vincenzo spadafora

SPADAFORA NON VA FORA, MA LE CANTA A CRIMI: “SI RISCHIA DI PASSARE DAL REGGENTE AL COMMISSARIO LIQUIDATORE” – L’EX MINISTRO DELLO SPORT ROSICA PER LA MANCATA CONFERMA MA NEGA DI VOLER USCIRE DAL MOVIMENTO: “MI È DISPIACIUTO INTERROMPERE UN PERCORSO A METÀ, MA IL PUNTO È LA STRATEGIA E LE SCELTE PRESE AL BUIO. GLI ESPULSI? SI POTEVA EVITARE QUESTA SPACCATURA SE CI FOSSE STATO MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEI GRUPPI. COSÌ OLTRE AGLI ELETTI STIAMO ESPELLENDO ANCHE GLI ELETTORI”

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 087

Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

 

«Si rischia di passare dal reggente al commissario liquidatore». «Servono nuove regole e più democrazia». Non abbandona il Movimento, ma non fa sconti a nessuno Vincenzo Spadafora, ministro uscente dello Sport, non riconfermato.

 

Si è scritto che avrebbe la tentazione di lasciare il Movimento 5 Stelle. Lei ha smentito, ma qualche dubbio l'ha avuto?

«Mai pensato di lasciare il Movimento, ma di dubbi su come sia stato guidato in questa fase ne ho molti, come molti colleghi, moltissimi attivisti e milioni di elettori».

 

Lei era ministro dello Sport. Molti ora criticano il Movimento perché hanno perso la poltrona?

«Non nego che mi sia dispiaciuto interrompere un percorso a metà, ma il punto è la strategia e le scelte prese al buio da Crimi e Crippa».

LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

 

Il Movimento è acefalo. Buffagni parla di «gestione disastrosa». Crimi è stato criticato per aver gestito da solo anche le trattative del governo. Avrebbe dovuto farsi da parte prima?

«Per motivi indipendenti dalla volontà di tutti la reggenza è durata troppo. Per guidare una comunità come il Movimento occorre una legittimazione forte, non burocratica. Si rischia di passare dal reggente al commissario liquidatore. Serve un cambio di passo radicale».

vincenzo spadafora foto di bacco (3)

 

Perché è andato in crisi il Movimento?

«Il Movimento è nato più di dieci anni fa, in una fase completamente diversa. Negli anni il suo successo ha cambiato il quadro e molte delle nostre bandiere sono diventate leggi. Non dobbiamo aver paura di riconoscere che siamo stati al potere, che abbiamo avuto poltrone, che siamo stati nel Palazzo, ma dobbiamo sentire il dovere etico e morale di rendere conto agli italiani di come abbiamo esercitato il potere, di cosa abbiamo fatto da quelle poltrone, di come abbiamo onorato o meno il mandato dei cittadini».

 

Molti vorrebbero rifondarlo, ma come?

«Rispettando le leggi non scritte della politica: avere un progetto chiaro e una visione del Paese; formare donne e uomini in grado di realizzarlo; tornare a radicarsi sui territori; essere pronti a ottenere risultati anche se frutto di mediazioni; avere un'organizzazione pienamente democratica e smettere di cambiare le regole ogni mese».

 

luigi di maio vincenzo spadafora

Prima populista, poi sovranista, poi riformista, ora infine «moderato e liberale». La ragion di governo sembra avere sempre prevalso sull'identità. Ne avete una ora?

«L'identità del Movimento va ripensata profondamente, guardando al futuro. Anticorruzione, taglio dei costi della politica e reddito di cittadinanza erano le nostre bandiere, ora quegli obiettivi sono raggiunti e dobbiamo trovarne di nuovi».

 

Per Bugani state diventando la costola di Berlusconi.

spadafora conte

«Non direi, visto che i due governi Conte sono caduti sulla prescrizione».

 

Il Movimento deve essere più verticale o orizzontale?

«Obliquo, deve essere in grado di tenere insieme gli attivisti con gli eletti, gli elettori con i ministri. Era la nostra forza mentre gli altri partiti non ci riuscivano più, non dobbiamo fare lo stesso errore».

 

Ha ancora senso un vertice a cinque?

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

«Serve che un processo democratico individui un gruppo di persone legittimate a prendere decisioni, che sia anche un luogo di riflessione, analisi e strategia. Dobbiamo evitare un ritorno al passato, dare spazio a energie nuove, persone che hanno dimostrato di portare contributi innovativi. Non perdiamo l'occasione per una rigenerazione del Movimento, altrimenti cadiamo nelle logiche della vecchia politica. Investire su una nuova leva per il M5s è vitale».

 

Serve un leader forte?

«Un leader è fondamentale perché serve qualcuno che guidi i processi, non che li subisca. C'è molta differenza tra leadership e comando: chi guida porta un gruppo di persone alla meta, chi comanda lascia scontento e perde i pezzi».

STEFANO BUFFAGNI

 

Conte sembra diventato la panacea di tutti i mali del M5S, non rischia di essere una foglia di fico dei vostri problemi?

«Conte ha avuto un ruolo centrale nel momento più difficile del Paese. Ha guadagnato fiducia e rispetto dei cittadini: è naturale sperare in un suo più forte coinvolgimento. Il ruolo di Conte deve essere frutto di processi politici, non un'operazione di comunicazione, perché dovrà avere la forza e il mandato di svolgere il ruolo che vorrà ritagliarsi».

 

Piuttosto che incoronare Conte, non sarebbe meglio un congresso vero?

«Qualsiasi passaggio dovrà essere frutto di un processo democratico e il più possibile aperto».

luigi di maio vincenzo spadafora

 

È stato giusto espellere i contrari a Draghi?

«Si poteva evitare questa spaccatura se ci fosse stato maggior coinvolgimento dei gruppi. Così oltre agli eletti stiamo espellendo anche gli elettori».

 

Domenica ci sarebbe dovuto essere un vertice a casa di Beppe Grillo. Non è sfuggita di mano anche a lui la situazione?

«Con Gianroberto Casaleggio ha dato vita all'esperienza politica più importante degli ultimi decenni. Grillo è la persona che meglio riesce a guardare lontano, indicare una strada che magari sembra inspiegabile ma che poi si scopre l'unica in grado di rimettere il Movimento al centro della scena politica».

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 078

 

Il ruolo di Casaleggio resta ambiguo e contestato. Eppure è il fondatore, insieme a Di Maio, dell'ultima associazione M5S. Come sciogliere il nodo? Deve farsi da parte?

«Il nodo si può sciogliere aggiornando i processi politici, le modalità di coinvolgimento della base e dell'uso di Rousseau: negli ultimi anni c'è stato uno scollamento tra attivisti ed eletti, tra piattaforma e Movimento. Tutto si può ancora ricucire anche se non tutto si può ancora tenere insieme».

 

 

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1 beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”