giuseppe conte nicola zingaretti

O TEMPORA O ZINGA! – CONCITA DE GREGORIO: “L'ITALIA EBBE BERLINGUER, OGGI HA ZINGARETTI. GALLEGGIA COME UN SUGHERO, LA NATURA NON GLI HA DATO LO SPUNTO DELLA PUNTA, IL PALLONE DEVE DARLO A CHI FINALIZZA IL GIOCO. NESSUNO FRA CHI GUARDA LA TV CAPISCE BENE COME SIA STATO POSSIBILE CHE IL LEADER DEL PD SIA DIVENTATO CHANCE IL GIARDINIERE, GIUSEPPE CONTE. L'ALA DEMOCRISTIANA, INVECE, PORTA LA PARTITA…”

nicola zingaretti al quirinale

Concita De Gregorio per “la Repubblica”

 

È gentilissimo, va detto. Leale, tanto una brava persona. E però ogni volta che inciampa esita traccheggia, tira fuori dalla tasca un foglietto da leggere, non trova l'uscita e qualcuno deve prenderlo per il gomito - per di qui, segretario - Nicola Zingaretti lascia dietro di sé l'eco malinconica di un vuoto. Come un ologramma, sorride e svanisce.

 

NICOLA ZINGARETTI

Una vita da mediano, a recuperar palloni, il segretario del Pd è quanto di meglio la tradizione comunista abbia oggi da offrire. La sinistra, diciamo: quel che resta del Pci. L'Italia ebbe Berlinguer, oggi ha Zingaretti. Sono i tempi che fanno i leader. L'ala democristiana, invece, porta la partita.

 

conte zingaretti

La vecchia banda Dc - il ceppo moderato, popolare - governa. Renzi ha i gruppi parlamentari, Franceschini ha la sua agenda personale, i suoi piazzati dappertutto, e sogna il Colle. Gentiloni è un momento preso in Europa ma presente, se serve. Torna subito. Enrico Letta dal bell'esilio francese chiosa, attende rivincita e cresce i ragazzi nelle scuole di alta politica.

 

nicola zingaretti dario franceschini

Tabacci solerte costruisce gruppi, Mastella si pavoneggia strategico al centro, Prodi osserva e consiglia. Mattarella al Quirinale, insieme ai suoi consiglieri arrivati dalla Dc degli anni Ottanta, ha in mano le sorti del Paese. Tutti democristiani. Per risalire all'ultimo governo guidato da un ex comunista bisogna tornare a D'Alema: era il 1998, ventitre anni fa.

 

giuseppe conte chance il giardiniere

Ventitre: il ministro degli Esteri Di Maio aveva 12 anni, era in seconda media. Poi ci furono: Prodi nel 2006, Letta, Renzi, Gentiloni dal 2013 al 2018. Tutti eredi della Balena Bianca. La costola popolare dell'amalgama mal riuscito ha vinto, non c'è dubbio. L'amalgama, obiettivamente, non ha funzionato.

 

Oggi possiamo dirlo con certezza. Dall'acqua e l'aceto che avrebbero dovuto formare il partito nuovo, Democratico, gli elementi si sono separati fisicamente. I corpi parlano sempre. I corpi dei leader raccontano la storia com' è. Fra i quattro minuti del discorsetto di Zingaretti e i ventisette del soliloquio di Renzi, nel salone delle Feste al Quirinale, a fine consultazioni, ci sono gli abissi di un futuro incognito. Probabile, se si vota, che sia la destra estrema, urlante ma così empatica, di Giorgia Meloni. L'empatia. Parlare alla pancia.

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani al quirinale

 

Torniamo al Colle, fermo immagine. Renzi, che ha fatto il governo Conte 2 e lo ha disfatto, ha in mano il pallino della crisi: parla a braccio, gigioneggia come sempre, governa la conferenza stampa come fosse il conduttore del talk show, chiama i giornalisti per nome, prego cara cosa volevi dire? Reduce dall'Arabia Saudita, bisogna pur mantenere la famiglia, pecunia non olet, forse poteva parlare meno ma si vede che era ancora nella scia emotiva della conferenza agli amici emiri, poi si sa che fanno a pezzi gli oppositori politici ma nessuno è perfetto, la politica è cinica, si scansino le mammole.

