO CHIGI E FANNO "DA FILTRO" AGLI OSPITI: È LA PRIMA VOLTA CHE UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CHIEDE UNA COSA DEL GENERE (CHISSA' COME L'HA PRESA, E MALE, IL CAPO DELLA POLIZIA, VITTORIO PISANI) - LA MELONA SI FIDA SOLO DELLA SUA SCORTA, GUIDATA DA PINO NAPOLI, AGENTE DISTACCATO DELL'AISI E MARITO DELL'OMBRA DI GIORGIA, PATRIZIA SCURTI - DOPO LA MEGA-FIGURACCIA DELL'INTERVISTA "SENZA PIETA'" DEL TG1 A SANGIULIANO, LA PREMIER STA PENSANDO DI ASSUMERE UN SUPERCONSULENTE DELLA COMUNICAZIONE, CHE DOVREBBE AFFIANCARE QUEL "GENIO" DI FAZZOLARI... - LA SMENTITA DELLO STAFF DI GIORGIA MELONI

UFFICIO STAMPA MELONI, 'HA TOTALE FIDUCIA NELLA POLIZIA'

FABRIZIO ALFANO

(ANSA) - "È priva di fondamento la notizia secondo la quale sono state date nuove disposizioni alle forze di polizia presenti a Palazzo Chigi nei confronti delle quali il presidente del Consiglio da sempre ripone piena e totale fiducia. Non è cambiato nulla".

 

Lo afferma il capo ufficio stampa della premier Giorgia Meloni, Fabrizio Alfano, conversando con i giornalisti a Palazzo Chigi, a proposito dell'articolo de La Stampa. "La polizia rimane quindi al primo piano. Non cambia il dispositivo di sicurezza - ha aggiunto Alfano -. L'unica variazione che potrebbe avere innescato questa assurda ricostruzione è il fatto che il presidente del Consiglio ha fatto presente al direttore dell'ispettorato di Palazzo Chigi di rivalutare la presenza di un agente di polizia destinato esclusivamente agli accompagnamenti in ascensore".

 

 

UFFICIO STAMPA MELONI, SICUREZZA AL PRIMO PIANO RESTA A POLIZIA

ELISABETTA BELLONI - FABRIZIO ALFANO - G7 BORGO EGNAZIA

(ANSA) - "È privo anche di fondamento quanto riportato nell'articolo, secondo cui la sicurezza al primo piano di Palazzo Chigi sia stata affidata agli agenti di scorta del presidente del Consiglio. La sicurezza al primo piano rimane quindi affidata agli agenti di Polizia di Palazzo Chigi".

 

Lo afferma il capo ufficio stampa della premier Giorgia Meloni, Fabrizio Alfano, conversando con i giornalisti a Palazzo Chigi, a proposito dell'articolo de La Stampa dal titolo 'Meloni teme complotti e fughe di notizie, via la polizia dall'ufficio di Palazzo Chigi'. "Inoltre - ha aggiunto - si precisa che il personale addetto all'anticamera non ha nulla a che vedere con la gestione della sicurezza e che la sua ordinaria organizzazione è di competenza dell'amministrazione. Smentisco nel modo più assoluto che ci sia stato un ordine di servizio verbale o scritto".

 

MELONI TEME COMPLOTTI E FUGHE DI NOTIZIE: VIA LA POLIZIA DALL’UFFICIO DI PALAZZO CHIGI

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI NELLA 500 SPIAGGINA INSIEME A PATRIZIA SCURTI E AL MARITO 2

È stato il primo ordine che ha dato al mattino appena arrivata a Palazzo Chigi. Via la polizia dallo spazio adiacente la stanza della presidenza del Consiglio, al primo piano. Giorgia Meloni ha deciso di privarsi del dispositivo di sicurezza che viene garantito dall’ispettorato in servizio permanente nel palazzo del governo.

 

Un inedito assoluto: mai era successo prima nella storia della Repubblica che il premier chiedesse di fare a meno degli agenti che stazionano in borghese al piano per controllare chi entra e chi esce dal suo ufficio, e in qualche caso anche per accompagnare gli ospiti.

