TRE MILIONI PER UN SENATORE: IL BANANA RINVIATO A GIUDIZIO A NAPOLI PER LA “COMPRAVENDITA” CHE FECE CADERE PRODI - IL “PENTITO” DE GREGORIO INVECE PATTEGGIA 20 MESI DI CARCERE

1. BERLUSCONI RINVIATO A GIUDIZIO PER LA COMPRAVENDITA SENATORI
Dario Del Porto e Conchita Sannino per "la Repubblica"

Silvio Berlusconi sara' processato per la compravendita di senatori. Il giudice Amelia Primavera ha rinviato a giudizio l'ex premier e Valter Lavitola con l'accusa di corruzione per i tre milioni di euro versati all'ex senatore Sergio DeGregorio tra il 2006 e il 2008 per passare dal centrosinistra al centrodestra e sabotare il governo Prodi. Prima udienza 11 febbraio davanti alla quarta tribunale.

Sì del giudice anche al patteggiamento di De Gregorio a 20 mesi. Accolte le richieste dei pm Alessandro Milita, Vincenzo Piscitelli, Fabrizio Vanorio e Henry John Woodcock.

Un passo indietro per raccontare cosa è accaduto in mattinata nell'aula 213, tribunale di Napoli.

Ore 10. Parla Lavitola, il faccendiere ed ex editore de L'Avanti appena tornato in carcere nell'ambito di un altro procedimento sulla estorsione ai danni del Cavaliere. Tre milioni: il prezzo di quel tradimento, per passare da uno schieramento all'altro. De Gregorio ha già raccontato tutto, collaborando con i pm ed ha chiesto di patteggiare una pena stabilita dai pm in 20 mesi, su cui dovrà esprimersi il gip Amelia Primavera all'esito dell'udienza di oggi. Lo stesso giudice dovrà poi pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi e Lavitola.

Valter, ex faccendiere e consulente di Finmeccanica - che è difeso dall'avvocato Guido Iaccarino ma che si apprende oggi ha nominato come legale anche Guido Paniz, l'ex senatore Pdl già difensore del Cavaliere - rende in aula una lunga deposizione, punteggiata da toni spesso accesi: parole che irritano e spingono più volte il gip Primavera e i pm Alessandro Milita ed Henry Hohn Woodcock a interromperlo. Lo stesso Milita dirà a un certo punto: "Scusi lei sta rendendo dichiarazioni spontanee o sta facendo un'arringa difensiva?".

Si difende su tutti i fronti, Lavitola. "Se avessi davvero portato i soldi all'allora senatore De Gregorio sarei stato comunque solo un corriere, non c'è alcuna prova che io potessi sapere che era denaro di corruzione. Sarei stato un semplice vettore".

Lavitola aggiunge poi che altri soldi versati a De Gregorio atterrebbero invece "a una partita di giro per la chiusura" dei conti de L'Avanti, ma si tratterebbe però di conti chiusi nel 2005.

L'unico passaggio di denaro intercorso tra lui e De Gregorio avrebbe dunque ragioni molto varie " e venivano anche da provviste mie, e riguardavano i vari rapporti che c'erano tra me e De Gregorio. Se vi studiate la vicenda della bancarotta fraudolenta, capite quei denari da quale giro venivano. Tra l'altro De Gregorio mi chiedeva aiuto, era in mano ad usurai, e quindi io davo un aiuto".

Subito dopo tocca al legale che assiste a Napoli Silvio Berlusconi, l'avvocato Michele Cerabona. "Discuterò per almeno un'ora - spiega ai cronisti - per noi naturalmente non si configura il reato di corruzione. Non lo dice mica solo la difesa di Berlusconi, ma lo diceva già mesi fa il gip Marina Cimma nella sua motivazione di rigetto del giudizio abbreviato richiesto per l'onorevole Berlusconi".

Alle 16,40 la decisione del giudice: Berlusconi e Lavitola saranno processati. E' l'esito dell'indagine condotta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza diretto dal colonnello Nicola Altiero.

Nel tardo pomeriggio De Gregorio parla a Sky tg24: "Credo che questa vicenda acceleri il tramonto di un percorso politico ormai arrivato al redde rationem. Consiglio a Berlusconi di ritirarsi dalla scena politica, liberando l'Italia e la sua persona da tante infamie. Ho avuto un comportamento che oggi ritengo assolutamente disdicevole, finalizzato a ribaltare il governo Prodi in una sorta di guerra santa denominata dallo stesso Berlusconi 'operazione libertà. Mi sento sollevato da un peso, ho detto la verità. Oggi non rimetterei la mia intelligenza, la mia capacità operativa, le mie conoscenze internazionali al servizio di Berlusconi: quell'uomo non meritava il mio aiuto".


2. DE GREGORIO, ACCETTATO IL PATTEGGIAMENTO - LE REAZIONI DELLA POLITICA
ANSA

Il gup Amelia Primavera ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi e Valter Lavitola per la vicenda della compravendita di senatori. Stamani l'udienza preliminare in cui Silvio Berlusconi, Valter Lavitola e Sergio e Gregorio erano imputati per la presunta compravendita di senatori che nel 2008 provocò la caduta del governo guidato da Romano Prodi. L'accusa sarà rappresentata dai pM Henry John Woodcock e Alessandro Milita, titolari dell'inchiesta assieme ai colleghi Vincenzo Piscitelli e Maurizio Vanorio. De Gregorio ha chiesto il patteggiamento della pena.

Come difensore di Berlusconi c'era presente al momento l'avvocato Michele Cerabona, che lo assiste assieme a Niccolò Ghedini. Davanti al Tribunale è assiepata una folla di fotografi e cameraman. Agenti di polizia impediscono l'ingresso di cronisti e curiosi nell'aula 213, in cui si svolgerà l'udienza, che per legge è a porte chiuse.

