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SPY STORY IN VATICANO – IL “CORRIERE” PUBBLICA I VIDEO DEGLI INTERROGATORI DEI PROMOTORI DI GIUSTIZIA VATICANI, DAI QUALI EMERGE IN MODO LAMPANTE COME SULLA VICENDA DEL PALAZZO DI LONDRA SI SIANO MOSSA UNA SORTA DI INTELLIGENCE PARALLELA – SPIE NEI TELEFONI, PRANZI REGISTRATI E TANTISSIMI SOSPETTI RECIPROCI – LA RIVELAZIONE DI MARCO SIMEON: “TORZI IN CONTATTO CON UN CARABINIERE DEI SERVIZI”

 

 

 

 

1 - COME SI È CONCLUSA LA QUESTIONE DEL PALAZZO CHE IL VATICANO AVEVA COMPRATO A SLOANE AVENUE A LONDRA? LO RIVELA IL PREFETTO DELLA SEGRETERIA PER L’ECONOMIA, JUAN ANTONIO GUERRERO: "LA PERDITA DELLA PRESUNTA TRUFFA, DI CUI SI È PARLATO MOLTO E CHE ORA È SOTTOPOSTA AL GIUDIZIO DEI TRIBUNALI VATICANI, ERA GIÀ STATA PRESA IN CONSIDERAZIONE NEL BILANCIO. L'EDIFICIO È STATO VENDUTO AL DI SOPRA DELLA VALUTAZIONE CHE AVEVAMO IN BILANCIO E DELLA VALUTAZIONE FATTA DAGLI ISTITUTI SPECIALIZZATI" - A RILEVARE L'IMMOBILE CI HA PENSATO UNA MULTINAZIONALE CON CAPITALI ARABI…

interrogatori processo vaticano

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/come-si-conclusa-questione-palazzo-che-vaticano-aveva-297793.htm

 

 

2 - TELEFONI SPIATI E PRANZI REGISTRATI IL GIOCO DEGLI 007 IN VATICANO

Fabrizio Massaro e Mario Gerevini per il “Corriere della Sera”

 

IL PALAZZO DEL VATICANO A SLOAN SQUARE - LONDRA

Spy story, talvolta anche caserecce, si sono affiancate per quasi due anni alle indagini dei magistrati del Papa sul patrimonio dell'Obolo di San Pietro e sul palazzo di Londra. Dai file audio-video degli interrogatori, pubblicati online in esclusiva su Corriere.it , emergono diversi esempi di questa intelligence parallela. Il processo sullo scandalo, intanto, è appena ricominciato.

 

E ieri padre Juan Antonio Guerrero, Prefetto per l'economia, ha annunciato la vendita («in perdita») del palazzo di Sloane Avenue e un deficit atteso di 33 milioni per il bilancio 2022 del Vaticano. Nell'ufficio di Torzi Intorno a Natale 2018, nello studio del Palazzo Apostolico il Sostituto Edgar Peña Parra, numero tre del Vaticano, osserva dal telefonino Gianluigi Torzi al lavoro con alcuni ospiti nel suo ufficio londinese.

JUAN ANTONIO GUERRERO ALVES

 

Torzi è il broker che per conto del Vaticano ha appena rilevato il palazzo da Raffaele Mincione e che nel maggio 2019 riceverà 15 milioni dalla Segreteria di Stato. Ma come fa il Sostituto a controllare Torzi? Grazie a un accesso al sistema di videosorveglianza. Lo smartphone connesso è di L.C., l'ingegnere che aveva realizzato l'impianto delle telecamere. «In Segreteria di Stato e monsignor Mauro Carlino in particolare - ha detto C. ai magistrati - volevano informazioni su Torzi (Le immagini) le abbiamo viste insieme anche con il Sostituto».