 

goffredo bettini nicola zingaretti piero fassino

Zingaretti subito dopo - agli antipodi, scarno - rifiuta le domande, legge un foglietto dove parla di sfide di rilancio, di giovani e riforma della legge elettorale. La gente, da casa, ha perso il lavoro. Gli adolescenti prendono antidepressivi e i loro nonni vorrebbero vaccinarsi. Retorica? Demagogia? Insomma.

RENZI ZINGARETTI

 

Zingaretti galleggia come un sughero, la natura non gli ha dato lo spunto della punta, il pallone deve darlo a chi finalizza il gioco. Nessuno fra chi guarda la tv capisce bene come sia stato possibile che il leader del Pd sia diventato Chance il giardiniere, Giuseppe Conte, che era stato in origine indicato da quelli in odio al "partito di Bibbiano".

 

mariarosaria rossi foto di bacco (2)

Entrano inoltre a suo sostegno la factotum di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi, e la leader del sindacato della destra a braccio teso, l'Ugl, Renata Polverini. Comprensibile confusione dell'elettorato medio, già in gran parte astenuto dal voto e in futuro chissà.

 

DAVID SASSOLI NICOLA ZINGARETTI

A sinistra, intanto. Il gran visir Bettini richiamato in servizio dalla Thailandia consiglia il suo ultimo pupillo dal grande letto del monolocale a Roma Nord, Veltroni si occupa giustamente di Sami Modiano e dell'Olocausto. D'Alema pare che ogni tanto dia un colpo di telefono.

 

peppe provenzano

La nuova generazione? Prudente. Bellissimo il discorso di Peppe Provenzano ai funerali di Macaluso, ultimo migliorista del Pci - quelli più vicini ai socialisti. Sugli encomi funebri non ci sono rivali. Il sito sui 100 anni del Pci è tutto un necrologio. Omaggio a Nilde Iotti. Ottima la sezione intitolata "come eravamo". E le donne, a proposito di Nilde? Una parola andrebbe spesa, sì, per le due protagoniste di questi giorni. Una si chiama Tatjana Rojc, senatrice. Eletta in Friuli perchè c'era bisogno nelle liste di un'esponente della minoranza slovena. Docente, intellettuale. Grande esperta di Boris Pahor, tecnici autorizzati a googleare.

 

NICOLA ZINGARETTI ANDREA MARCUCCI

«Mi sacrifico per il bene del paese», ha detto passando ai Responsabili. Ho chiesto il permesso al segretario, ha aggiunto. Zingaretti ha firmato la giustifica, come a scuola. L'altra è Valentina Cuppi, sindaco di Marzabotto, presidente del Pd. È salita al Colle con la delagazione. Era dietro a Orlando, Marcucci e Del Rio, panico fra i fotografi che devono mandare la foto con didascalia. Vabbè.

 

Del posto concesso alle donne, a sinistra, parliamo un'altra volta. Ora poi vanno molto le figure tecniche, auspicate di sesso femminile. Bisognerebbe ricordare, e i vecchi democristiani lo sanno, che i tecnici non esistono: sono sempre portatori di interessi, nel migliore dei casi di peculiari idee di mondo.

 

Ma torniamo a quel che resta della sinistra. Torniamo al sito sui cento anni dalla nascita del Pci, tutto un necrologio e un omaggio alla memoria. Nella sua più recente intervista si può ascoltare Marisa Rodano, cento anni compiuti la settimana scorsa: «Alla sinistra, oggi, manca del tutto una classe dirigente». Tantissimi auguri, Marisa .

NICOLA ZINGARETTI E GIUSEPPE CONTEANDREA ORLANDO NICOLA ZINGARETTI

 

bruno tabacci

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...