Gup,sì patteggiamento per De Gregorio - E' stata accolta dal gup la richiesta di patteggiamento a 20 mesi di reclusione avanzata dalla difesa di Sergio De Gregorio, nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Il dispositivo - con il rinvio a giudizio per Berlusconi e Lavitola - è stato letto dal giudice Amelia Primavera dopo circa un'ora e mezza di camera di consiglio. L'avvocato Carlo Fabbozzo, che assiste l'ex senatore De Gregorio, si è detto soddisfatto.

Lavitola, portai soldi a De Gregorio ma non per corromperlo - Valter Lavitola hsa reso dichiarazioni spontanee da più di un'ora. Secondo quanto si è appreso da fonti del collegio difensivo, il giornalista, parlando a braccio, ha ammesso di avere consegnato consistenti somme di denaro a Sergio De Gregorio, ma ha affermato che quei soldi provenivano dal finanziamento al quotidiano L'Avanti!, dei quali entrambi erano soci, e che parte del denaro era stato in precedenza prestato da De Gregorio allo stesso Lavitola.

Al termine delle dichiarazioni spontanee dell'imputato prenderanno la parola i pm e gli avvocati delle parti civili; successivamente toccherà alla difesa degli imputati. L'avvocato Cerabona ha preannunciato che la sua linea (confortata dall'ordinanza del gip Marina Cimma, che respinse la richiesta di giudizio immediato per Berlusconi avanzata dalla Procura) sarà quella di sostenere che il reato di corruzione non si configura, dal momento che i parlamentari sono liberi di esercitare le loro funzioni.

 

Decadenza Berlusconi Pdl, Grasso chiarisca - PdL contro il presidente del Senato Grasso dopo le sue dichiarazioni in vista del voto sulla decadenza dal seggio parlamentare di Silvio Berlusconi. ''Se il voto sarà segreto bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi - aveva detto - mentre se il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro''.

"Le dichiarazioni del presidente del Senato sul voto segreto o palese non sono da presidente del Senato - dice Renato Brunetta - ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a 'interessi diversi' dalla coscienza è una insinuazione gravissima". Secondo il capogruppo Pdl alla Camera le parole di Grasse contraddicono il "suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari". "Ricordo all'ex procuratore Grasso una frase di Falcone: 'Il sospetto è l'anticamera della calunnia'. Cerchi di far valere le regole, il presidente Grasso, invece che inventarne di nuove ad uso delle sue attitudini inquisitorie", conclude Brunetta.

Per Schifani, "E' molto grave che il presidente Grasso ipotizzi il voto palese, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Sospettare, poi, che attraverso il voto segreto i senatori possano perseguire interessi diversi rispetto alla propria coscienza è incredibile. Un chiarimento sarebbe quantomeno opportuno".

"E' molto grave - dice Schifani nella sua dichiarazione - che il presidente Grasso ipotizzi il voto palese sulla decadenza, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Un' eventuale interpretazione diversa in Giunta per il Regolamento, a colpi di maggioranza, sarebbe inaccettabile e noi ci opporremmo strenuamente ad una simile forzatura. Sospettare, poi, che attraverso il voto segreto i senatori possano perseguire interessi diversi rispetto alla propria coscienza è incredibile, e ci auguriamo che si sia trattato di un malaugurato fraintendimento. Un chiarimento sarebbe quantomeno opportuno".

Portavoce Grasso, non entra in polemiche - "Il presidente si stupisce per il vespaio di polemiche scatenatosi per una constatazione ovvia in cui si sottolineava che il voto palese sia palese mentre il voto segreto possa essere utilizzato seguendo logiche diverse dalla coscienza, come successe in passato". Il portavoce di Grasso commenta così le polemiche per la frase sul voto segreto

"Questo governo doveva garantire un clima di pacificazione e ciò non vuol dire che bisognava garantire un favore o un trattamento privilegiato a Berlusconi perché questo noi non l'abbiamo mai chiesto, non è nelle corde e nel carattere del presidente Berlusconi e credo sarebbe stato anche sbagliato".

Così Maria Stella Gelmini del Pdl dopo la dura smentita del Quirinale su una promessa di grazia nei confronti di Silvio Berlusconi. "Il clima di pacificazione voleva dire introdurre tra le riforme da fare quella della giustizia - spiega - significava garantire nella Giunta per le elezioni un comportamento corretto e una terzietà sul caso Berlusconi e non un plotone di esecuzione per eliminarlo. Anche su temi come il finanziamento pubblico sembrava più importante per il Pd impedire a Berlusconi di finanziare il suo partito che garantire il risultato" osserva. "Quindi il clima di pacificazione non c'è stato e non mi riferisco al presidente Napolitano, ma penso che nei confronti di Berlusconi c'è stato un totale disinteresse rispetto alla sua condizione, nonostante abbia garantito i numeri al Governo e sia stato il primo ad appoggiarlo".

 

 

SILVIO BERLUSCONI E SERGIO DE GREGORIO SERGIO DE GREGORIO SILVIO BERLUSCONI lavitola-berlusconiLAVITOLA SUL TRENO DEL VIAGGIO UFFICIALE DI BERLUSCONI A PANAMAMARTINELLI LAVITOLA BERLUSCONI VARELAde gregorio e lavitola DE GREGORIO-LAVITOLA- LUCAREHENRY JOHN WOODCOCK WOODCOCKIL PM JOHN HENRY WOODCOCK FUORI DALLA SEDE MILANESE DELLA LEGA NORD LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI RENATO SCHIFANI Silvio Berlusconi con Alfano e SchifaniQATIPM x

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