 

patrizia scurti giorgia meloni

Una decisione che arriva in un clima per l’esecutivo intossicato da scandali, ombre, sospetti, veleni, cospirazioni immaginarie, che la presidente del Consiglio ha quasi sempre assecondato, senza mai nascondere una sua preoccupazione personale, anche se mai fornendo prove pubbliche a sostegno di queste tesi. […]

 

Meloni ha comunicato la sua decisione al cerimoniale e all’ispettorato, senza dare spiegazioni ufficiali. Avrebbe anche chiesto, in aggiunta, un maggiore filtro sui commessi più vicini al suo ufficio, sul piano dove stanno anche il capo della segreteria Patrizia Scurti, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e il capo ufficio stampa Fabrizio Alfano.

 

Questa dei commessi non è del tutto una novità, perché già Mario Draghi chiese una selezione maggiore tra i dipendenti, pare dopo aver notato, con un certo orrore, uno di loro scamiciato e con il berretto della Roma.

giorgia meloni tra patrizia scurti e il marito capo scorta

 

Da quanto La Stampa è riuscita a ricostruire attraverso due diverse fonti di Palazzo Chigi, la premier sostiene di fidarsi ormai solo della propria scorta. Non vuole nessuna persona attorno alla sua porta che non sia di strettissima e provata fiducia, come gli uomini che la seguono ovunque e, in Italia o all’estero, vigilano sulla sua tutela.

 

Tra di loro, com’è noto, c’è Giuseppe Napoli, detto Pino, marito di Scurti, l’ombra di Meloni, la segretaria storica che tutto vede e tutto controlla.

 

Napoli è arrivato come caposcorta ed è stato lui a selezionare personalmente il resto degli uomini al seguito, lasciando fuori - lontano dalle missioni o in ufficio, a guardare le pareti - molti addetti alla protezione personale dei presidenti del Consiglio che a Palazzo Chigi lavoravano da anni.

 

PATRIZIA SCURTI E GIORGIA MELONI

Ieri, come ogni mattina, gli agenti di polizia si sono diretti al posto loro assegnato, al primo piano. Poco dopo, il superiore li ha chiamati e li ha fatti scendere. Nuove disposizioni, nient’altro da sapere. La polizia non può che prenderne atto […]

 

Già questo giornale, a fine aprile, aveva raccontato di uno sfogo della premier, con un amico direttore tv a cui aveva confessato di «non fidarsi di nessuno». Una predisposizione caratteriale che nel partito e nel governo hanno imparato a conoscere bene.

 

ROMA - CONTROLLI DI POLIZIA A PALAZZO CHIGI PRIMA DELL ARRIVO DI ZELENSKY

D’altronde è stata lei, nel corso di questi 23 mesi di potere a Palazzo Chigi, a spargere sul dibattito pubblico italiano le tesi di opache manovre e regie oscure ai suoi danni. Il terrore della ricattabilità e di essere osservata fin dentro il portone di casa è emerso in più occasioni. Nella conferenza stampa di inizio anno ha evocato un complotto ai suoi danni, ordito «da chi in questa nazione ha pensato di dare le carte», «affaristi, lobbisti e compagnia cantante».

 

Con chi ce l’ha? le viene chiesto. «Non fatemi dire di più», è la risposta. Meloni non dirà di più neanche nei mesi a seguire, ma lascerà intendere. Evocherà. Due sono i fatti su cui baserebbe queste convinzioni avvolte nella nebbia, ed entrambi tirano in qualche modo in ballo i servizi segreti.

vittorio pisani

 

 

Nella notte tra il 30 novembre e il primo dicembre 2023 – ma si verrà sapere solo ad aprile 2024 – gli agenti della scorta notano ad armeggiare vicino alla Porsche dell’ex compagno Andrea Giambruno, parcheggiata sotto la villetta dove vivono la premier e la figlia, due uomini che si qualificano come colleghi.

 

Poi c’è l’inchiesta di Perugia sui dossieraggi, partita da una denuncia del ministro della Difesa Guido Crosetto e che ha portato a due indagati: un tenente della Guardia di Finanza e uno 007.

 

ALFREDO MANTOVANO

Meloni ha ricordato questa inchiesta sabato, a Cernobbio, due giorni prima di privarsi dei poliziotti in servizio davanti al suo ufficio, a Palazzo Chigi. Lo ha fatto per deviare l’attenzione dal caso di Sangiuliano, parlando di «funzionari dello Stato che per anni hanno fatto centinaia di migliaia di accessi illegali alle banche dati per ricattare la gente».

 

[…]  Meloni sta pensando a un superconsulente della comunicazione, che dovrebbe affiancare Fazzolari, il quale resterebbe coordinatore ma più nelle vesti di stratega politico.

giorgia meloni alfredo mantovano Fazzolarialfredo mantovano giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…