TEMPI DURI PER I CIELLINI - IL NUVOLONE DEL RICICLAGGIO SUL SETTIMANALE “TEMPI” VICINO A COMUNIONE E FATTURAZIONE - L’INCHIESTA SULLA MEGA EVASIONE FISCALE DELLA FAMIGLIA GIACOMINI RIMBALZA DAL LUSSEMBURGO AL GRUPPO RMJ, DOVE J STA PER JELMONI, IL FINANZIERE FINITO IN MANETTE PER RICICLAGGIO - RMJ GESTISCE IL FONDO D’INVESTIMENTO “TEMPI D’IMPRESA” - E UNA QUOTA DEL PATRIMONIO DEL FONDO VA ALLA COOP EDITORIALE…

Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

Riciclaggio e opere di bene. Una frode fiscale in Lussemburgo e la beneficenza a favore di Tempi, il settimanale vicinissimo a Comunione e liberazione. Il finanziere Alessandro Jelmoni, proprio non ce l'ha fatta a restare in equilibrio tra questi due estremi. La sua veloce carriera di broker internazionale è andata a sbattere contro un'accusa di riciclaggio che gli è costata il carcere.

Jelmoni è sospettato di aver gestito su banche e conti off shore i proventi (oltre 200 milioni di euro) della colossale evasione fiscale della famiglia novarese Giacomini. La trama dei suoi affari, però, era molto più estesa. E, come emerge dalle indagini della procura di Milano, una pista porta fino alla cooperativa che gestisce il periodico ciellino Tempi.

Si parte dalla Rmj, una sigla che sta per Reginato Mercante Jelmoni. Sede a Milano, nella centralissima via Brera, il gruppo Rmj gestisce tra l'altro alcuni fondi d'investimento, tre in tutto. L'ultimo nato, a gennaio dell'anno scorso, si chiama Fondo "Tempi d'in-Presa". Un fondo speciale, recitano gli spot targati Rmj, perché fa beneficenza.

Come funziona? Semplice: una quota del patrimonio del fondo, per l'esattezza l'1,5 per cento, viene destinato a due attività no profit: la cooperativa editoriale Tempi e la Fondazione Emilia Vergani, che si occupa di formazione professionale.

Complimenti per il programma, se non fosse che Jelmoni, uno dei promotori della meritoria iniziativa, è finito nel calderone dell'inchiesta per riciclaggio che coinvolge, oltre ad alcuni membri della famiglia di industriali Giacomini, anche il gruppo bancario Intesa tramite la controllata lussemburghese Seb. Jelmoni, agli arresti domiciliari da metà agosto, era legato a doppio filo al gruppo Reginato Mercante.

E non solo perché la sua lussuosa abitazione si trova allo stesso indirizzo della società di gestione di fondi. Il finanziere ha rassegnato le sue dimissioni da consigliere della holding Reginato Mercante solo l'11 giugno scorso, quando si trovava in carcere ormai da un mese. In consiglio, peraltro, rimane suo fratello Paolo.

A fine agosto, su richiesta della Procura di Milano, è stato anche sequestrato il capitale sociale della Reginato Mercante, che era intestato al trust Moloce, con sede nel paradiso off shore dell'isola di Jersey e gestito via Lussemburgo. Per un'altra coincidenza che non sembra del tutto casuale, nel collegio sindacale della Rmj sgr, cioè la società di gestione del fondo, troviamo Guido Riccardi, uno dei commercialisti di fiducia della famiglia Giacomini.

Nel bilancio 2011, la Rmj sgr rivendica la propria "vocazione solidaristica che si traduce nella creazione e gestione di fondi che si caratterizzano per il loro contenuto devolutivo (sic) destinato a specifiche iniziative individuate su gruppi di persone legate da una forte identità socio culturale". La frase è piuttosto contorta. Ma par di capire che i soldi raccolti tra i risparmiatori servono anche a fare del bene. Questo almeno nelle intenzioni dichiarate dai promotori. Nello specifico, i contributi vanno almeno in parte a finanziare il giornale ciellino diretto da Luigi Amicone. In uno spot dei fondi Rmj rintracciabile in Internet, il settimanale Tempi viene definito "un'isola di cultura e informazione libera nel panorama italiano".

Un'isola così libera che nelle settimane scorse ha ospitato anche numerosi interventi sul tema della carcerazione preventiva, delle condizioni dei detenuti e a favore dell'amnistia. Il più attivo su questo fronte, con una quarantina di articoli sotto forma di lettera, è Antonio Simone, ciellino, amico del governatore della Lombardia Roberto Formigoni.

Simone si trova carcere da aprile con l'accusa di aver gestito i fondi neri della clinica Maugeri. La cella accanto a quella dell'amico di Formigoni ospitava Jelmoni, firmatario, anche lui, di una lettera a favore dell'amnistia come rimedio per l'affollamento delle carceri. E Tempi, l'11 agosto, non ha mancato di dare spazio all'intervento del finanziere. Del resto, a quanto pare, lo conoscono bene.

 

Luigi AmiconeALESSANDRO JELMONILUIGI AMICONE jpegLUIGI AMICONE salvatore maugeri LOGO FONDAZIONE MAUGERI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?