 

L'ingegnere italo-britannico è una figura misteriosa: a lungo partner di Torzi, rompe con lui e subito dopo viene ingaggiato proprio dalla Segreteria per gestire l'immobile costato 300 milioni. Perché la rottura? Secondo Carlino, ex segretario di Becciu e poi di Peña Parra, avrebbe ascoltato il suggerimento di «una persona legata all'intelligence, non so se servizi segreti o investigatore privato», tale Gianni O. (estraneo alle indagini, ndr ). Il monsignore e lo Ior Così, quando nel 2019 Carlino teme di avere telefono e mail sotto controllo, a chi chiede aiuto? A L.C..

papa francesco bergoglio edgar pena parra

 

Che ha pronta la soluzione: sempre Gianni O. «Ho introdotto questo soggetto a Carlino. Passa qualche giorno e il monsignore mi manda un numero di telefono e mi dice "puoi passarlo a Gianni". Il numero è del direttore dello Ior», Gianfranco Mammì. I magistrati sono perplessi: «Ma non è che siccome O. era così esperto poteva in qualche modo intercettare il direttore dello Ior?».

 

ALBERTO PERLASCA

«Questo non lo so». In quei mesi la Segreteria tentava, invano, di ottenere un prestito di 150 milioni dallo Ior per l'affare di Londra. Fu proprio Mammì a presentare la prima denuncia al Papa. A pranzo con Becciu Anche il grande «pentito», monsignor Alberto Perlasca finisce in un gioco di intelligence parallela.

PROCESSO A ANGELO BECCIU IN VATICANO

 

Ce n'è traccia indiretta nel memoriale che consegna a fine agosto 2020 ai magistrati avviando la collaborazione. Più volte scrive «Già risposto» o «Non saprei cosa dire». A chi stava rispondendo? Secondo alcune fonti si sarebbe trattato di una sorta di indagine autonoma del Papa attraverso persone di sua strettissima fiducia. Una settimana dopo, il 5 settembre, Perlasca invita il cardinale a pranzo al ristorante Scarpone a Roma. Il colloquio sarebbe stato registrato di nascosto.

marco simeon processo sul palazzo di londra del vaticano

 

Ne fa cenno Geneviève Ciferri, amica di Perlasca e autodefinitasi ex agente segreto, in un'intervista a La Verità . Ma ciò che più conta è che lo stesso Perlasca, nell'interrogatorio del 31 novembre 2020 a un certo punto afferma: «...Comunque tutto questo è nella registrazione, su dello Scarpone». Gli inquirenti non reagiscono, anzi lo correggono come se fosse un argomento scabroso: «Monsignore, lì non c'è nulla eh?». «Come, no?», si sorprende Perlasca.

GIANLUIGI TORZI

 

«Allo Scarpone - incalza un gendarme - c'è stato un incontro tra di voi, qualcuno ha paventato l'idea che ci fosse una videoregistrazione ma non è stato fatto nulla, sia ben chiaro. Cioè noi in Italia non andiamo a fare alcun tipo di attività». «Ah, sì sì», annuisce Perlasca. Resta il giallo. La lettera anonima Racconta Peña Parra nella sua memoria ai magistrati in un passaggio sul banchiere svizzero della Segreteria: «Vorrei allegare, nonostante che la forma non si confà al nostro stile, una lettera anonima pervenutami nel febbraio 2019, nella quale, in modo interessante, si parla del "sistema Enrico Crasso".

 

GIANLUIGI TORZI PAPA BERGOGLIO

La lettera mi fu fatta trovare sotto la porta del mio ufficio». E non si è mai saputo chi l'abbia infilata lì sotto. Il controspionaggio Marco Simeon, manager ben introdotto in Santa Sede, viene sentito come persona informata sui fatti il 7 agosto 2020. Al termine confida «off the record»: «Siccome io ho dei rapporti abbastanza buoni con il mondo dell'intelligence italiano, come li abbiamo un po' tutti qua Il signor Torzi è intervenuto su un carabiniere che fa parte di un servizio e gli ha detto che voleva informazioni su un certo Crasso, un certo Simeon, un certo Becciu Quando la persona gli ha detto "perché lo vuoi sapere?" ha risposto "perché io lavoro per il Santo Padre". E io sono rimasto molto perplesso».

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