renzi manzione

CON TRE ANNI DI RITARDO SULLA NOMINA, SOLO ORA SI ACCERTERA’ SE LA RENZIANA ANTONELLA MANZIONE ABBIA I TITOLI PER ESSERE CONSIGLIERE DI STATO - FU PARACADUTATA A PALAZZO SPADA NONOSTANTE NON AVESSE NEPPURE L'ETÀ MINIMA E IN BARBA AI DUBBI CHE ERANO STATI AVANZATI SUL LIVELLO DEL SUO PROFILO CONSIDERATO NON ECCELLENTE. MA RENZI SE NE INFISCHIO’...

Ilaria Proietti per il “Fatto quotidiano”

 

matteo renzi antonella manzione

Meglio tardi che mai. Nonostante da ben tre anni svolga la funzione di consigliere di Stato, solo ora si accerterà sul serio se Antonella Manzione abbia davvero i titoli per ricoprire un incarico tanto delicato come quello a Palazzo Spada. Dove era entrata dal portone principale grazie al governo allora guidato da Matteo Renzi che, una volta diventato presidente del Consiglio, l' aveva voluta con lui a Roma a capo del Dipartimento affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi. Salvo poi dirottarla al Consiglio di Stato, nonostante non avesse neppure l'età minima per essere nominata e a dispetto dei dubbi che erano stati avanzati pure sul livello del suo profilo considerato non eccellente.

 

antonella manzione

Ma a quanto pare neppure questo aveva scoraggiato Renzi. Che senza farsi alcun problema era andato avanti, mandando la pratica al Colle dove la nomina di Manzione era stata finalizzata con decreto dal Presidente della Repubblica. Proprio per questo, l'Associazione nazionale magistrati amministrativi, che ne ha contestato la correttezza, ha chiamato in causa non solo Manzione ma pure il Quirinale oltre che la Presidenza del Consiglio, ossia tutti i livelli più alti dell' amministrazione statale che con quella faccenda hanno avuto a che fare.

 

RENZI MANZIONE

E l' altroieri gli stessi colleghi di Manzione al Consiglio di Stato, organo di appello del Tar che in primo grado aveva respinto il ricorso, hanno deciso che invece è proprio il caso di chiarire la questione. Ordinando che vengano acquisiti i documenti che la riguardano e che sono custoditi al comune di Firenze. Dove l' attuale consigliera di Stato lavorava, a fianco di Renzi, prima che le loro strade si rincrociassero a Roma. Ma che carte cercano?

 

Per essere nominati consiglieri di Stato bisogna come minimo essere professori universitari, avvocati di rango, o almeno magistrati di Corte d' appello. Non avendo nessuno di questi profili e non sapendo che pesci prendere, il Consiglio di presidenza di Palazzo Spada all' epoca aveva certificato che il curriculum di Manzione poteva tranquillamente essere equiparato a quello di dirigenti generali o funzionari di primaria importanza di ministeri, organi costituzionali e delle altre amministrazioni pubbliche.

MANZIONE

 

Nonostante le perplessità di più d' uno, tra quelli che furono chiamati a valutarne la piena idoneità. Compreso Giuseppe Conte che all' epoca sedeva nell' organismo chiamato a decidere e che inutilmente aveva cercato di far notare che l' ex capo dei vigili urbani di Firenze non aveva esattamente le competenze e il profilo richiesto, mentre era piuttosto chiara la natura fiduciaria che la legava a Renzi.

 

Per accertare la legittimità della nomina, ora dovrà essere acquisita "la documentazione idonea a definire, in modo chiaro e preciso, quali specifiche e analitiche funzioni competessero - in concreto - alla dott.ssa Manzione in ragione dei predetti incarichi svolti, nonché le esatte grandezze del personale e della dotazione finanziaria in tali ruoli dalla stessa amministrato, le eventuali funzioni propositive di indirizzo amministrativo generale ovvero le eventuali attribuzioni di coordinamento, direzione e sanzione di personale con qualifica dirigenziale a lei formalmente sottordinato".

MANZIONE

 

E non basta. Per i giudici del Consiglio di Stato servono anche "chiarimenti" sulle procedure con cui le vennero conferiti quegli uffici a Firenze e quali titoli di studio o qualifiche li hanno giustificati.

Insomma, pare di capire che si voglia approfondire sul serio.

Alla buon' ora.

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…