TRAVAGLIO: “RENZI HA CAPITO CHE LA STAMPA ITALIANA SI ACCONTENTA DI UN TITOLO AL GIORNO E LUI HA PIAZZATO LA TROVATA DI ‘GENERAZIONE TELEMACO’ COPIATA DA UN LIBRO DI RECALCATI. E SUBITO AVANZANO LE LINGUE E LE BAVE”

Marco Travaglio per “Il Fatto Quotidiano

Marco Travaglio Marco Travaglio

 

Siccome è tutto fuorché stupido, Matteo Renzi ha capito subito come trattare la stampa italiana. Che, geneticamente governativa chiunque governi, si accontenta di poco e viene via per molto meno: le basta un titolo al giorno. E lui glielo dà, inventandosi una trovata ogni 24 ore. Non una legge o un decreto, che costano fatica e non sono il mestiere suo. Ma una slide, un tweet, un hashtag, un selfie. Tanto quelli si bevono tutto.

 

L’altroieri erano arrivati in massa a Strasburgo tutti emozionati, come se il semestre europeo a guida italiana fosse un alto riconoscimento alla Grandeur Renziana e non un evento di routine che si ripete stancamente ogni sei mesi, a turno, per tutti gli Stati membri dell’Ue (nel 2012 toccò persino a Cipro).

telemaco e penelopetelemaco e penelope

 

Lui sapeva benissimo che la stampa internazionale avrebbe snobbato l’evento, infatti ha parlato non tanto ai pochi eurodeputati presenti in aula (in gran parte italiani, con Pittella capoclaque), ma ai telespettatori dei tg. E alla fine ha disertato la conferenza stampa per volare a Porta a Porta. Il discorso scritto (chissà da chi) con le linee programmatiche, conscio che non se lo filerà nessuno, l’ha lasciato sul tavolo senza leggerlo: troppo noioso (come i decreti che dovrebbero seguire alle slide, e infatti non seguono mai) per affascinare i boccaloni in Patria.

 

telemaco con renzi ulisse 5bb8fd847d4e18fcca8801ab144a8146telemaco con renzi ulisse 5bb8fd847d4e18fcca8801ab144a8146

Meglio favoleggiare a botte di “selfie dell’Europa stanca”, “non siamo un puntino su Google Map”, “mettiamo i puntini sulle i”, “non siamo l’ultima ruota del carro” , “la smart Europe che vogliamo costruire” (senza – beninteso – spiegare come), “i tedeschi non facciano gli splendidi” (la prossima volta dirà loro: “Bella raga’, scialla crucchi, state manzi”). E soprattutto piazzare la trovata del giorno: la “Generazione Telemaco”, copiata da un libro dello psicanalista Massimo Recalcati e destinata a riempire i titoli di giornali e tg.

 

Che puntualmente hanno abboccato. Repubblica: “La missione di Telemaco”. Corriere: “Generazione Telemaco in attesa di crescita”. L’Unità: “Telemaco è un punto di partenza”. La Stampa: “Il fattore Odissea”, “Telemaco, mille geniali metafore”. Messaggero: “Format Telemaco per salvare l’eredità dei padri”. Il Foglio: “L’Odissea di Renzi”. Un poema. Omerico. In assenza di Cazzullo, ancora disperso in Brasile sulle tracce del renziano Prandelli, ecco avanzare le lingue e le bave concorrenti.

renzi parlamento europeo schulz merkelrenzi parlamento europeo schulz merkel

 

   Sallusti tripudia per la “Dichiarazione di guerra” ai crucchi maledetti: “Finalmente Renzi manda un vaffa alla Germania”, finalmente un “italiano che reagisce all’arroganza tedesca”, come “non si vedeva dai tempi di Berlusconi con Schulz”, ragion per cui “su questo punto la penso esattamente come Pier Silvio”, ma solo su questo punto.

 

Su La Stampa, Silvia Ronchey scioglie inni omerici al “transfert geniale di Matteo Renzi con Telemaco, che l’ispirazione sia stata mediata dalla musa di uno psicanalista lacaniano o che gli sia venuta direttamente da Omero”. Segue l’epico ritratto dell’Acheo di Rignano sull’Arno: “Alto e squadrato, eloquente e conciso, come figlio di Ulisse e rappresentante dell’evocata ‘generazione Telemaco’, Renzi funziona nell’immagine anche meglio dell’efebico Telemaco televisivo della nostra, se non della sua, infanzia.

renzi parlamento europeo mogherinirenzi parlamento europeo mogherini

 

Soprattutto funziona l’immagine di un’Italia-Itaca in cui anche il locale Parlamento è sopraffatto dai Proci... Ma Atena, dea della ragione, affianca Telemaco e lo rassicura”. E questa dev’essere la Boschi. Il nostro eroe lancia “un messaggio volutamente intriso di antica, dolente e anche umile lucidità mediterranea”.

 

MARIA ELENA BOSCHIMARIA ELENA BOSCHI

Non può mancare su Repubblica la benedizione della Musa Lacaniana, al secolo Massimo Recalcati, autore del saggio ispiratore Il complesso di Telemaco: “Oggi è il tempo dei figli e del loro viaggio: Telemaco, diversamente da Edipo, non vuole la pelle del padre, non rifiuta la filiazione, non entra in conflitto mortale con i suoi avi. Sa che per riportare la Legge ad Itaca bisogna unire le forze, bisogna rifondare un patto tra le generazioni”. Mica per nulla, l’altra sera, il Telemaco de noantri ha depistato le sirene della stampa estera, inforcato la prima smart-nave e veleggiato verso l’Italia per riabbracciare gli amati avi Bruno&Silvio.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…